lunedì 31 luglio 2017

Liam Gallagher: "Non cambio mai cappotto? Criticami pure, tesoro, ma mi è costato 800 sterline, mica lo metto una volta sola!"

Ecco una sesta traduzione dell'intervista che Liam Gallagher ha concesso il 25 luglio a Zane Lowe a Los Angeles per Beats 1, stazione radiofonica ascoltabile su Apple Music (l'audio è alla fine di questo post).

Julia ci chiede: come mai indossi lo stesso cappotto ad ogni concerto?

Questo cappotto, tesoro, mi è costato 800 sterline. Se pensi che io lo indosserò una volta sola ... non lo toglierò mai. E ne ho un altro blu che potrebbe somigliare un po' a questo, uno blu militare. Mi stanno criticando molto per questo, ma io li lavo, amico, capisci? È una cazzo di giacca, amico! Le compro perché mi piacciono. Non compro vestiti per indossarli una volta sola, cazzo, per poi metterli nel cazzo di armadio come tutti gli altri!

Non credo che tu abbia indossato un parka a Los Angeles sapendo che sarebbe stato uno schifo.

Non sai quali parka ho in valigia nell'hotel ora.

Quanti parka hai?


Cinque. Due di questi e tre lunghi che indosso con i pantaloncini.

Chi è il più tosto con i parka? Tu o Ian Brown? E gli Stone Roses sono davvero finiti?

Lui ha cantato per un album e mezzo, io ero sul palco ogni sera! Se non riescono neanche a fare 13 o 14 canzoni ... mi dispiace davvero per loro, cazzo, perché sembrava se la stessero spassando. 

Quante sono le band che tornano insieme, ricominciando con nobili ambizioni per poi ritrovarsi di nuovo in arene e teatri?

Negli stadi, amico. Loro erano di nuovo negli stadi con 80.000 persone che impazzivano. Se non riesci a tenere la testa lucida per quella cosa allora amico penso che tu debba andare a farti una lunga passeggiata. Altrimenti che fai? Sei morto da molto tempo, amico.

È quello che hai fatto negli ultimi quattro anni? Lunghe passeggiate?

Sì. Be', lunghe passeggiate verso il pub. Non al Pineapple di Kentish Town, a proposito.

Questa è una storia che una volta mi ha raccontato un mio amico. Mi ha detto che è andato a fare visita al Pineapple e ha visto Liam, ma Liam mi ha detto che nessuno lo avrebbe mai visto in un pub che si chiama Pineapple.

Io vado in un pub che si chiama Red Line, che è un nome normale, ma ... Pineapple, cazzo!? "Ci vediamo al Pineapple". "Penso proprio di no, amico!".


ALTRE TRADUZIONI DELL'INTERVISTA A BREVE!


Liam Gallagher: "Se so nuotare? Solo nella vasca da bagno. Meta preferita per le vacanze? L'Italia"

Ecco una quinta traduzione dell'intervista che Liam Gallagher ha concesso il 25 luglio a Zane Lowe a Los Angeles per Beats 1, stazione radiofonica ascoltabile su Apple Music (l'audio è alla fine di questo post).

Nessuno entra in una stanza come entri tu. Lo dicevo prima ai miei colleghi.

Sono serio su quello che faccio, amico.

Come ti prepari prima di salire sul palco?

Semplicemente mi riservo un po' di tranquillità, capisci? Non metto su musica o altro. Mi prendo 10 minuti di calma ed entro in quel clima. È importante.

Meta preferita per le vacanze? Dove ti piace andare quando non sei a lavoro?

L'Italia è bella. La Spagna ... Siamo appena tornati da New York, mi piace New York. Dov'è che siamo andati l'anno scorso? ... Alle Maldive.

Oh, è bellissimo laggiù.

È bello ovunque, no?

Nuoti con i pesci?

Non so nuotare.

Stai scherzando?

Nessuno scherzo.

Potrei buttarti in una piscina in questo momento?

Sì, mi uccideresti. Non so nuotare. Anni fa quando ero bambino facevo delle immersioni, ma non me n'è mai importato. So fare il bagno nella vasca ... (ride, ndr). La vasca da bagno non mi dispiace. Ma se mi metti nell'oceano, amico, sono finito.

Ti abbiamo chiesto di nominarci una canzone che ti ricorda Manchester. hai scelto 24 Hour Party People degli Happy Mondays. 



Sì, perché è quello che siamo (gente che fa festa 24 ore al giorno, ndr).

Cosa c'è di speciale a Manchester? Diciamolo alla gente che non ci è mai stata.

Direi la gente. Di sicuro la gente, amico.

Cosa in particolare della gente? Qual è l'essenza?


Sono stronzi spassosi, amico. Prendono per il culo. Si prendono sul serio quando ci vuole, ma la maggior parte della gente è divertente. Sono semplicemente spiritosi e sono degli stronzi fighi.

traduz. by frjdoasis 


ALTRE TRADUZIONI DELL'INTERVISTA A BREVE!


Video e foto: Liam Gallagher a New York per due concerti intimi


"Qualche fan degli Oasis qui?". La risposta del pubblico è : "Duh". Liam Gallagher si è esibito ieri sera al Rough Trade di New York per il secondo dei suoi concerti davanti a pochi intimi, dopo quello tenuto al McKittrick Hotel della città statunitense. Il primo album da solista dell'ex frontman degli Oasis esce il 6 ottobre e Liam è qui per ricordare alla gente che, anche senza il fratello, è lui la sua voce rappresentativa di alcune delle più note canzoni rock dagli anni '90 ad oggi. Nessuno, qui a New York, ha avuto bisogno di rinfrescare la memoria. Lo si notava dai canti "LIAM LIAM LIAM" dopo ogni canzone (e anche qualche "FUCK NOEL" a dire il vero).

Sul pannello che regge la tastiera campeggia lo striscione "ROCK 'N' ROLL" ed è già una dichiarazione di intenti. Dopo l'ingresso al ritmo di Fuckin' in the Bushes, si parte quindi proprio con Rock 'n' Roll Star, album opener di Definitely Maybe, disco d'esordio degli Oasis del 1994. Segue un altro pezzo celebre, Morning Glory. Liam è chino sul microfono con le mani dietro la schiena, nella sua solita posa, e la sua band di quattro elementi suona sempre più affiatata.

Poi arrivano i nuovi pezzi: Wall of Glass (singolo di debutto) e Greedy Soul, che ricordano lo stile degli Oasis, e brani più acustici come Eh La (eseguito dal vivo per la prima volta), Bold (uno dei primi pezzi che Liam ha scritto come solista) e Chinatown (il secondo singolo). A conclusione della scaletta ecco Be Here Now e l'immancabile Wonderwall, durante la quale tutti i presenti tenevano in mano il telefonino mentre cantavano a gran voce.

