giovedì 20 luglio 2017

Video (sottot. ITA): Noel Gallagher intervistato al Camp Nou di Barcellona parla di calcio e dei ricordi del Man City

In occasione del concerto come supporto agli U2 tenutosi allo Stadio Olímpico de Montjuïc di Barcellona, tenutosi il 18 luglio 2017, Noel Gallagher si è esibito con la camiseta blaugrana del FC Barcelona.

Dopo l'ex Oasis ha visitato il Camp Nou, lo stadio del Barça, dove ha concesso alcune interviste, una delle quali a Dogout.com. Ecco qui sotto il video della chiacchierata sul calcio con sottotitoli in italiano.





mercoledì 19 luglio 2017

U2 e Noel Gallagher live all'Olimpico di Roma: la recensione di Karol Firrincieli - IlCibicida.com

La doppia data romana degli U2 era probabilmente il momento più atteso dell’estate rock italiana: la band più famosa del pianeta, una location prestigiosa, una setlist straordinaria (fatta apposta per celebrare il trentennale di “The Joshua Tree”) e un artista di supporto d’eccezione come Noel Gallagher hanno conferito in pieno i crismi dell’evento (quello vero) a questa due giorni capitolina. I biglietti erano volati via alla velocità della luce, ma noi – con non pochi problemi – eravamo riusciti ad accaparrarceli per sabato 15.

La doppia serata è stata epocale, ma gli aspetti negativi (indovinate un po’, di natura strettamente logistica) ci sono e preferiamo elencarveli subito. In tanti, con l’alta velocità ferroviaria che ormai copre più di mezza Italia, hanno preferito (la sicurezza sulle strade ringrazia) lasciare l’auto a casa per evitare pericolosi colpi di sonno al volante: all’Olimpico però ci si deve pur arrivare e il trasporto pubblico capitolino al riguardo è assolutamente carente, visto che dalle stazioni metro più vicine i bus diretti all’Olimpico passano raramente e ancor più raramente li si riesce a prendere, visto che viaggiano già stracolmi. Arrivati allo stadio, un’altra sorpresa che avrà probabilmente fatto infuriare gli avventori dell’ultimo secondo: a causa della chiusura di un varco per l’entrata della Tribuna Monte Mario (quella che stasera ci “ospita” a caro prezzo), si deve tornare indietro e passare dall’entrata del Foro Italico: tradotto in parole povere, quasi 2 km in più a piedi che si sarebbero potuti evitare se qualcuno avesse messo delle semplici e banali indicazioni scritte, visto che – forse a Roma dovrebbero ricordarlo – non tutti i presenti stasera sono abbonati alla Roma o alla Lazio e possono ritrovarsi ad entrare allo Stadio Olimpico anche per la prima volta.

Tutto qui? No, vorremmo tanto dirvi che  dentro è filato tutto liscio, ma dobbiamo raccontarvi un episodio alquanto increscioso: appena seduti al nostro posto, rigorosamente numerato, una tanto gentile quanto incolpevole hostess ci invita ad alzarci, perché in quella zona è stata montata un’impalcatura inizialmente non prevista (in realtà distante qualche fila di seggiolini, ma effettivamente non era il massimo della sicurezza). Agli sfortunati che hanno comprato il biglietto in quella zona dello stadio viene proposta (senza alternative) un’altra zona – a occhio e croce più lontana dal palco – rigorosamente non numerata. Ovviamente è il caos: c’è gente che aveva acquistato due o tre posti vicini e arrivando tardi non li ritrova nel nuovo settore non numerato, c’è gente (come il sottoscritto) che a causa della congestione in fase di vendita è riuscita a comprare più biglietti ma per zone diverse dello stadio, e dunque – essendo solo al concerto e senza posto numerato – se deve andare in bagno o al bar deve organizzarsi con i vicini di concerto per tenere occupato il posto. Intollerabile, ancor di più se pensiamo che persino i posti più economici (la curva o i settori a visibilità ostruita) erano rigorosamente numerati. La situazione ha oltretutto compromesso in buona parte anche la visibilità dell’esibizione di apertura di Noel Gallagher, visto che i gradini erano pieni di gente spaesata (e imbestialita) che chiedeva alle hostess dove potersi sedere. Altro che Olimpiadi…

Venendo all’aspetto musicale, non si può che parlar bene della serata a parte un’acustica che ha lasciato abbastanza a desiderare, soprattutto nel caso del concerto di Noel Gallagher, già chitarrista, seconda voce nonché leader degli Oasis. Per Noel è per certi versi un ritorno alle origini, visto che la band dei fratelli Gallagher fu scelta nel 1997 dagli U2 come supporto per le tappe americane del mastodontico Pop Mart Tour. Imbarcatosi nella sua avventura solista soprannominata Noel Gallagher’s High Flying Birds, il più anziano dei fratelli sta proponendo per la terza estate di fila il suo secondo album, l’ottimo “Chasing Yesterday”: sinceramente troppo, qualche piccola variazione in setlist sarebbe stata sicuramente apprezzata. Così non è, visto che l’obiettivo di Gallagher non è tanto fare felici i vecchi fan (presenti comunque in buon numero, vista la marea di magliette Oasis), quanto quello di ingraziarsi gli ascoltatori che compongono i grandi numeri del rock e che riempiono gli stadi, quel ristrettissimo giro di artisti rinominato “rock per le masse” del quale Gallagher vorrebbe tanto far parte. Noi però rimaniamo dell’idea che gli stadi potrà riempirli solo in compagnia del fratello Liam, in una milionaria quanto al momento improbabile reunion degli Oasis.

Il suo concerto – setlist a parte – ha comunque riservato tante chicche per i fan, a cominciare dalla composizione della band che vede l’ingresso in formazione degli ex Oasis e Beady Eye Gem Archer e Chris Sharrock. Convince appieno anche l’uso della sezione fiati, che rende deliziosa una vecchia chicca come Half The World Away. Molto bene Lock All The Doors e AKA…What A Life!, perfette per  uno stadio e – venendo ai grandi classici – se delude parecchio la sciatteria con la quale viene suonata Don’t Look Back In Anger, stupisce in positivo la freschezza dell’esecuzione di Wonderwall, tanto diversa quanto ugualmente bella rispetto alla versione che abbiamo ascoltato cantata dal fratello Liam in quel di Liegi qualche giorno prima. I litigi tra fratelli impediranno le reunion ma stimolano la creatività musicale, dunque tutto sommato va bene così.

Bono e compagni tra i fan, all'uscita dall'hotel romano
Dopo una pausa di quasi un’ora è la volta degli U2, introdotti dalle note di The Whole Of The Moon, vecchia canzone degli scozzesi The Waterboys. Il cuore del concerto è la riproposizione del seminale “The Joshua Tree”, ma c’è spazio per un’introduzione da brividi e una conclusione altrettanto trionfale. Gli U2 iniziano con le splendide Sunday Bloody Sunday, New Years Day, Bad e Pride (In The Name Of Love), cantate (bene) in modo volutamente intimo, senza alcuna immagine sul maestoso maxi schermo alle loro spalle: la scelta risulta però controproducente, perché – anche se l’idea è ottima – l’attuazione è fin troppo penalizzante per chi è lontano dal palco, che – romanticismo a parte – vede solo quattro puntini in lontananza.

Quando però gli U2 iniziano a suonare “The Joshua Tree” cambia drasticamente tutto: prima quattro piccole sagome che si stagliano su uno sfondo totalmente rosso, poi un’orgia visiva filmata ancora una volta Anton Corbjin, che impressiona soprattutto nell’iniziale When The Streets Have No Name: l’artwork – componente fondamentale di quell’album – è lì davanti a noi, insieme alla musica degli U2, e il coinvolgimento è massimo, anche grazie alla tecnologia che in 30 anni ha fatto passi da gigante: la definizione delle immagini è sinceramente impressionante, tanto che a volte sembra quasi che qualche soggetto dei filmati in questione esca fuori a invadere l’Olimpico da un momento all’altro. L’esecuzione integrale di The Joshua Tree è un’autentica manna dal cielo per i fan duri e puri, anche se sicuramente il rispetto rigoroso dell’ordine delle canzoni causa qualche piccolo squilibrio (anche altri due super classici come I Still Haven’t Found When I’m Looking For e With Or Without You vengono di fatto proposti in apertura). Il trionfo è comunque totale: il caro, vecchio Bono Vox è  invecchiato così tanto da sembrare una brutta copia di Robin Williams, un Re nudo davanti al suo popolo. Ma rimane sempre lui, la voce che ha fatto emozionare almeno tre generazioni c’è sempre.

Si arriva al gran finale, dove – dopo una straordinaria Miss Sarajevo, con la commovente voce di Pavarotti registrata – arriva il momento degli U2 anni 2000, quelli più tamarri e meno ispirati, incapaci di innovare e innovarsi dopo lo straordinario album “Pop” datato 1997. Beautiful Day, Elevation e Vertigo hanno comunque una resa massima, anche se c’è da dire che i volumi altissimi non hanno aiutato la produzione di un suono decente. C’è ancora però spazio per la grande musica: Ultraviolet (Light My Way) è unpassaggio fresco e toccante che però vede la retorica spesso buona e giusta di Bono e soci toccare livelli sinceramente insopportabili, visto che tra le donne che hanno reso grande l’umanità riproposte nel maxi schermo spunta persino Angela Merkel. One è invece il consueto, classico trionfo, una delle ballad più belle della storia del rock. Sarebbe stata la logica conclusione, ma gli U2 soprendono ancora una volta tutti chiudendo con The Little Things That Give You Away, piacevole primo singolo dell’album di prossima uscita “Songs Of Experience”. La scelta però non stupisce più di tanto: gli U2 non sono mai banali. Non saranno più brillanti su disco come una volta, ma dal vivo rimangono una di quelle band da vedere almeno una volta nella vita.

Scaletta

Noel Gallagher's High Flying Birds

Everybody’s on the Run
Lock All the Doors
In the Heat of the Moment
Riverman
Champagne Supernova
You Know We Can’t Go Back
Half the World Away
Little by Little
Wonderwall
Don’t Look Back in Anger
AKA… What a Life!


U2

Sunday Bloody Sunday
New Year’s Day
A Sort Of Homecoming
Pride (In the Name of Love)
Where the Streets Have No Name
I Still Haven’t Found What I’m Looking For
With or Without You
Bullet the Blue Sky
Running to Stand Still
Red Hill Mining Town
In God’s Country
Trip Through Your Wires
One Tree Hill
Exit
Mothers of the Disappeared

Encore:

Miss Sarajevo (Passengers cover)
Beautiful Day
Elevation
Vertigo
Mysterious Ways
Ultraviolet (Light My Way)
One

Karol Firrincieli - IlCibicida.com

sabato 15 luglio 2017

Foto: Noel Gallagher a Roma per il concerto. E Liam Gallagher in Spagna

Noel Gallagher è arrivato il 13 luglio a Roma, dove domani sera si esibirà con i suoi High Flying Birds all'Olimpico, aprendo il concerto del The Joshua Tree Tour degli U2. Lo show sarà replicato l'indomani. Numerosi i fan che sono riusciti in questi due giorni a strappare all'ex Oasis una foto. Eccone alcuni (source: @talktonight27 and @calamika on  Instagram).

Intanto Liam Gallagher ha pubblicato su Twitter una foto che lo ritrae in compagnia del fratello Paul. Dietro si legge, su un'insegna, "Farmacia" . I due sono in Spagna, dove Liam si esibirà al Festival di Benicassim.




lunedì 10 luglio 2017

Liam Gallagher: "Noel, definivi gli U2 fango. Ora suoni con loro e i loro fan ti ignorano"

Liam ieri al Festival Les Ardentes di Liegi (Belgio)
Qualche giorno fa, a proposito del concerto degli U2 con la band del fratello Noel Gallagher come gruppo spalla, aveva detto: "Preferirei mangiare la mia merda piuttosto che ascoltare quel gruppo di stronzi noiosi".

Oggi Liam Gallagher rincara la dose e lo fa, come sempre, su Twitter.

Questo è quanto scrive l'ex frontman di Oasis e Beady Eye, da poco attivo come solista:

"Niente di peggio che essere ignorati dai fan più pacchiani del mondo mentre facevi il noioso". E ancora, riprendendo i versi di Champagne Supernova: "Ragazzo nostro, solevi chiamare gli U2 fango aziendale, eh? Buffo come quante persone speciali cambino".  

Noel e la band di Bono e The Edge si sono esibiti allo Stadio di Twickenham (Londra) l'8 e il 9 luglio. Il tour proseguirà nei prossimi giorni e toccherà l'Olimpico di Roma il 15 e il 16 luglio.

Source: NME



domenica 9 luglio 2017

Liam Gallagher litiga con il fratello Paul in un pub di Londra

A riferirlo sono il Sun e il Daily Mirror, tabloid britannici, quindi la notizia è, al solito, da prendere con le molle. A quanto pare oggi Liam Gallagher avrebbe avuto un litigio con il fratello Paul nel pub Prince of Wales di Londra.

Il Sun ha pubblicato alcuni scatti da cui risulterebbe evidente il dissidio tra Liam e il maggiore dei fratelli Gallagher. I due si trovavano ieri sera nel pub londinese con Debbie Gwyther, compagna di Liam, e un altro amico. A suscitare l'ira di Liam sarebbe stata questa uscita di Paul, che ha sette anni più di Liam: "Sarai sempre e soltanto il tizio degli Oasis". Liam - sempre stando a quanto riferisce il giornale - a quel punto non ci avrebbe visto più e sarebbe saltato sulla sedia, per poi inveire all'indirizzo del fratello, di sette anni più grande, con insulti e bestemmie.

La solita ineffabile fonte anonima rivela al quotidiano: "Liam gridava: 'Come osi dire questo? Sei proprio un maleducato del cazzo' ... Ovviamente era molto adirato e agitava il dito nei confronti del fratello Paul, che ha risposto per le rime. Nessuno di loro due ha fatto nulla per nascondere il litigio e hanno fatto entrambi molto chiasso. Stavano bevendo nella zona esterna del pub e gli avventori hanno messo la testa fuori dalla porta per vedere cosa diavolo stesse succedendo. Ad un certo punto sembrava che si stesse per arrivare allo scontro fisico".

Poco prima - come riferisce il tabloid e testimoniano le foto - Liam era di buon umore nel pub, in compagnia dell'attore Clive Owen.