Al McKittrick Hotel, il 28 luglio, l'esibizione di Liam era stata un po' più lunga (del resto ce lo saremmo aspettato, dati i 100 dollari di biglietto): quattro canzoni in più in scaletta rispetto alla performance al Rough Trade (dove bastava preordinare il suo nuovo LP per ottenere l'ingresso). Tra i pezzi eseguiti all'hotel e non al Rough Trade c'erano D'You Know What I Mean? e Slide Away.

Liam si esibirà a Chicago il 2 agosto, poi tornerà a calcare i palchi degli USA a novembre.




domenica 30 luglio 2017

Liam Gallagher: "A casa faccio le pulizie. Avevo pensato di smettere con la musica. Un attore che interpreti me? Nessuno è così figo"

Ecco una quarta traduzione dell'intervista che Liam Gallagher ha concesso il 25 luglio a Zane Lowe a Los Angeles per Beats 1, stazione radiofonica ascoltabile su Apple Music (l'audio è alla fine di questo post).

Quando esce il tuo prossimo album? Nel 2021?

Sì. Uscirà insieme al prossimo degli Oasis ...

Ci sono mai stati dubbi sul fatto di tornare a fare musica? Hai mai pensato per un momento: "Forse non ho più nulla da dire"?

Di sicuro avevo molto da dire, ma non sapevo se lo pensassi veramente. Sì, c'è stato un periodo in cui ho pensato: "Forse il mio tempo è finito. Per me ora è finita con la musica e forse vado a fare qualcos'altro".

Cosa ti ha fatto pensare questo?


Perché non avevo una band, capisci? Ero sempre stato in una band. E ho pensato che tornare a rimettere insieme una band, sotto un altro nome e tutto il resto avrebbe prodotto solo una versione annacquata degli Oasis. Così ho pensato: non voglio proprio fare per conto mio.

Quindi chi ha parlato con te?


Ho scritto un paio di canzoni e ho pensato: "Sai che c'è? Forse sono le migliori canzoni che io abbia scritto". E poi ho incontrato un tizio di Warner, che mi ha chiesto: "Ne hai altre?". E io: "No". "Perché? Ti scritturo sulla base di queste due canzoni". E io: "Be', gentile da parte tua". Mi fa: "Saresti disponibile a collaborare con altre persone?". E io: "Be', penso che dovrò farlo, perché ho solo due canzoni", capisci? Sono andato a Los Angeles, ho incontrato Greg Kurstin e Andrew Wyatt e abbiamo tirato fuori tre canzoni in tre giorni. Pensavo che sarebbe stato un incubo con persone che non conosci, invece è stato assolutamente ... è stata una passeggiata.

Sai, sembra che tu sia aperto a tutte queste cose.

Sì, completamente, amico. Devi esserlo quando non c'è il fratellone che scrive le canzoni per te, no? O non hai una band. Sai, devi seguire la corrente, no? L'ho fatto ed eccoci qui, capisci?

Giochiamo al vero o falso. Hai mai messo su un tuo pezzo a casa tua e ci hai ballato su?


Sì, quando faccio le pulizie.

Che fai, provi la canzone sul momento?

Sì, con indosso i tacchi di Debbie.

Tu fai le pulizie?


Sì, so farlo amico. Ho avuto un paio di persone delle pulizie che mi hanno fatto: "Cosa vuoi che io faccia?". "Pulirmi casa. Che significa 'cosa vuoi che faccia?' ...". Quindi so farlo. Pulisco da me, amico.

Qual è la tua pulizia preferita? Io sono uno spazzino.

I banconi. Datemi un bancone sporco e lo pulisco dopo averci cenato su.

Penso che quello che scegli di pulire dica qualcosa sulla tua personalità.

Sai che c'è con i banconi? La zazzera. Sono ossessionato dai miei capelli, amico.

Se tornaste con gli Oasis e aveste parrucche sarebbe un problema. Rock 'n' roll star con parrucche ...

Bonehead si piscerebbe dalle risate.

Oggi ha un bel look lui.

Sì, sembra una rock star porno di Los Angeles. Con la sua barba dorata, no?

Arrivano domande dagli ascoltatori. Chi ti piacerebbe che interpretasse te in un film?

Uno dei miei figli ... Non c'è nessuno di figo in giro che possa interpretare me. Penso uno dei miei figli. 


Ora che hai aperto le porte delle collaborazioni con Greg Kurstin ed Andrew Wyatt, con chi ti piacerebbe collaborare?

Nessuno in particolare. Mi piacerebbe fare di più. Abbiamo fatto solo tre canzoni con Greg ed Andrew e penso che ci sia molto di più. Specialmente con Andrew Wyatt, lui è pazzesco. Quindi continuare con la stessa cosa. E Greg è grandioso, è un produttore e un compositore eccezionale, quindi sì.

Qual è il tuo ricordo più bello dei tour in Giappone?

Lì ho un negozio Pretty Green. Vado a vedere se sto facendo un po' di soldi. A quanto pare sta andando bene.

Cosa significa "a quanto pare sta andando bene"?  Sai di cosa stai parlando.

Perché non si tratta dei soldi. Mi dicono che sta andando bene. A quanto pare è così, quindi vado a darci un'occhiata. Mi piace il Giappone. Cosa faccio quando vado lì? Niente in realtà ... vado in giro, faccio compere.

Molte persone vogliono sapere se aggiungerai altre canzoni in scaletta con il procedere del tour.

Senza dubbio.

Molte persone vogliono Supersonic.


Sì, dovremmo provarla.

Come mai? Sono solo tre accordi, la fate da vent'anni. Di cosa parli?

Dove lo trovi il tempo però?

Sono tre accordi!

Sì, ma non si tratta solo dei tre accordi. Devo ricordare il testo!

Sul palco di scordi i testi?


Di solito sì. E poi ho preso il "gobbo", che mi aiuta. Ogni tanto dò un'occhiata lì. Se non c'è ... ci sono troppi testi da ricordare. Cambieremo la scaletta più in là, senza dubbio. Forse per il Festival di Reading.

Sarà bello. Ora si è messa in moto la macchina e tutti parlano di quanto è bello il concerto. 

Sì, gli ultimi due concerti sono andati bene, ma i primi tempi devi rimanere concentrato, non puoi farti trascinare troppo.

Parli con me o con te stesso?


Con me stesso.

traduz. by frjdoasis 

ALTRE TRADUZIONI DELL'INTERVISTA A BREVE!

traduz. by frjdoasis 

ALTRE TRADUZIONI DELL'INTERVISTA A BREVE!


Tabaccaio nega le sigarette a Liam Gallagher: "Non hai la carta di identità"


Piccola disavventura per Liam Gallagher, che ieri sera per acquistare un pacchetto di sigarette si è visto richiedere la carta di identità dal tabaccaio. La richiesta, benché in questo caso comica, rientra nelle facoltà del titolare dell'esercizio, ma Liam, che ovviamente non aveva con sé i documenti e si è visto negare le bionde, ha espresso tutto il suo stupore su Twitter.