Source: The Sun

PHOTOGALLERY QUI

Londra, Noel Gallagher con Gem Archer apre il concerto degli U2

È partito questa sera da Londra il The Joshua Tree 2017 Tour, che porterà gli U2 e i Noel Gallagher's High Flying Birds, band di supporto, in giro per gli stadi del mondo. Come noto da gennaio, le due band suoneranno all'Olimpico di Roma il 15 e il 16 luglio.

Come annunciato giovedì, degli High Flying Birds fanno parte ora anche Gem Archer e Chris Sharrock, ex Oasis e Beady Eye. I due si sono esibiti stasera allo Stadio di Twickenham insieme a Noel.

CLICCA QUI per vedere alcune foto della serata

Nessuna novità in scaletta. Questi i brani presentati:
1. Everybody’s On The Run
2. Lock All The Doors
3. In The Heat Of The Moment
4. Riverman
5. Champagne Supernova
6. You Know We Can’t Go Back
7. Half The World Away
8. The Mexican
9. Wonderwall
10. Little By Little
11. AKA… What A Life!
12. Don't Look Back In Anger (con gli U2 e dopo la performance degli U2)

Noel ha dedicato l'ultimo brano "alla gente di Manchester, della Grenfell Tower, del London Bridge". Bono era sul palco, ma non ha cantato. L'assolo di chitarra (piuttosto deludente a dire il vero) è stato di The Edge.





venerdì 7 luglio 2017

Video e audio: Liam Gallagher canta Chinatown per la prima volta. E in scaletta torna Wonderwall

Ieri sera Liam Gallagher si è esibito in Serbia, all'Exit Festival di Novi Sad, e in scaletta ha presentato due novità. La prima è l'esordio dal vivo di Chinatown e la seconda è il ritorno di Wonderwall.

Guarda qui di seguito l'esibizione.




giovedì 6 luglio 2017

Anche Gem Archer e Chris Sharrock nel tour di Noel Gallagher con gli U2

"Siamo sostanzialmente pronti.
Alle canzoni abbiamo dato una bella lucidata.
Abbiamo ripreso i contatti con tutti.
Abbiamo nuovi membri!
Non vediamo davvero l'ora di vedere i vecchi amici e forse di farne dei nuovi, ma quello che ci eccita di più è l'idea di assaggiare le delizie della Catering Experience degli U2 ... riconosciuta ampiamente come LA MIGLIORE esperienza di catering del mondo della musica di tutti i luoghi ... ci vediamo lì davanti. AS YOU WEREN'T..BACIO-BACIO.. NG".

Con questo messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale Noel Gallagher annuncia il ritorno degli High Flying Birds, che dal 9 luglio a Londra sosterranno gli U2 nel tour di The Joshua Tree Tour 2017 (qui tutte le date). Il 15 e il 16 luglio la band di Bono e compagni e la band di Noel saranno di scena all'Olimpico di Roma.

Nella foto pubblicata su Facebook, che accompagna il messaggio, si vedono anche Gem Archer e Chris Sharrock, ex Oasis e Beady Eye, che sono dunque tornati con Noel.

Vedi anche: Noel Gallagher: "Suonare con gli U2? Un sogno divenuto realtà. E hanno un catering molto migliore del mio" 

Source: Noel Gallagher on Facebook


Video (sottot. ITA): Liam Gallagher racconta l'incontro con Maradona e la sua minacca ai fratelli Gallagher

Durante l'intervista rilasciata a John Doran per la serie British Masters Liam Gallagher ha raccontato vari aneddoti, uno dei quali riguarda un incontro tra i fratelli Gallagher e Diego Armando Maradona, avvenuto nel 1998 a Buenos Aires, in una stanza dove accadeva un po' di tutto.

Guarda questo video sottotitolato in italiano per scoprire di cosa si tratta (dal minuto 5:12 in poi).


mercoledì 5 luglio 2017

Guarda il video di Chinatown, nuovo singolo di Liam Gallagher

È stato pubblicato il video di Chinatown, nuovo singolo di Liam Gallagher. Guardalo qui.




Barry Gibb: "Amo gli Oasis, ma non si riuniranno. Mi piacerebbe collaborare con Liam e Noel"

"Di fratelli me ne intendo. Nessuno può far tornare insieme le persone". Parola di Barry Gibb, ultimo fratello dei celebri Bee Gees rimasto in vita. 

Il 70enne, tornato con un secondo album solista (dopo quello del 1982) dopo aver perso i fratelli e compagni di band Maurice e Robin, morti rispettivamente nel 2003 e nel 2012, si è esibito qualche giorno fa sul palco di Glastonbury proprio come Liam Gallagher. Con la rivista NME ha parlato delle possibilità di una reunion degli Oasis e di una possibile collaborazione musicale con i fratelli di Manchester.

Alla domanda "vedi la possibilità di una reunion dei fratelli Gallagher?" Gibb ha risposto: "No. Di fratelli me ne intendo. Nessuno può far tornare insieme le persone, di sicuro non io". Alla domanda "ti piacerebbe collaborare con Liam Gallagher?" ha replicato: "Certo che mi piacerebbe, ma bisogna che me lo chiedano. Non puoi solo dire: 'Scrivo una canzone per tal dei tali'. Di solito tal dei tali te lo deve chiedere, ma so riconoscere le grandi opportunità quando si presentano e se fosse questo il caso lo farei".

Gibb abita vicino a Noel. Potrebbe fare coppia con lui? "Mi piacerebbe molto. Mi piacerebbe molto perché gli voglio bene e voglio bene a loro due (Noel e Liam, ndr) insieme. Amo gli Oasis. Abita lungo la mia stessa strada a Beaconsfield. Non penso sia a Beaconsfield, ma è molto vicino".

Source: NME

martedì 4 luglio 2017

Dieci cose che non sai su (What's the Story) Morning Glory? degli Oasis

Chi non ha mai anche solo sentito parlare di (What's the Story) Morning Glory?, il terzo album più venduto nella storia della musica britannica dopo Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band dei Beatles e Greatest Hits dei Queen? Quasi tutti sanno che singoli come Wonderwall e Champagne Supernova, canzoni simbolo degli Oasis, sono diventate delle hit anche in America, ma forse c'è ancora qualcosa sconosciuta ai più su questo album epocale. Abbiamo cercato 10 curiosità meno note sul disco che ha definito un'intera generazione. Eccole qua.

Source: Rolling Stone

01 (What's the Story) è la controparte di Definitely Maybe, l'album di debutto della band dei fratelli Gallagher.

"Il primo album è tutto sulla fuga. Parla dello scappare dalla vita merdosa e noiosa di Manchester. Il primo album parla del sogno di essere una pop star in una band. Il secondo album parla dell'essere davvero una pop star in una band". Così ebbe a dire Noel Gallagher alla rivista Rolling Stone nel maggio 1996. Del resto anche musicalmente i due dischi sono sensibilmente diversi. Più rock con venature punk il primo, più melodico e pop il secondo.

02 Wonderwall trae il nome da un disco di George Harrison e fu scritta per l'allora fidanzata di Noel, Meg Matthews.

Il nome del celeberrimo brano è mutuato da Wonderwall Music, album di George Harrison, che compose la colonna sonora del film Wonderwall del 1968. È dedicato a Meg Matthews, prima moglie di Noel, conosciuta nel 1995 e sposata due anni dopo. Lei era a lavoro e lui le voleva far sapere quanto fosse importante per lui. Nel febbraio 1996 la musa di Noel disse al Sunday Times: "Non puoi andare da qualcuno e dirgli: 'Ciao, sono Wonderwall'. È una battuta tra me e i miei amici, ma l'uomo della strada non lo capisce. George Harrison scrisse il brano per la colonna sonora del film Wonderwall, quindi il riferimento è a quello, ma per me parla dell'essere il muro di forza di Noel. La sua solidità".

Alcuni mesi dopo l'uscita dell'album, a Rolling Stone il fratello Liam disse del brano: "Un muro delle meraviglie, un wonderwall, può essere qualunque cosa. È semplicemente una parola bellissima. È come cercare quel biglietto dell'autobus e stai provando a trovarlo, cazzo, quel bastardo, e alla fine lo trovi e tiri fuori un: 'Grandioso, cazzo, quello è il mio wonderwall!' ..."

03 I testi di due tra i brani più noti del disco, Roll With It e Don't Look Back in Anger, hanno poco senso o non ne hanno affatto.

"Don't Look Back in Anger non significa nulla, anche se è una canzone fantastica", rivelò Noel a Rolling Stone. "Quando sono sobrio rimugino troppo sul testo. Rendo al meglio quando sono ubriaco fradicio e semplicemente compongo". Liam non è d'accordo: "Non so cosa significhino, ma c'è comunque del significato. Significano cose, ma non so esattamente cosa".

04 Alan White, il secondo batterista nella storia degli Oasis, entrò a far parte della band solo una settimana prima dell'inizio delle registrazioni di (What's the Story).

"Andammo a prenderci una birra, tornammo e suonammo. Tutto lì", disse Alan alla rivista Rolling Stone nel 1996. "Pensavo fossero una manica di pazzoidi, ma in realtà non lo erano".

05 Noel ha ammesso che Champagne Supernova è stato lo sforzo più ricercato e più egocentrico che abbia compiuto per quell'album.

Al Sunday Times disse: "Champagne Supernova. Cristo santo, quanto è importante quel titolo? È come se stessi dicendo: 'Sono il sig. Noel Gallagher. Sapete chi sono? Sono il più grande. Sono come Muhammad Ali. Quando sono sobrio vi beccate Roll With It, canzoncine pop. Quando sono sotto l'effetto di droghe divento un bastardo decisamente arrogante. Lo capite?".

06 Il verso più famoso di Champagne Supernova era un'espressione casuale che si scambiavano i membri della band.

"Il verso che fa 'Dov'eri tu quando noi ci stavamo sballando?' è una cosa che ci dicevamo sempre tra noi", rivelò Noel al Sunday Times.

07 Richard Ashcroft, voce dei Verve, ha ispirato il brano Cast No Shadow.

"Scoprii che Richard non era proprio felice per un periodo, così scrissi quel pezzo per lui e circa tre settimane dopo lasciò i Verve", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1995. "Parla in generale dei compositori che cercano disperatamente di dire qualcosa. Mi piacerebbe essere in grado di scrivere testi veramente significativi, ma finisco sempre per parlare di droga o sesso. La gente tende a chiedermi consigli su molte cose. Sono bravo a darli, ma faccio schifo a riceverli, ma gente come Richard e Paul Weller si prenderà cura di me. Si sincereranno che io sia consapevole su una sedia o che riesca ad arrivare a casa".

08 Hey Now! è una riflessione sui cambiamenti nella dinamica e nella composizione del gruppo.

"Questa canzone parla del far parte di un gruppo", disse Noel alla rivista NME nel settembre 1996. "Ad alcuni non piacerà perché vogliono più canzoni come Cigarettes & Alcohol o Supersonic. La band è cambiata molto e c'è un'atmosfera diversa. Abbiamo mandato via Tony McCarroll perché non era così bravo. Abbiamo consultato alcuni tra i migliori insegnanti di batteria del paese e ci hanno detto che non era molto bravo ... ma io credo nel destino. Doveva accadere per noi, era segnato, dalle prime sessioni di Definitely Maybe".

09 Molte delle migliori canzoni dell'album furono scritte nei momenti di lucidità prima che Noel si addormentasse.

"Scrivo un brano prima di andare a letto", svelò Noel ad Alternative Press, nel dicembre 1995. "Non avevo testi, solo una melodia. Se ce la faccio a ricordarlo come prima cosa al mattino allora so che è bello. L'ho fatto con Don't Look Back in Anger e con quasi ogni canzone di Definitely Maybe. Quando mi svegliavo ricordavo le canzoni accordo per accordo. Conoscevo le vocali e le sillabe che avrei usato".

10 Liam pensava già di lasciare gli Oasis.

"Da due mesi sono pronto ad abbandonare il gruppo", confessò al Sunday Times il 18 febbraio 1996, meno di sei mesi dopo la pubblicazione di (What's the Story) Morning Glory?. "Penso che per me questo stia arrivando alla fine. Penso di essere in grado di scrivere musica migliore, molto migliore, 100 volte migliore di quella che riesce a scrivere Noel, ma, detto questo, ora non posso farlo perché non ho tempo. Sono troppo impegnato ad andare fuori di testa e ad essere il cantante degli Oasis. Non sto dicendo che non sono felice. Sono completamente felice. Ma c'è vita dopo gli Oasis per me".

trad. by frjdoasis - originariamente pubblicato in italiano su Up in the Site nel novembre 2016



Liam Gallagher contro gli U2: "Preferisco mangiare la merda che ascoltare quegli stronzi"

A gennaio, all'annuncio ufficiale che il gruppo spalla degli U2 per i concerti di quest'estate sarebbe stato il gruppo del fratello Noel, non l'aveva presa bene, dicendo: "Le leccate di culo portano frutti".

Qualche giorno fa aveva detto en passant durante un'intervista: "I primi dischi degli U2 mi piacciono", lasciando intendere di non amare i seguenti lavori in studio della band di Bono e soci. 

Oggi Liam ha rincarato la dose, rispondendo su Twitter ad un fan che gli ha chiesto se avesse in programma di andare a vedere gli U2 a Londra questo finesettimana, in occasione dell'esordio del Joshua Tree Tour nel vecchio continente. Al suggerimento: "Non perdere il gruppo spalla, me ne hanno parlato bene", Liam non ci ha visto più e ha scritto: "Preferirei mangiare la mia merda piuttosto che ascoltare quegli stronzi beige (nel senso di grigi o noiosi, ndr)".

Ecco lo scambio di battute.



domenica 2 luglio 2017

(sottotitoli ITA) Bellissima videointervista a Liam Gallagher: "Quando incontrai Maradona e ..."

Vi proponiamo la versione sottotitolata in italiano della bella intervista che John Doran ha fatto a Liam Gallagher per la serie British Masters di Noisey.

L'ex Oasis, tornato con un album da solista, racconta molti aneddoti, tra cui quelli relativi agli incontri con Diego Armando Maradona, Steve Coogan, Frankie Dettori, Rob Brydon. Liam parla del suo modo di intendere la vita e la musica e di passato, presente e futuro. 

John Doran aveva intervistato anche Richard Ashcroft l'anno scorso (clicca qui per vedere la chiacchierata in italiano)


Noel Gallagher: "Io musicista per caso. Gli Oasis sarebbero potuti venire solo da Manchester"

Nel discorso tenuto al Festival di Glastonbury il 23 giugno, dove ha presentato una speciale proiezione del docufilm Oasis: Supersonic, Noel Gallagher ha sottolineato come gli Oasis sarebbero potuti nascere solo a Manchester.