"Mi è stato detto che non posso comprare le sigarette se non ho la carta d'identità. Ma che cazzo? Il mondo è impazzito?".

Source: NME


sabato 29 luglio 2017

Noel Gallagher pronto a collaborare con Pharrell Williams?

Due musicisti molto diversi, ma entrambi di successo, potrebbero presto collaborare. Stiamo parlando di Noel Gallagher, ex Oasis e attivo da sei anni come solista, e Pharrell Williams. 

A riportarlo è il tabloid Daily Star, quindi l'indiscrezione è, al solito, da prendere con le pinze, ma sembra che i due abbiano in programma di vedersi in studio di registrazione negli ultimi mesi del 2017 per lavorare insieme alla composizione di un brano. Pare che sia stato Pharrell ad avanzare a Noel la proposta, dopo averlo conosciuto tramite amici comuni. 

Il tabloid riporta anche un virgolettato di Noel. "Pharrell Williams è un gran tipo, è mio grande fan. Mi ha chiesto di recente di collaborare con lui. Mi ha detto che i N*E*R*D erano grandi fan degli Oasis. Quando me l'ha chiesto era al primo posto il 105 paesi, quindi ha davvero bisogno di lavorare con il tizio degli Oasis?".

Già quattro anni fa, a dire il vero, Williams aveva espresso il desiderio di collaborare con i fratelli Gallagher. E sempre quattro anni fa Liam, fratello di Noel, aveva stroncato Get Lucky, hit sfornata dai Daft Punk in collaborazione con il cantante R&B, dicendo: "Io l'avrei scritta in un'ora". Probabile che Liam all'ipotesi di questa collaborazione risponda con uno dei suoi tweet?

Source: The Daily Mirror

Liam Gallagher racconta: "Mi sento un 18enne. Ho avuto quindici anni di inferno con gli in-ear monitor, ora invece ..."

Ecco una terza traduzione dell'intervista che Liam Gallagher ha concesso il 25 luglio a Zane Lowe a Los Angeles per Beats 1, stazione radiofonica ascoltabile su Apple Music (l'audio è alla fine di questo post).

È interessante il fatto che per questo disco hai collaborato con diversi autori.

Sì, non mi vedo come autore. Onestamente mi vedo prima di tutto come un cantante, capisci? Ogni tanto scrivo la canzone, ma sto ancora imparando, capisci? Credo che imparino tutti. Quando mi sveglio al mattino e mi guardo allo specchio vedo un cantante rock 'n' roll con un tocco punk, capisci? C'è molto più fascino, sì. Non mi vedo come un Ed Sheeran o un Bob Dylan, sai cosa intendo?

Bello che tu abbia inserito Ed Sheeran in quella categoria, però. 

Mi è sfuggito dalla lingua, di sicuro ... (ride, ndr).

Già mi vedo i titoli: "Liam Gallagher si congratula con Ed Sheeran".

No, penso che abbia talento, capisci? Non so molto di lui, ma penso abbia talento.

La penso anch'io così. Penso sia bravo con le parole e sia bravo a dare universalità alle canzoni. Quando tu scrivi una canzone con qualcuno, per esempio con Andrew Wyatt, è difficile tenere  alta l'attenzione, rimanere nella cornice della canzone che volevi scrivere? Oppure fai: "Se non sta funzionando, passiamo alla prossima"?


No, in genere loro preparano tutto per me e poi io faccio: "È figo, posso farla". Poi vado a cantarla e magari ci sono un po' di frasi con cui non mi trovo a mio agio e le riporto a cose che si rifanno alle mie origini, capisci? Sai, sono americani e ci sono un po' di frasi che suonerebbero un po' sceme se uscissero dalla mia bocca. Quindi è così, ma è stato davvero facile. Pensavo sarebbe stata una rottura di coglioni.

Perché non fai nessun lavoro. Loro preparano tutto per te e poi tu cambi un paio di parole?

Perché no?

È folle. Tu sei un grande autore.

Sì, ma io ho faccio roba mia. Ci arriveremo dopo, ma ... sì, è così che è andata. 

È valsa la pena, però.

Sicuramente sì. Abbiamo fatto Wall of Glass in un giorno, Chinatown in un giorno ... Qual era l'altra? Paper Crown in un giorno. Siamo riusciti a fare un album in una settimana.

È incredibile. Voglio parlare di Wall of Glass. Perché questa canzone come primo singolo? 

Dovevamo cominciare con qualcosa e penso che sia proprio pungente, amico. Mi piace.

L'album uscirà tra molto tempo. Credo ad ottobre, giusto?

Sì, ma tutte le cose belle arrivano per chi le aspetta, capisci?

È bellissimo rivederti, vederti ogni tanto al mattino. Tutti dovreste vedere Liam Gallagher al mattino mentre fa corsetta, è qualcosa di incredibile cui assistere. Se potessimo butteremmo i pigiami nel guardaroba. Con i pantaloncini sudati, sembra che sia sceso dal palco di Wembley.  Sempre in servizio.
 
Be', non sai mai chi incontrerai dietro l'angolo e con chi ti farai la foto al giorno d'oggi, amico. Ci sono fotocamere ovunque. Devi stare sempre all'erta. Ma se indossassi l'accappatoio sarei figo.

Hai un accappatoio?

No, non possiedo accappatoi. Indosso un asciugamano di Starsky & Hutch, quello piccolo bianco. No, ancora niente accappatoi. 

Riesci a spegnere l'attenzione? Prima parlavi di fotocamere. Quando non facevi musica  sentivi che tutta quella pressione mediatica era svanita?

No, no, in realtà è stato peggio. Perché hai tutta l'attenzione, ma non hai nulla di cui parlare. Gli Oasis non c'erano, i Beady Eye non c'erano. Io ci sono ancora, che abbia una canzone o meno, capisci? Quindi preferisco pubblicare una canzone, perché puoi "campare" su una canzone. Non voglio attenzione senza motivo.

Ma hai avuto così tanta attenzione, e so che è stato per buoni motivi. Sai, la tua band è stata per molti anni la più famosa del mondo.

Lo è stata in Inghilterra. Sì, siamo stati famosi in alcuni posti, non abbiamo mai sfondato qui (negli USA, ndr), ma ... abbiamo significato molto per molta gente.

La gente dice che qui è una cosa a parte. Può succedere che qui la gente dica: "No, quella cosa non ci piace".

Ci sono band che qui non hanno sfondato: i Sex Pistols, i Jam, noi, gli Smiths. Ci sono molte grandi band che qui non sfondano e forse noi eravamo un po' troppo laddish per loro, troppo "da ragazzi".

Ti avevo sentito cantare dal vivo in una delle tue ultime esibizioni con gli Oasis e ti ho rivisto un mese fa a Glastonbury. Quanto alla tua voce, ora suona molto meglio ora. Non so cosa sia successo, ma sembra che tu ti sia "riconnesso" vocalmente.