"Quando vivi a Manchester sei onestamente circondato da alcune delle migliori band venute fuori dall'Inghilterra", ha detto, "quindi non puoi fare a meno di trarne ispirazione per fare musica. Essere un musicista è una cosa avvenuta per caso. Non sono nato con questo dono, non penso. Penso di averlo appreso perché non avevo un cazzo da fare".

"Penso che gli Oasis sarebbero potuti venire solo da Manchester e da nessun altra parte. Come mai? Lì piove molto, quindi sostanzialmente stai per molto tempo dentro casa. E quando stai a casa fai tre cose: guardi partite di calcio, prendi droga e fai musica". 

"Come dici? Non avevo la ragazza all'epoca? Le donne sono fantastiche, ovviamente. Sono incredibili. Per me, però, suonare la chitarra fu ... quando suonai le prime note mi si accese una lampadina e fu qualcosa su cui ho insistito con allenamento, allenamento e allenamento". 

"Ascoltando tutti quei grandi dischi di quelle grandi band - Smiths, Stone Roses, Joy Division e New Order - ti trovi nel bel mezzo della più grande scena musicale d'Inghilterra e del mondo. I miei eroi non erano politici. Alcuni erano calciatori, ma gli altri erano tutti musicisti e tutti mancuniani".

oasisnotizie

Clicca qui per vedere il video del discorso di Noel.

sabato 1 luglio 2017

Dave Grohl: "Incontrare Liam Gallagher è stato il mio momento preferito di Glastonbury"

Nell'intervista che Jo Whiley aveva condotto con Liam Gallagher per BBC Radio 2 al Festival di Glastonbury si era menzionato anche Dave Grohl, leader dei Foo Fighters, che non aveva potuto assistere all'esibizione dell'ex Oasis a causa della calca che si era formata attorno al palco. Malgrado ciò, Dave, che con la sua band è stato tra i protagonisti dell'evento, è riuscito a incontrare il cantante di Manchester e ha definito questo il suo momento preferito del festival.

"Sai qual è stato il mio momento preferito dell'intera serata?", ha detto il rocker alla rivista NME. "Cinque minuti prima di andare sul palco arriva Liam Fottuto Gallagher. Va dritto da Taylor (Hawkins, ndr) e dice: 'Quella cazzo di canzone, Range Rover Bitch!'. Poi inizia a cantare una canzone del disco da solista di Taylor. Poi si gira verso di me e fa: 'E neanche la tua roba è male! aylor era agitato per stasera perché tutti hanno fatto vedere che questo concerto fosse chissò cosa, ma è salito sul palco con il più grande fottuto sorriso ...".

A scaldare il pubblico di Glastonbury prima di Liam ci avevano pensato i Kaiser Chiefs, che avevano accennato l'inizio di Live Forever degli Oasis (video qui). 

Fonte: Radio X

venerdì 30 giugno 2017

Ascolta Chinatown, nuovo brano di Liam Gallagher

Da oggi è possibile ascoltare su Spotify una nuova canzone di Liam Gallagher, Chianatown, inclusa nell'album As You Were, la cui tracklist è stata resa nota ieri. Si tratta di un pezzo acustico con evidenti riferimenti ai Beatles, sia nello stile musicale sia nel testo. Ascoltalo qui.

Il pezzo dovrebbe essere il secondo singolo dopo Wall of Glass, dato che è stato prodotto anche un videoclip per promuoverlo (vedi qui una breve anteprima).


Vedi anche: Video (sottot. ITA): Liam Gallagher a Virgin Radio: "C'è chi massacrerà il mio disco, ma voglio che chi mi apprezza se lo goda"


giovedì 29 giugno 2017

Video (sottot. ITA): Liam Gallagher a Virgin Radio: "C'è chi massacrerà il mio disco, ma voglio che chi mi apprezza se lo goda"

Intervistato da Virgin Radio UK, Liam Gallagher parla del suo nuovo disco da solista e spiega: "So che ci sarà gente che massacrerà il mio disco, perché non piaccio a tutti, ma voglio solo che la gente a cui piace se lo goda". 

Poi attacca "le guitar band di oggi che portano le chitarre attorno al collo come gioielli", ma non le usano. Sul duetto con i Coldplay sul palco del One Love Manchester dice: "Chris Martin non ha mai suonato così bene, no?". 

Sulla sua fiducia in se stesso dice: "Sono super super sicuro di me. Non posso avere nella band gente che difetti di fiducia in se stessa. In quel caso vada a lavorare all'ufficio postale".

Liam parla anche di altro in questa chiacchierata con Edith Bowman registrata il 19 giugno. Sottotitoli by oasisnotizie.



Liam Gallagher svela la tracklist del suo album As You Were

Liam Gallagher ha svelato oggi la tracklist del nuovo album As You Were, che sarà pubblicato il 6 ottobre. Lo ha fatto prima con una serie di tweet contenenti i titoli delle canzoni numerate, inframmezzati da un tweet in cui si scusava per l'interruzione dovuta al fatto che doveva caricare il telefono.

Questa la tracklist:

1. Wall Of Glass
2. Bold
3. Greedy Soul
4. Paper Crown
5. For What It’s Worth
6. When I’m In Need
7. You Better Run
8. I Get By
9. Chinatown
10. Come Back To Me
11. Universal Gleam
12. I’ve All I Need


As You Were è disponibile qui in preordine. Qui è possibile acquistare il cofanetto speciale del disco.

mercoledì 28 giugno 2017

L'accusa di Liam Gallagher: "Le cosiddette rock star di oggi non dicono niente e usano le chitarre perché vanno bene con le scarpe"

Il 10 giugno Liam Gallagher è stato intervistato da Dave Fanning di RTÉ 2fm, radio irlandese, in occasione del concerto a Dublino. L'audio intervista, diffusa il 17 giugno, è disponibile alla fine di questo post.

"Non saprei distinguere una guitar band da una pop band al giorno d'oggi", spiega. "Hanno le chitarre attorno al collo, ma non sento le chitarre. Certe band dicono di voler salvare il rock 'n' roll. Non sono il più intelligente, ma so che per salvare la guitar music devi inserire la chitarra in un disco. E io non sento nessuna chitarra". Poi torna sullo scioglimento dei Beady Eye. Ecco la traduzione di gran parte della chiacchierata.

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traduz. by frjdoasis - oasisnotizie

C'è trepidazione? Ti spaventa questo progetto da solista?

Non mi sento spaventato quando faccio musica rock 'n' roll, amico. È questa la forza, amico. Non è una cosa da solista del tipo che io sono lì in piedi come Ed Sheeran, con la chitarra. Ho una band dietro di me, una band fatta da amici miei, e la mia crew che ci seguiva in tour con gli Oasis. Quindi mi sembra normale. La principale differenza è che ora c'è il nome mio in cima e la maggior parte delle canzoni le ho scritte io.

Gli altri con cui hai lavorato hanno dovuto capire che tipo di canzoni volesse Liam Gallagher?

Quello è compito mio, no? Se è una bella canzone è una bella canzone. Potrei cantare di tutto finché sono canzoni buone e del mio genere. Non sono qui per fare reggae o dance, mi piace il rock 'n' roll con chitarre, punk o quello che è, capisci? Una canzone è una canzone. Finché si resta in quell'area a me va benissimo.

I Beady Eye avrebbero potuto continuare se avessero avuto un po' più di supporto?

Penso di sì, amico. Penso di sì. Forse sì e forse no. Venivamo dallo scioglimento degli Oasis. Non abbiamo avuto il tempo per prenderci una pausa e la cosa sarebbe stata paragonata sempre agli Oasis, come degli Oasis annacquati. Ascolta, ero in quella band e i ragazzi sanno come fare musica. E abbiamo scritto delle bellissime canzoni. Semplicemente non è scoccata la scintilla come avrebbe dovuto, capisci? Abbiamo fatto due album. Per l'ultimo album non abbiamo fatto concerti in America. Io poi avevo molte vicende private in corso. Ho pensato: "Sai che ti dico? Forse mi prendo una pausa e risolvo le mie questioni. Non ha senso fare un altro album", capisci?

Avresti potuto perderti tre anni fa, invece non è stato così. Dopo lo scioglimento degli Oasis, dei Beady Eye e le tue vicende personali. 

I Beady Eye erano la coperta di Linus dopo gli Oasis. Non c'è stato un vero scioglimento dopo gli Oasis, visto che siamo andati direttamente a formare i Beady Eye. Quindi era la coperta di Linus. Appena sono finiti anche i Beady Eye non potevo sedermi a fare: "Vado in studio". Non avevo una band. Inoltre stavano accadendo molte cagate. Ho affrontato le cagate ed è così che se ne esce. E ora sono di nuovo qui per il round 3 o come lo si voglia chiamare, ma vediamo dove va. Ma sono uno di loro. Affronto le cose e volto pagina. Non sono un depresso che fa: "La vita è una merda". La vita è fottutamente fantastica! Ed è quello che ne fai tu, capisci? Vedo sempre qualcosa dietro l'angolo, capisci?

Debbie sarà stata di grande supporto.

Senza dubbio. È stata lei a fare: "Senti, mi stai dando alla testa. Forza!". Ciondolavo a casa, così ho preso la chitarra e ho scritto due canzoni, Bold e When I'm in Need, che ho fatto sentire ad un tizio della Warner, che mi ha offerto un contratto. E di lì a poco abbiamo scritto ventidue nuove canzoni.

Nel luglio 2015 in un pub di Westport, qui in Irlanda, hai suonato proprio Bold.

Ho bevuto un paio di Guinness con un paio di vecchietti del posto. Non lo so, forse ho bevuto troppe Guinness e mi sono sentito Jimi Hendrix, ma ho fatto: "Datemi quella chitarra laggiù". E così è successo. All'epoca, però, non stavo scrivendo alcun disco. Pensavo di non fare più musica, ero in giro a spassarmela, amico, capisci? Per me non era una cosa importante, l'ho fatto per ammazzare il tempo.

All'epoca era Debbie che ti diceva: "Alzati, suona un po' la chitarra e suona e basta".

Sì, c'era meno pressione. Non c'è stata pressione quando ho fatto questo disco, è stato facile. Molta gente non si aspetta comunque molto da un disco solista di Liam Gallagher, perché vogliono che sia bello, ma molte persone fanno: "No, questo coglione, che cosa fa?". Quindi ogni cosa migliore della merda sarà un successo. Ma è bello.

La gente, però, ha un disperato bisogno di rock star, di qualcosa che non sia brutta musica pop mascherata da rock. Abbiamo bisogno di te.

Anche io ho bisogno di voi. Senza dubbio, amico. Amo la musica come chiunque, capisci? Quando la vedo affondare penso: "Dai, amico, lascia perdere. Puoi fare di meglio". ma sì, sento di essere tornato nel posto cui appartengo. So cosa sta arrivando, sono semplicemente felice di essere tornato a fare il mio lavoro quotidiano, a fare quello che faccio invece di starmene seduto a casa a lamentarmi, capisci?

Oggi in giro c'è molta musica pop mascherata da rock.

Senza dubbio. Non saprei distinguere una guitar band da una pop band al giorno d'oggi. Hanno le chitarre attorno al collo, ma non sento le chitarre. Ogni tanto qualche band arriva e fa: "Siamo tornati per salvare la guitar music". Forse non sarò il più intelligente, ma so che per salvare la guitar music devi inserire la chitarra in un disco. E io non sento nessuna chitarra. Indossano la chitarra perché va bene con le scarpe. Attaccatele alla corrente, alzate il volume, amici!

Non c'è aggressività. Non c'è rock.

Sì, amico, è per quello che sono tornato, amico. Un po' di Pistols, un po' di aggresisvità, amico. Non sopporto quelle stronzate. Ecco perché sono tornato. E per parlare in modo schietto. Non si tratta solo della musica, amico. Leggi queste interviste con queste cosiddette rock star e se ne stanno lì affacciate alla finestra, dalla loro bocca non esce niente di lontanamente interessante. Sono solo stupidaggini grigie. E fai: "Dai, non avete una cazzo di opinione?". Hanno paura di aprire le boccuccia nel caso in cui loro carrierine si sgretolino. Da dieci anni è così. Quindi se ne stano lì sedute come gli allenatori di calcio, a dire le stesse cose anche se la loro squadra è stata sconfitta per 10-0. Capisci? "Dai, fate vedere qualcosa, un po' di passione!".

Il terzo album di Noel vuoi che esca insieme al tuo?

Sì. Più ci sono meglio è. Non solo perché siamo io e Noel, ma perchè è una cosa che fa bene.Ci sono molte guitar band che se ne stanno lì sedute ad aspettare ... Una volta che saranno usciti un paio di begli album con chitarre tutto ricomincerà e la gente sarà disponibile a riparlarne e a mettere in gioco le chiappe, capisci? Come ho detto ci sono molte persone che sono pronte a tirare fuori la chitarra, ma pensano: "Al momento non è alla moda, aspetto che sia qualcun altro a dare un calcio alla porta".

traduz. by frjdoasis - oasisnotizie


lunedì 26 giugno 2017

Liam Gallagher: "Noel traditore della classe operaia. E vi dico cosa penso di Harry Styles e del mio ruolo di icona"

Intervistato da Today FM il 10 giugno a Dublino, Liam Gallagher ha toccato vari argomenti, da "Noel traditore della classe operaia, mentre io sono un eroe della classe operaia", a Harry Styles ("Non mi dispiace, almeno non è andato a fare rap"), al suo ruolo di icona ("tutti vogliono essere me perché significo molto per la gente, per via di tante cose: la voce, la mentalità, i vestiti").

Una bella chiacchierata diffusa il 13 giugno (audio alla fine del post). Eccone una traduzione integrale by oasisnotizie.

L'album è pronto?

Sì, l'abbiamo finito. Sono stati fatti missaggio e mastering. L'abbiamo ultimato l'altro giorno, ci abbiamo messo l'ultima parte di fiati.

È un ritorno per te?

Penso di sì, penso sia un ritorno. Non voglio farmi trascinare e dire cose del tipo 'Sono tornato', perché in testa mia non sono mai andato via, capisci? Ho solo recuperato, raccolto le mie ali. Penso sia l'ultimo lancio di dadi, perché se questa cosa non prende quota non prenderà quota nient'altro, capisci?