Sì, ora non indosso gli in-ear monitors.

È quello il motivo?

Sì, ora riesco a sentire tutto. Quando indossi quelle cose nelle orecchie sembra che tu abbia abbandonato il posto e qualcuno ti stia tirando un brutto scherzo. Non mi sono mai abituato a quei cosi, capisci? Ho avuto quindici anni di inferno e ora che li ho abbandonati mi sento presente al pubblico e tutto va bene, su quel palco mi diverto un mondo.

Ti prendi cura della tua voce in vista di un tour?

Non lo facevo mai. Quando sei giovane non hai alcun timore, ma ora prima di un concerto mi tratto bene. Vado a letto presto, bevo limonata, ma appena finisce il concerto è il momento di fare festa. Di sicuro non vado a letto dopo il concerto.

Hai un bel gruppo di persone con te in tour? Dev'essere importante avere persone con cui relazionarsi socialmente. 

Sì. Ho la mia ragazza, che è la cosa più importante, e i miei figli vengono molto spesso per i concerti, perché stanno raggiungendo l'età adatta, quindi quello è buono.

Parlando di bambini, ora che stiamo raggiungendo un'età che viene considerata l'età di "picco" ...


Parla per te, amico! Io mi sento un 18enne, ma vai avanti.

Dicevo: lasciamo andare i figli e loro vanno in direzioni diverse e loro scoprono diversi tipi di musica. Ti abbiamo chiesto di scegliere una canzone che mettono su i tuoi figli. Hai scelto un tizio con cui poi ti sei relazionato, anche a Glastonbury. Hai parlato molto di Skepta.

Sì, sembra che sia la nuova cosa in voga al momento e tutti continuano a paragonarlo a me, ma nessuno è bello come me. Mio figlio Gene, però, è in fissa con lui. È sulla bocca di tutti in Inghilterra al momento. 

traduz. by frjdoasis 

ALTRE TRADUZIONI DELL'INTERVISTA A BREVE!


venerdì 28 luglio 2017

Liam Gallagher: "In troppi fanno i solisti, io sono un tipo da band. Chris Martin? Gli ho chiesto scusa per gli insulti passati. Sono una bella persona"

Liam Gallagher, il tuo primo concerto come solista è stato a Manchester a maggio, giusto? 

Penso sia stato una settimana dopo l'attentato terroristico. È stato piuttosto intenso. Manchester, comunque, è sempre molto intenso, è la mia città natale. Ma è stato un bel concerto, amico.

Liam sul palco del Lollapalooza Paris il 23 luglio 2017
Ti agiti ancora prima di un concerto come quello?

Non mi agito al punto da dire: "Voglio la mia mamma e voglio andare a casa, non avrei mai voluto prendere la briga di entrare in questa cosa rock 'n' roll". Ma ne traggo un'energia di agitazione del tipo: "Voglio proprio andare e farlo ... e vedere se ne ho ancora", capisci?

Com'è andato il processo di composizione delle canzoni di As You Were?

Dopo lo scioglimento dei Beady Eye ho avuto quattro anni in cui me ne sono stato seduto a casa a non fare nulla. C'erano un po' di faccende private in corso, non volevo fare musica. Volevo andarmene in Spagna, comprare una casa e vivere lì, passeggiare sulla spiaggia e prendermi la tintarella, mangiare un po' di cibo buono, poi tornare con un piano. Avevo proprio bisogno di un po' di tempo libero. All'improvviso ho preso la chitarra e ho scritto una canzone.

Pensi di essere fondamentalmente una persona da band?

Sì, senza dubbio. Preferisco stare in una band. Al momento questo mi piace. Ho fatto solo otto concerti, ma di sicuro preferisco stare in una band. Ci sono troppe persone che fanno i solisti, le band ne soffrono. Sono troppe le band che si sono sciolte perché qualcuno ha un ego e poi va a fare il solista.

Nel nuovo singolo Wall of Glass sembri tirare una frecciata delicata agli One Direction.

Sì, non direi che è una frecciata. Parla delle persone che ... non lo so. Non parla degli One Direction. Bon so di cosa parli. Non parla di loro.

Dopo che i Beady Eye si sono sciolti. Sembra che sia stato allora che la fine degli Oasis ti abbia colpito veramente.

Sì, è corretto. I Beady Eye erano come una rete di sicurezza, penso. Dopo gli Oasis ci siamo fiondati subito in quella cosa e abbiamo continuato a fare musica ed era la cosa giusta da fare.  Andare avanti è meglio che sedersi a girarsi i pollici.

Gli Oasis sono ancora famosissimi. Sei sempre in copertina su NME. Questo ha delle ricadute sul successo della tua roba da solista?

Sì, ma vale la stessa cosa per chiunque. È la stessa cosa per Paul McCartney, è la stessa cosa per Ray Davies. Gli Oasis sono una cosa importante e sembra che stiano diventando sempre più importanti. Non mi nascondo da questa cosa. È ... ascolta, io facevo parte degli Oasis, percepisco ancora gli Oasis, la prima cosa che viene in mente alla gente quando mi incontra sono gli Oasis. Sono orgoglioso di aver fatto parte degli Oasis. 

Potresti anche scoprire una cura per il cancro. Malgrado ciò, se morissi domani il primo verso del tuo necrologio menzionerebbe tuo fratello.

Amo mio fratello, semplicemente non vado d'accordo con lui. Sono molto orgoglioso di quello che io e mio fratello abbiamo fatto, senza dubbio.

Cosa fai a Natale?


Be', mangio, apro regali.

No, chi ha in custodia tua madre a Natale?

Dipende dai bambini. I miei bambini ora sono tutti cresciuti. Non dico: "Bene, quest'anno lei è con me". Lei va dove va. L'anno scorso non è venuta a vedere nessuno di noi, quindi eccoci qua. È andata con sua sorella, di noi ne ha abbastanza. Ha fatto: "Ah, tu (scordatelo)". 

Com'è stato il concerto One Love?

Non c'era da rifletterci molto, dovevamo farlo. È casa mia e a Manchester ho famiglia e amici. Doveva essere fatto.

Chris Martin sapeva che in passato avevi detto su di lui cose vagamente offensive?

Oh, sì. Quando l'ho incontrato dietro le quinte gli ho detto: "Ascolta, mi dispiace davvero per tutte quelle cose. La smetterò". Mi ha fatto: "No, no, no, continua. Ci piace".

Negli anni probabilmente c'è stata gente che non ha avuto una reazione così buona nei confronti delle cose che hai detto.

Sì, ma ascolta, amico, non auguro del male a nessuno. È solo canzonatura. Io so subirla e la gente non dovrebbe darlo a vedere se non sa subirla. Non intendo augurare del male reale, si tratta solo di farsi una risata. 

Il concerto One Love deve essere stato un bel modo per farti entrare nella tua carriera solista, con tutta quella energia positiva.