La musica del tuo disco è come quella del singolo, Wall of Glass?

Ci sono molte chitarre. Oh, sì. Ovviamente ho collaborato con qualcuno alla scrittura di alcuni brani, quindi ci sono parti che sono mie e penso siano davvero buone. Dovrete aspettare per vedere, ma ci sono molte buone canzoni e molte chitarre rumorose, molte canzoni rock 'n' roll che ti vanno dritte in faccia, come le chiamo io. Poi ci sono molti brani delicati, un paio di momenti di calma, capisci?

Ti è consentito condividere qualcuno di questi momenti con noi?

Quelle che avete sentito - Greedy Soul, Bold - e una che si chiama All My People, All Mankind, che è un po' più tranquilla, ma è grandiosa. Una che si chiama Universal Gleam, che abbiamo suonato, un'altra che si chiama For What It's Worth che è incredibile.

Suonano tutte grandiose, no?

Penso lo siano, sai. Sono come la marmite io, capisci? O mi ami fottutamente o mi odi. E sono pronto se alla gente non piacerà, perché a loro non piaccio, il che va bene, ma sono pronto anche se la gente perderà la testa, perché è musica bella, è meglio di ogni altra cosa che si sente in giro, credimi. 

Hai collaborato con George Kurstin, che ha lavorato con Beck.

Ha lavorato con Beck, con Adele, ha lavorato con McCartney.

Come sei finito a collaborare con lui?

Non ho fatto nulla per un po'. Ovviamente si erano sciolti i Beady Eye. Poi ho scritto When I'm in Need e Bold, i primi due brani che ho composto. Ne ho fatto i demo, li ho fatti sentire a un tizio di una casa discografica e mi hanno detto: "Possiamo fare un contratto, amico. Pensiamo siano buone. Ne hai altre?". Ho detto di no e mi hanno detto: "Saresti disponibile a collaborare alla scrittura con qualcun altro?". "Sì". A Los Angeles ho incontrato questi tizi di nome Greg Kurstin e Andrew Wyatt. In tre giorni abbiamo fatto tre canzoni, è stato tutto molto rapido. Poi mi ci sono messo ho trovato un po' di ispirazione e ho scritto molte altre canzoni. Poi siamo andati in Inghilterra e ne ho scritto delle altre. E prima di rendercene conto avevamo venti, ventidue canzoni. 

Com'è stato collaborare alla composizione?

Facile. Ovviamente io non suono strumenti. Suono un po' la chitarra e basta. Ho fatto sentire loro Greedy Soul, Bold e When I'm in Need e ho detto: "È questo il tipo di cosa che sto facendo". 

Ti hanno cambiato gli arrangiamenti di queste canzoni?

No. Queste erano quelle che avevo scritto io, quindi erano già finite. Le mie non le hanno toccate. Poi mi hanno detto: "Che tipo di musica fai? Questa? Bene, abbiamo questa canzone, si chiama Wall of Glass". Me l'hanno fatta sentire, era figa e abbiamo cominciato a scrivere il testo. Ho cambiato qualche frase qua e là. Poi abbiamo preso un tizio per buttare giù il beat di batteria, un tizio per la chitarra e l'abbiamo fatta in un giorno. Poi l'indomani ho registrato la voce. E poi ne abbiamo fatto un'altra, Paper Crown. Non è stato doloroso come immaginassi, perché se dici "collaborare alla scrittura" suona come una cosa sbagliata, no?

Ti terrai sempre in contatto con questi tizi?

Sono tizi indaffarati, ma io sono aperto ai commessi viaggiatori. Non scriverò mai un album intero da me, semplicemente perché non sono così prolifico. Quindi chiunque abbia belle canzoni che vuole che io canti me le faccia avere. Una volta che io canto una canzone, è mia, capisci? Mi danno i diritti. Loro prendono i soldi, ma tutto il resto lo ricavo io. Mi piace vedere le facce dei ragazzi (quando la canto, ndr), quindi non sono qui per i soldi.

Non so se conosci la band di Dublino di nome Aslan.

La mia ragazza, Debbie, la ama. (chiama Debbie, ndr) Qual è la canzone che suoniamo quando siamo ubriachi? Tira fuori la chitarra ogni volta e me la canta.

Sei un'icona. Dev'essere eccezionale stare lì in piedi, guardare in faccia la gente, vedere che cantano le canzoni con te. Cosa fa la differenza? 

Penso di essere un'icona, anche se non me ne intendo di questa questione delle icone. Penso che io significhi molto per la gente, per via di tante cose: la voce, la mentalità, i vestiti, per molte cose. A quanto pare conosco molte persone che sono icone e sono degli idioti, capisci? In Inghilterra usano sempre questa parola "icona" e io faccio: "Cosa? State scherzando?".  Ma sembra che io significhi tante cose per la gente a parte la mia voce. La gente sembra seguire quello che faccio perché non c'è molta gente come me in giro.

Se si facesse un sondaggio immagino che saresti lì con Freddy Mercury, con Bono. Cosa pensi di loro? 

Sì. Non mi piacciono tutti, ma Bono significa qualcosa per la gente, no? Mi piacciono gli U2, i primi album sono belli. Non mi frega di figurare in queste liste, provo a fare la cosa mia e basta, ma è bello essere citati accanto a Lennon e Lydon.

Nella tua ultima canzone hai menzionato gente come Harry Styles? (Il verso di Wall of Glass che fa "you were sold a one direction")?

Gli One Direction? No, non parla di loro. Parla principalmente di gente "unidimensionale". Avrei dovuto usare questo termine. O che va nella wrong direction, la direzione sbagliata. O non so cosa, ma è solo una parola, capisci? Di sicuro non farò arrabbiare i fan degli One Direction.

Che ne pensi di Harry Styles? Ha un che di Oasis nella sua musica.
 
Non mi dispiace Harry Styles. Ha fatto parte di una pop band. L'ho visto in TV e mi sembra preso dalla cosa. Sembra che voglia cambiare la sua direzione. Almeno sta facendo sentire vera musica ai ragazzi.

Sign of the Times non è male, no?

Sì, non mi dispiace. Ci sono parti interessanti. Cresciamo tutti, no? Almeno non è andato a fare rap, come gli altri. Cos'è che fanno? Lanciano una moneta e fanno: "Ascolta, amico. Io faccio rap, tu fai pop e tu altro".

Avevi forse solo tre o quattro anni quando nel 1978, mentre era in voga la disco music, esplose il punk rock. Pensi che ora potrebbe esserci spazio per un'altra rivoluzione? Ora è tutto produzione, qualcuno che fa featuring con qualcun altro ...

Dobbiamo tutti fare una rivoluzione quando si tratta di musica. Che poi avvenga o meno è un altro discorso, capisci? Penso che i ragazzi di oggi non escano tanto. Stanno tutti a casa a giocare ai giochi, capisci? Ma chissà ... se ci sarà io ci sarò. A quanto pare ce n'è una in corso, con il grime. Qualcuno dice sia il nuovo punk.

È come il grunge?

No, è questa roba che fanno Skepta, Stormzy.

Ma è molto produzione no? Non sono canzoni, sono più effetti, no?

Sì, ma sono pur sempre ragazzi di strada che si alzano e vanno a fare delle cose, capisci? Penso sia quella la cosa principale, capisci?