È bello fare cose belle, no? Io sono una bella persona, in fondo. Faccio sempre cose belle. L'ho fatto perché era la cosa giusta da fare, ha messo dei sorrisi sui volti della gente, mostrando un po' di solidarietà. L'ho fatto perché sono di Manchester e loro sono la mia gente.

Allison Stewart  
onthetown@chicagotribune.com
Twitter @chitribent

trad. by oasisnotizie - Source: Chicago Tribune

intervista telefonica concessa da Liam durante il soggiorno in Spagna per il tour come solista

Video (sottot. ITA) Liam Gallagher: "Ridicolo che io e Noel facciamo dischi separati, ma lui vuole yes men. Forse un giorno torneremo insieme"

Liam  Gallagher ha rilasciato una breve intervista a Reuters. Qui sotto il video con i sottotitoli in italiano inseriti dal sito di LaPresse.

"Mi piacerebbe (tornare con Noel, ndr), ma non è facile. Trovo fottutamente ridicolo che entrambi stiamo facendo dei dischi da solisti, ma così va il mondo", spiega il cantante. "Non andiamo d'accordo, siamo persone diverse. Mi pacerebbe molto essere qui a parlare della musica degli Oasis e non dei nostri dischi, ma Noel vuole essere al comando, ma io non sono uno yes man. Non sono un batterista o un chitarrista ingaggiato. Sono Liam Gallagher, cazzo!".

Liam apre uno spiraglio al futuro: "Forse quando torneremo a essere fratelli la cosa successiva sarà tornare a fare musica insieme".

Dall'intervista è stato tratto anche un servizio di Sky TG24, andato in onda oggi con doppiaggio in italiano della voce di Liam. Guardalo qui



giovedì 27 luglio 2017

Liam Gallagher: "Ecco da cosa nasce il titolo As You Were. A Noel mancano le chitarre ad alto volume"

Ecco un'altra parte dell'intervista che Liam Gallagher ha concesso a Zane Lowe a Los Angeles per Beats 1, stazione radiofonica ascoltabile su Apple Music (l'audio è alla fine di questo post).

È così che cammini? Con le cuffie?

"Ho smesso di usare gli in-ear monitor e ora uso solo le cuffie. Ho usato gli in-ear monitor per dieci anni e sono stati i dieci peggiori anni della mia vita. Li ho proprio presi e buttati in mezzo alla strada, quindi ora uso le cuffie. E mi trovo benissimo, amico".

"Per quindici anni la mia musica, le chitarre rock 'n' roll, sono state un inferno. Perché non riuscivo a sentirmi? Be', perché ti bagni tutto e comunque non avevo il volume alzato. Era uno schifo".

Cosa fai quando non fai quello per cui sei nato? 

"Mi lamento. Sputo addosso alle cose, cose di tutti i tipi. Bestemmio molto. Dò calci agli steccati. E bevo molto e mangio roba. E poi vado a fare una corsetta e inseguo gli scoiattoli e roba simile, capisci? Ma gli ultimi quattro anni sono stati un inferno, amico". 

Come mai? Il primo album dei Beady Eye fu una bomba.

"Il secondo non era male". 

Sì, neanche il secondo era male, ma la sensazione era che nel tour qualcosa non facesse più faville. 

"Il secondo album dei Beady Eye è stato il primo album per il quale non ho fatto tour in America. Non ci sono stati concerti, quindi ho pensato: il terzo non lo farò. E penso che avessi bisogno di prendermi un periodo di pausa perché avevo faccende personali in corso. Quindi era la cosa giusta da fare. Dovevo smettere di punto in bianco. Non parlo di smettere in quel senso (le dipendenze, ndr), ma dovevo sedermi in una stanza senza musica". 

Penso sia un motivo importante. Perché la gente non pensa che voi siete entrati in questo mondo proprio da ragazzini. È successo tutto così velocemente e siete stati sempre in corsa. 

"Sì, l'unico periodo che abbiamo avuto libero sono stati gli ultimi quattro anni. Perché dopo che gli Oasis si sciolsero ci fiondammo subito nei Beady Eye. Quindi è stato buono prendersi un po' un periodo di pausa".

È stato un inferno, hai detto.

"Sì, inferno, ma è stato come viversela un po', tornare alla realtà. Andare a farsi una passeggiata. Non puoi stare sempre sul palco". 

Dev'essere stato positivo per il rapporto con i tuoi figli.

"Esattamente. Ho recuperato il rapporto con i miei figli. Va tutto bene nel mio mondo, amico, quindi mi sono annoiato e voglio tornare sul palco e fare un po' di grida e urla". 

Vi ho visto suonare a Glastonbury. Drew (McConnell) è stata una buona aggiunta alla tua band.

"Sì, è talentuoso".

Le canzoni le avete fatte in modo duro e veloce.

"Sì, se volete sentire la musica degli Oasis fatta come si deve venite ai miei concerti. Il nostro ragazzo (Noel, ndr) la fa come Dolly Parton (cantante country, ndr), capisci? Se volete sentire chitarre ad alto volume, come si deve, venite da me". 

As You Were è il titolo del tuo nuovo album ed è diventato più di uno slogan, è diventato un mantra per te. Ogni messaggio che pubblichi sui social media contiene questa frase alla fine. Cosa significa? Da dove viene?

A quanto pare deriva dal linguaggio militare. As You Were ('Ritorna in posizione, come eri', ndr) dopo che sei stato in piedi, in tensione. Quindi deriva da quello, ma non lo so, per me significa 'tornare a quello che facevo', back in business ('di nuovo in pista', ndr). Che poi abbia successo o no, sono tornato a fare musica e a cantare canzoni, quindi ... as you were".

trad. by frjdoasis

A BREVE ALTRE PARTI TRADOTTE DELL'INTERVISTA

mercoledì 26 luglio 2017

Liam Gallagher contro Noel: "Pensa che la sua merda non puzzi. Fa le canzoni degli Oasis in stile country, io le faccio come si deve"

Nessuna somma di denaro potrebbe far tornare gli Oasis insieme senza che prima i fratelli Gallagher "riparino" il loro rapporto. Lo ha affermato Liam Gallagher in un'intervista concessa a Zane Lowe a Los Angeles per Beats 1, stazione radiofonica ascoltabile su Apple Music (l'audio è alla fine di questo post).

Alla domanda se gli Oasis torneranno insieme, Liam ha risposto: "Non lo facciamo per soldi. Ascolta, amico, non ho fondato gli Oasis per fare soldi. Li ho fondati per fare musica e uscire da Manchester e vedere cosa ci fosse là fuori. La cosa più importante, che sfugge alla gente, è che io e il nostro ragazzo (Noel, ndr) non parliamo ed è questa la cosa più triste della questione, indipendentemente da chi abbia torto e da chi abbia ragione. Due torti non fanno una ragione".

"Io e Noel dobbiamo ricominciare a diventare fratelli e amici e inevitabilmente faremo della musica. Non importa quanti zeri si mettano sull'assegno. So che l'avrai sentito un milione di volte, ma non è una questione di soldi. Noi eravamo una cosa seria".  

Liam ha poi confermato che non sono certo le sue frecciate al fratello su Twitter ad impedire che la storica band di Manchester si ricostituisca. "Non mi importa se gli Oasis torneranno insieme, ma lui mi punzecchia e io lo punzecchio e mi piace farlo innervosire. Semplicemente gli ricordo che io sono qui, perché la sua testa è troppo su per il culo di un po' di gente. Gli dico che sono qui e non me ne vado. Tra quattro anni sarò di nuovo qui, che sia al top o sul fondo".

"A me piace spassarmela. La musica è farsi due risate e la vita è farsi due risate", prosegue Liam. "Sembra che la gente pubblichi una canzone, prenda l'assegno e se ne torni in una grande casa, senza aver molto da dire. Sembra che nessuno se la spassi. Lui sta facendo un buon lavoro, ma io trovo divertente prendere per il culo mio fratello che pensa che la sua merda non puzzi. So che è infantile, ma non mi importa: io lo trovo divertente".

Poco prima, sempre durante l'intervista, Liam aveva lanciato un'altra stoccata a Noel e ai suoi High Flying Birds, in cui di recente sono entrati gli ex Oasis Gem Archer e Chris Sharrock, entrambi già al fianco di Liam nei Beady Eye.

"Ho ripreso ad avere rapporti con i miei figli e roba così e va tutto bene nel mondo, ma sono pronto a tornare sul palco e a fare un po' di urla e grida. Se vuoi venire a sentire le canzoni degli Oasis fatte come si deve vieni ai miei concerti. Il nostro ragazzo (Noel, ndr) le canta come Dolly Parton".

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ALTRE TRADUZIONI DELL'INTERVISTA NEI PROSSIMI POST


lunedì 24 luglio 2017

Video - Liam Gallagher a Parigi: "Non sono come Noel o Beyoncé, in tour non viaggio con molte persone"

Ieri sera Liam Gallagher si è esibito sul palco del Lollapalooza a Parigi. Prima della performance ha concesso a RTL2 un'intervista in cui ha nominato anche Noel e Beyoncé. Eccola con sottotitoli ITA by oasisnotizie.





venerdì 21 luglio 2017

Video - Noel Gallagher: "Il tour con gli U2 è il più divertente della mia carriera. Il Camp Nou? L'icona del calcio mondiale"


Noel, sei già stato al Camp Nou?

È la mia seconda volta Camp Nou. La prima volta penso fu tre stagioni fa, quando il City giocò con il Barcellona in Champions League. Non ricordo quale fu il risultato, comunque fummo battuti.

La prima volta qui fu proprio elettrizzante perché quando il City arrivò in Champions League e vedevi questi stadi ... questo è uno dei grandi stadi del calcio mondiale e pensavi come sarebbe stato per il City giocare qui. Poi ci qualificammo per la Champions League e pensavi: "Non vedo l'ora di affrontare il Barcellona. Sarà !". Poi ci abbiamo suonato un po' di volte e venire a vedere la partita è incredibile. È enorme. E non pensavo che fosse così vicino alle case, pensavo sorgesse nel bel mezzo del nulla.

Forse è lo stadio icona del calcio mondiale, sai.  È un posto incredibile.

Quali giocatori del Barcellona ti piacerebbe vedere con la maglia del City?

Sostanzialmente tutti. Se li prendessimo tutti ... I miei due figli adorano Neymar. Messi ovviamente, Suarez, il portiere è bravo, Piqué è incredibile. Sono tutti grandi, sono tutti grandi calciatori. E anche quelli che hanno giocato con il Barcellona e poi, lasciati andare via, sono venuti in Inghilterra sono grandi calciatori.

Tutti, ma di sicuro il principale è Messi: è una leggenda.

Inizi a vedere il DNA del Barça preso da Guardiola? 

Penso che sarebbe stata questa la cosa più importante: guardare avanti. Anche se Pep dovesse andare via, chissà quando, speriamo che questo rimarrà per sempre. Ha messo in atto una nuova filosofia e penso sia questa la cosa fantastica del Barcellona. Penso che tutti gli appassionati di calcio di tutto il mondo, a parte i tifosi del Real Madrid, rispettino il fatto che qui nessuno è più importante della filosofia. 

C'è un luogo comune nel calcio, secondo cui nessuno è più importante del club e bla bla bla e tutte queste cose. Ed è vero per molti club. E lo vedo al Barcellona lo vedi: nessuno è più importante della filosofia. Ed è una cosa incredibile.

Penso che se il City potesse prendere un po' di questo ... Sarà incredibile per i miei figli, che hanno 6 e 9 anni, se quando avranno 16 e 19 anni potranno vedere qualcosa di lontanamente simile a questo. 

Sei eccitato per la nuova stagione?

Se sono eccitato? Ogni appassionato di calcio, indipendentemente da chi sia o da cosa lo conduca a tifare,  lo è. Sono sempre eccitato per la nuova stagione. Sono sempre ottimista, penso che tutte le cose andranno bene. Penso che Pep abbia portato dei buoni giocatori, anche grandi giocatori. Sono sempre eccitato. 

Penso che questa stagione in particolare sarà davvero interessante, perché penso che quando lui prese il timone della squadra l'organico fosse sbagliato, c'era squilibrio e c'erano troppi giocatori vecchi  e non c'erano abbastanza giocatori che ricoprissero le posizioni che piacciono a lui. Penso che in questa stagione vedremo la vera squadra di Guardiola. Sono molto molto molto entusiasta.

Ora sei in tour con gli U2. Come sta andando?

Sono in tour, in un modo o nell'altro, da oltre 25 anni. Questo è il tour più divertente, perché sono sul palco solo per un'ora e alle otto e mezza sono già sceso. Mangio, bevo qualcosa e ascolto gli U2. Poi ho due giorni liberi. Suoniamo nelle più grandi città europee. La mia famiglia è on the road con me e ci sono i miei amici. Gli U2 sono assolutamente incredibili, sono eccezionali ogni sera, sono una delle mie band preferite di sempre. Sono fantastici, davvero grandiosi.

Bono è un appassionato di calcio?

Sì, non so se sia tifoso di qualche squadra in particolare. Non penseresti che lui è un appassionato di calcio, ma per esempi, ma il giorno in cui abbiamo vinto il campionato contro il QPR è stato il primo  a messaggiarmi, quindi di sicuro la stava vedendo. Stamattina ho parlato con lui e gli ho detto che stavo venendo qui. Mi ha fatto: "Oh, il Camp Nou di Barcellona!". Non so se sia tifoso, ma di sicuro è un appassionato di calcio.

Chi è il tuo migliore amico nel mondo del calcio?