Sei nel mondo della moda con la Pretty Green. La giacca che indossavi l'altro giorno è della tua linea di abbigliamento?

Quella arancione? No. L'ho comprata, amico.

Perché la vogliono tutti.

Sì, amico. Tutti vogliono essere me. Senti, amico, di sicuro non è beige. Tendo ad andare contro il beige, capisci? Il nostro ragazzo (Noel, ndr) indossa il beige, quindi ho messo l'arancione. Ho portato il mio show di colori a quel concerto.


Io ho un fratello maggiore. Mio figlio ha un fratello maggiore. A volte litigano.

Non odio our kid. Gli voglio bene, così come voglio bene all'altro mio fratello, Paul. Voglio bene a tutti i membri della mia famiglia. Certo che mi manca stare negli Oasis, ma quando dico questo passa sempre questo messaggio: voglio disperatamente la reunion. Non voglio disperatamente tornare in una band con chi con me non vuole stare. Si volta pagina, capisci? Our kid va in giro a parlare come se gli avessi accoltellato il gatto, capisci? Abbiamo avuto un litigio e la band si è divisa perché lui voleva andare a fare il solista. Ci siamo passati, ma ... certo che mi manca stare nella band. Mi manca esibirmi con quelle canzoni di fronte ai fan, perché i fan andavano in visibilio, capisci? Ma è la vita. Alcune cose finiscono e devi cominciare da capo, capisci? Ma di sicuro con questa roba mi diverto e mi divertivo con i Beady Eye. Qualunque cosa faccia me la spasso, capisci? Di sicuro non faccio: 'Oh, vorrei che Our kid ...'. Bisogna spassarsela ora.

La gente pensa che voi due non parliate, ma parlate, vero?

No, non ho il suo numero. Si muove in un altro ... Ora esce con Bono, no? Io ho ancora contatto con la realtà, amico. Sono un eroe della classe operaia, non un traditore della classe operaia. Sono ancora per strada. Non ho il suo nu

Puoi dirlo di tuo fratello come di un tuo amico?

Dico quello che voglio a chiunque quando voglio, se mi fai una domanda. E sono onesto. Non lo vedo, non ho il suo numero. Lui sta facendo la cosa sua, io la mia.

Stai da Dio, sembri in formissima. Ho letto che ti alzi alle 5 e vai a fare una corsa. È vero?

Grazie. Oh, sì. Ero in giro stamane, amico.

Per Dublino?

Vicino al fiume.

Ti avranno riconosciuto.

Mi piace svegliarmi a quell'ora. È il momento migliore della giornata. Mica a fare corse per strada alle 2 del pomeriggio come un coglione. Le mie faccende le sbrigo la mattina presto. C'è un po' di gente che mi nota la mattina presto, per lo più ubriachi. Quando ero ragazzo ero solito correre per Manchester quando andavo a scuola, quindi mi piace. Non mi piace la palestra, andare in palestra è noioso, ma mi piace alzarmi, ripulirmi la mente, andare a fare un po' di corsa.

Traduzione by oasisnotizie



domenica 25 giugno 2017

Audio - Liam Gallagher: "Flop dei Beady Eye? Sarebbe servita una pausa dopo gli Oasis"



Qualche ora prima della videointervista che abbiamo sottotitolato qui, Liam aveva parlato sempre con Jo Whiley di vari argomenti (audio nel video qui sopra) e dell'attesa per l'esibizione sul prestigioso palco di Glastonbury. 

"Sono entusiasta. Ho fatto tutto, mi sono preparato mentalmente e fisicamente per Glastonbury", aveva detto Liam. "Non sto nella pelle, non vedo l'ora di salire su quel palco e di fare un po' di rock 'n' roll ad alto volume, o come altro si chiama oggigiorno". 

"Sono assolutamente pronto a partire", aveva affermato, prima di rivelare di non aver fumato né bevuto nei giorni precedenti. "Quei giorni sono finiti. Non faccio più quelle robe prima di un concerto. È l'ultima possibilità che ho di fare quello che amo fare: fare musica e cantare bene. Non c'è niente di peggio di fare un concerto senza voce, è la cosa peggiore del mondo".

"Se sono spaventato? No, la gente che si spaventa dovrebbe andare a lavorare all'ufficio postale. Sono un po' nervoso, ma per l'eccitazione. Non mi troverete nel bagno a tremare e a dire: 'Voglio tornarmene a casa' ...".

"La scaletta? Non sarà lunga, perché tra l'altro non abbiamo molte canzoni. L'esibizione durerà un'oretta, penso. E non mi piace la gente che suona per due ore. Se me lo chiedessero non lo farei, perché un concerto rock 'n' roll dovrebbe durare un'ora, al massimo un'ora e mezza".

Alla giornalista che ribadiva come per lui questa sia l'ultima chance, Liam ha risposto placido: "Musicalmente sì. Se non dovesse andare bene non tornerei. Ho fatto parte degli Oasis e dei Beady Eye e per quanto con questi ultimi sia andata bene la cosa non aveva fatto centro. E se la cosa non diventa popolare non va bene a me e non va bene a te, quindi deve 'muovere' la gente in modo grandioso. Non dico come gli Oasis, ma un po' di più rispetto ai Beady Eye". 

"Se mi sento frustrato da com'è andata con i Beady Eye? Per niente. Con il senno di poi penso che ci saremmo dovuti prendere una pausa dopo gli Oasis, ma quando sei in quella 'bolla' ti dà sicurezza, no? Andare a casa era l'ultima cosa che volessi fare. Volevo continuare a fare musica, così abbiamo continuato con i ragazzi e con loro sono in debito perché non hanno 'fatto i bagagli'. Ci hanno dato dieci anni di band, con me e il nostro ragazzo (Noel, ndr) che litigavamo. Noel aveva deciso dove andare e io avvertivo nei loro confronti il dovere di continuare. Così abbiamo fatto un paio di dischi".

Liam ha poi risposto all'ennesima domanda sul concerto benefico del 4 giugno, in occasione del quale è scoppiata una polemica con Noel.

"Se ho fatto male a fare quel tweet contro Noel dopo la sua assenza dal palco del One Love Manchester? No, se l'è meritato. Ci sarebbe dovuto essere, visto che era solo a due ore di distanza  (in vacanza con la famiglia a Positano, ndr). E questa fesseria che si dice - che non è stato invitato - peggiora solo le cose. Se si fosse presentato lì con la sua chitarra, se avesse bussato e avesse detto: 'Suono Don't Look Back in Anger' pensi che gli avrebbero risposto: 'C'è Noel Gallagher qui, ma non è invitato'? Non penso proprio. Se avesse voluto sarebbe venuto e l'avrebbe fatto. Fine. Invitarlo io? Non stava a me. Non ho neanche il suo numero. Comunque non l'ha fatto. Non c'entra se l'ho fatto io. Avrebbe dovuto farlo".

Liam si è poi detto fan del reality show Love Island. All'incredula intervistatrice Liam ha replicato: "Per quattro anni non ho fatto niente, dovevo pur fare qualcosa". 

"Forse andrò a rubare a casa di Micheal Eavis mentre lui si sta grattando la barba da qualche parte", ha poi scherzato Liam rispondendo alla domanda "In quale parte di Glastonbury andrai a divertirti?". Michael Eavis è il fondatore del Festival di Glastonbury.

traduz. by oasisnotizie

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