Sono tutti sullo stesso livello. Conosco Vinnie Kompany, Jamie Carragher, Gary Neville. Ne conosco un bel po'. Carlos Tévez ... amo Tevez. Balotelli. Tévez lo vedrò quest'estate (l'estate argentina, ndr) quando andrò in Argentina con gli U2.

Hai incontrato Maradona? 


Sì. In un hotel a Buenos Aires nel 1997 (LEGGI ANCHE QUI). Andammo ad un party nella sua stanza d'hotel. Palleggiava con la frutta. È incredibile. Che tipo! Sono tutti grandi calciatori, li amo. Come persone, capisci?

Quale stadio ti ha emozionato di più?

Maine Road, il vecchio stadio del City, perché è lì che siamo cresciuti guardando le partite. È stato elettrizzante suonare lì. Calcare quel terreno è incredibile. A Wembley è stato piuttosto bello, ma a Maine Road è stato incredibile.



giovedì 20 luglio 2017

Video (sottot. ITA): Noel Gallagher intervistato al Camp Nou di Barcellona parla di calcio e dei ricordi del Man City

In occasione del concerto come supporto agli U2 tenutosi allo Stadio Olímpico de Montjuïc di Barcellona, tenutosi il 18 luglio 2017, Noel Gallagher si è esibito con la camiseta blaugrana del FC Barcelona.

Dopo l'ex Oasis ha visitato il Camp Nou, lo stadio del Barça, dove ha concesso alcune interviste, una delle quali a Dugout.com. Ecco qui sotto il video della chiacchierata sul calcio con sottotitoli in italiano.





mercoledì 19 luglio 2017

U2 e Noel Gallagher live all'Olimpico di Roma: la recensione di Karol Firrincieli - IlCibicida.com

La doppia data romana degli U2 era probabilmente il momento più atteso dell’estate rock italiana: la band più famosa del pianeta, una location prestigiosa, una setlist straordinaria (fatta apposta per celebrare il trentennale di “The Joshua Tree”) e un artista di supporto d’eccezione come Noel Gallagher hanno conferito in pieno i crismi dell’evento (quello vero) a questa due giorni capitolina. I biglietti erano volati via alla velocità della luce, ma noi – con non pochi problemi – eravamo riusciti ad accaparrarceli per sabato 15.

La doppia serata è stata epocale, ma gli aspetti negativi (indovinate un po’, di natura strettamente logistica) ci sono e preferiamo elencarveli subito. In tanti, con l’alta velocità ferroviaria che ormai copre più di mezza Italia, hanno preferito (la sicurezza sulle strade ringrazia) lasciare l’auto a casa per evitare pericolosi colpi di sonno al volante: all’Olimpico però ci si deve pur arrivare e il trasporto pubblico capitolino al riguardo è assolutamente carente, visto che dalle stazioni metro più vicine i bus diretti all’Olimpico passano raramente e ancor più raramente li si riesce a prendere, visto che viaggiano già stracolmi. Arrivati allo stadio, un’altra sorpresa che avrà probabilmente fatto infuriare gli avventori dell’ultimo secondo: a causa della chiusura di un varco per l’entrata della Tribuna Monte Mario (quella che stasera ci “ospita” a caro prezzo), si deve tornare indietro e passare dall’entrata del Foro Italico: tradotto in parole povere, quasi 2 km in più a piedi che si sarebbero potuti evitare se qualcuno avesse messo delle semplici e banali indicazioni scritte, visto che – forse a Roma dovrebbero ricordarlo – non tutti i presenti stasera sono abbonati alla Roma o alla Lazio e possono ritrovarsi ad entrare allo Stadio Olimpico anche per la prima volta.

Tutto qui? No, vorremmo tanto dirvi che  dentro è filato tutto liscio, ma dobbiamo raccontarvi un episodio alquanto increscioso: appena seduti al nostro posto, rigorosamente numerato, una tanto gentile quanto incolpevole hostess ci invita ad alzarci, perché in quella zona è stata montata un’impalcatura inizialmente non prevista (in realtà distante qualche fila di seggiolini, ma effettivamente non era il massimo della sicurezza). Agli sfortunati che hanno comprato il biglietto in quella zona dello stadio viene proposta (senza alternative) un’altra zona – a occhio e croce più lontana dal palco – rigorosamente non numerata. Ovviamente è il caos: c’è gente che aveva acquistato due o tre posti vicini e arrivando tardi non li ritrova nel nuovo settore non numerato, c’è gente (come il sottoscritto) che a causa della congestione in fase di vendita è riuscita a comprare più biglietti ma per zone diverse dello stadio, e dunque – essendo solo al concerto e senza posto numerato – se deve andare in bagno o al bar deve organizzarsi con i vicini di concerto per tenere occupato il posto. Intollerabile, ancor di più se pensiamo che persino i posti più economici (la curva o i settori a visibilità ostruita) erano rigorosamente numerati. La situazione ha oltretutto compromesso in buona parte anche la visibilità dell’esibizione di apertura di Noel Gallagher, visto che i gradini erano pieni di gente spaesata (e imbestialita) che chiedeva alle hostess dove potersi sedere. Altro che Olimpiadi…

Venendo all’aspetto musicale, non si può che parlar bene della serata a parte un’acustica che ha lasciato abbastanza a desiderare, soprattutto nel caso del concerto di Noel Gallagher, già chitarrista, seconda voce nonché leader degli Oasis. Per Noel è per certi versi un ritorno alle origini, visto che la band dei fratelli Gallagher fu scelta nel 1997 dagli U2 come supporto per le tappe americane del mastodontico Pop Mart Tour. Imbarcatosi nella sua avventura solista soprannominata Noel Gallagher’s High Flying Birds, il più anziano dei fratelli sta proponendo per la terza estate di fila il suo secondo album, l’ottimo “Chasing Yesterday”: sinceramente troppo, qualche piccola variazione in setlist sarebbe stata sicuramente apprezzata. Così non è, visto che l’obiettivo di Gallagher non è tanto fare felici i vecchi fan (presenti comunque in buon numero, vista la marea di magliette Oasis), quanto quello di ingraziarsi gli ascoltatori che compongono i grandi numeri del rock e che riempiono gli stadi, quel ristrettissimo giro di artisti rinominato “rock per le masse” del quale Gallagher vorrebbe tanto far parte. Noi però rimaniamo dell’idea che gli stadi potrà riempirli solo in compagnia del fratello Liam, in una milionaria quanto al momento improbabile reunion degli Oasis.

Il suo concerto – setlist a parte – ha comunque riservato tante chicche per i fan, a cominciare dalla composizione della band che vede l’ingresso in formazione degli ex Oasis e Beady Eye Gem Archer e Chris Sharrock. Convince appieno anche l’uso della sezione fiati, che rende deliziosa una vecchia chicca come Half The World Away. Molto bene Lock All The Doors e AKA…What A Life!, perfette per  uno stadio e – venendo ai grandi classici – se delude parecchio la sciatteria con la quale viene suonata Don’t Look Back In Anger, stupisce in positivo la freschezza dell’esecuzione di Wonderwall, tanto diversa quanto ugualmente bella rispetto alla versione che abbiamo ascoltato cantata dal fratello Liam in quel di Liegi qualche giorno prima. I litigi tra fratelli impediranno le reunion ma stimolano la creatività musicale, dunque tutto sommato va bene così.

Bono e compagni tra i fan, all'uscita dall'hotel romano
Dopo una pausa di quasi un’ora è la volta degli U2, introdotti dalle note di The Whole Of The Moon, vecchia canzone degli scozzesi The Waterboys. Il cuore del concerto è la riproposizione del seminale “The Joshua Tree”, ma c’è spazio per un’introduzione da brividi e una conclusione altrettanto trionfale. Gli U2 iniziano con le splendide Sunday Bloody Sunday, New Years Day, Bad e Pride (In The Name Of Love), cantate (bene) in modo volutamente intimo, senza alcuna immagine sul maestoso maxi schermo alle loro spalle: la scelta risulta però controproducente, perché – anche se l’idea è ottima – l’attuazione è fin troppo penalizzante per chi è lontano dal palco, che – romanticismo a parte – vede solo quattro puntini in lontananza.

Quando però gli U2 iniziano a suonare “The Joshua Tree” cambia drasticamente tutto: prima quattro piccole sagome che si stagliano su uno sfondo totalmente rosso, poi un’orgia visiva filmata ancora una volta Anton Corbjin, che impressiona soprattutto nell’iniziale When The Streets Have No Name: l’artwork – componente fondamentale di quell’album – è lì davanti a noi, insieme alla musica degli U2, e il coinvolgimento è massimo, anche grazie alla tecnologia che in 30 anni ha fatto passi da gigante: la definizione delle immagini è sinceramente impressionante, tanto che a volte sembra quasi che qualche soggetto dei filmati in questione esca fuori a invadere l’Olimpico da un momento all’altro. L’esecuzione integrale di The Joshua Tree è un’autentica manna dal cielo per i fan duri e puri, anche se sicuramente il rispetto rigoroso dell’ordine delle canzoni causa qualche piccolo squilibrio (anche altri due super classici come I Still Haven’t Found When I’m Looking For e With Or Without You vengono di fatto proposti in apertura). Il trionfo è comunque totale: il caro, vecchio Bono Vox è  invecchiato così tanto da sembrare una brutta copia di Robin Williams, un Re nudo davanti al suo popolo. Ma rimane sempre lui, la voce che ha fatto emozionare almeno tre generazioni c’è sempre.

Si arriva al gran finale, dove – dopo una straordinaria Miss Sarajevo, con la commovente voce di Pavarotti registrata – arriva il momento degli U2 anni 2000, quelli più tamarri e meno ispirati, incapaci di innovare e innovarsi dopo lo straordinario album “Pop” datato 1997. Beautiful Day, Elevation e Vertigo hanno comunque una resa massima, anche se c’è da dire che i volumi altissimi non hanno aiutato la produzione di un suono decente. C’è ancora però spazio per la grande musica: Ultraviolet (Light My Way) è unpassaggio fresco e toccante che però vede la retorica spesso buona e giusta di Bono e soci toccare livelli sinceramente insopportabili, visto che tra le donne che hanno reso grande l’umanità riproposte nel maxi schermo spunta persino Angela Merkel. One è invece il consueto, classico trionfo, una delle ballad più belle della storia del rock. Sarebbe stata la logica conclusione, ma gli U2 soprendono ancora una volta tutti chiudendo con The Little Things That Give You Away, piacevole primo singolo dell’album di prossima uscita “Songs Of Experience”. La scelta però non stupisce più di tanto: gli U2 non sono mai banali. Non saranno più brillanti su disco come una volta, ma dal vivo rimangono una di quelle band da vedere almeno una volta nella vita.

Scaletta

Noel Gallagher's High Flying Birds

Everybody’s on the Run
Lock All the Doors
In the Heat of the Moment
Riverman
Champagne Supernova
You Know We Can’t Go Back
Half the World Away
Little by Little
Wonderwall
Don’t Look Back in Anger
AKA… What a Life!


U2

Sunday Bloody Sunday
New Year’s Day
A Sort Of Homecoming
Pride (In the Name of Love)
Where the Streets Have No Name
I Still Haven’t Found What I’m Looking For
With or Without You
Bullet the Blue Sky
Running to Stand Still
Red Hill Mining Town
In God’s Country
Trip Through Your Wires
One Tree Hill
Exit
Mothers of the Disappeared

Encore:

Miss Sarajevo (Passengers cover)
Beautiful Day
Elevation
Vertigo
Mysterious Ways
Ultraviolet (Light My Way)
One

Karol Firrincieli - IlCibicida.com

sabato 15 luglio 2017

Foto: Noel Gallagher a Roma per il concerto. E Liam Gallagher in Spagna

Noel Gallagher è arrivato il 13 luglio a Roma, dove domani sera si esibirà con i suoi High Flying Birds all'Olimpico, aprendo il concerto del The Joshua Tree Tour degli U2. Lo show sarà replicato l'indomani. Numerosi i fan che sono riusciti in questi due giorni a strappare all'ex Oasis una foto. Eccone alcuni (source: @talktonight27 and @calamika on  Instagram).

Intanto Liam Gallagher ha pubblicato su Twitter una foto che lo ritrae in compagnia del fratello Paul. Dietro si legge, su un'insegna, "Farmacia" . I due sono in Spagna, dove Liam si esibirà al Festival di Benicassim.




lunedì 10 luglio 2017

Liam Gallagher: "Noel, definivi gli U2 fango. Ora suoni con loro e i loro fan ti ignorano"

Liam ieri al Festival Les Ardentes di Liegi (Belgio)
Qualche giorno fa, a proposito del concerto degli U2 con la band del fratello Noel Gallagher come gruppo spalla, aveva detto: "Preferirei mangiare la mia merda piuttosto che ascoltare quel gruppo di stronzi noiosi".

Oggi Liam Gallagher rincara la dose e lo fa, come sempre, su Twitter.

Questo è quanto scrive l'ex frontman di Oasis e Beady Eye, da poco attivo come solista:

"Niente di peggio che essere ignorati dai fan più pacchiani del mondo mentre facevi il noioso". E ancora, riprendendo i versi di Champagne Supernova: "Ragazzo nostro, solevi chiamare gli U2 fango aziendale, eh? Buffo come quante persone speciali cambino".  

Noel e la band di Bono e The Edge si sono esibiti allo Stadio di Twickenham (Londra) l'8 e il 9 luglio. Il tour proseguirà nei prossimi giorni e toccherà l'Olimpico di Roma il 15 e il 16 luglio.

Source: NME



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