sabato 23 settembre 2017

(sottot. ITA) Liam Gallagher: "Noel non ha più le palle per fare rock, ma se vuole riformiamo gli Oasis"

Intervistato da Le Parisien, Liam Gallagher parla del suo ritorno e dice: "Per come vedo io il rock 'n' roll o la guitar music devi avere un po' di mentalità, di aggressività, di vivere la vita sull'orlo del pericolo. Noel non ha più le palle per fare rock 'n' roll, ecco perché canta le sue canzoncine stupide. Io ho ancora un'anima rock 'n' roll, non mi sono trasformato in una cazzo di ragazza. La palla è nella sua metà campo. Se scendesse dal piedistallo e dicesse 'riformiamo gli Oasis' io sarei pronto in 5 minuti. Ha sciolto gli Oasis perché il suo ego aveva bisogno di un po' di carezze"

Guarda qui sotto l'intervista con sottotitoli in italiano.

Liam Gallagher prêt à reformer Oasis - WATCH HERE WITH FRENCH SUBTITLES


venerdì 22 settembre 2017

Liam Gallagher a tutto campo: "Noel? Si vergogni per Supersonic acustica. Se gli Oasis erano lui, perché non riempie Wembley? Amo Twitter e sono senza filtri"

Nuova megaintervista a Liam Gallagher per Newsweek. Traduzione italiana di oasisnotizie. Si parla di Noel (con nuove punzecchiature), di As You Were, di Twitter, di Be Here Now, della musica pop attuale e di molto altro. 

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Da qualche anno, da quando i Beady Eye si sono sciolti, manchi dalla scena musicale. Come hai fatto a capire che era il momento giusto per tornare?

Dopo che i Beady Eye sono andati in coma ho avuto un po' di cose personali da sbrigare, poi ho pensato che amo la musica e che amo, cazzo, cantare canzoni e tutto quello. Ma ho bisogno di canzoni e in precedenza ho fatto parte di band in cui le scriveva altra gente. Ovviamente io ne ho scritte alcune ogni tanto, ma non ne avevo abbastanza per fare un album. Poi ho visto la mia chitarra e ho iniziato a suonarla. E ho scritto Bold e una canzone di nome When I'm in Need. Le ho suonate ad un po' di persone e mi hanno fatto: "Sì, sono proprio fighe, cazzo". Con quelle due ho ottenuto un contratto discografico. Poi la casa discografica mi ha detto: "Senti, hai qualche altra canzone?". Ho detto: "No, è questo tutto quello che ho al momento". Mi hanno detto: "Saresti disponibile a collaborare con delle persone per scrivere delle canzoni?". Ho risposto: "Dipende da chi". Sono volato a Los Angeles per incontrare Greg Kurstin. Abbiamo tirato fuori Wall of Glass, Paper Crown e Come Back to Me in tre giorni. Poi sono tornato in Inghilterra e ho scritto un sacco di altre canzoni. È successo tutto piuttosto facilmente, amico.

Qual era la tua routine quotidiana durante i giorni che hai trascorso lontano dalla musica?

Oh, bere. Svegliarsi al mattino. Andare a fare una corsa, forse. Poi la mia giornata era quasi fatta e finita per le 9, quindi ero tipo annoiato a morte, capisci? Alle 10 circa, dopo che ti sei fatto la doccia, cominci a girarti i pollici e pensi: "Bene, vado al pub per pranzare un po' ". Poi vai a pranzare un po'. Prima di rendertene conto sei nel pub dalle 12 alle cazzo di 2 del mattino, ubriaco in testa, a fare cose che non dovresti fare. 

Parliamo di Wall of Glass. È una grandiosa canzone di ritorno per te. Sembra un brano con un po' di insulti. È diretto a qualcuno in particolare?

Sembra cosa?

Un brano di insulti. Sai, tu sei ...

No, no, no, no, Dio no. Non scrivo musica per certe persone. Non sono così fortunate, amico. Se devo insultare una persona lo faccio proprio sulla stampa. Di sicuro non scrivo musica su di loro. Fanculo quella roba. Non mi irritano così tanto. E solo una canzone, amico, no? Dice: "Un giorno andrai in frantumi come un muro di vetro". Penso che potrebbe dare quell'impressione. Ma vale per tutti noi, no? Un giorno tutti andremo in frantumi come un muro di vetro. La vita è molto preziosa, sai cosa intendo?  

Anche il video è grandioso. Hai detto che fare dei video è una rottura. Ti è piaciuto girare questo?

Non tanto, no. Non mi piace fare video. Mi piace fare i video delle esibizioni, quando ho lì la band. Mi piacciono quei tipi di video. Quando devi fare una scenetta e tutto quello sento che sto recitando, sai cosa intendo? Se c'è una cosa che non sono, è l'attore. Devo essere me stesso costantemente, 24 ore al giorno. Altrimenti sento che sto prendendo in giro tutti e me stesso.

Non pensi che saresti bravo ad interpretare altri ruoli?

No, no. Forse sarei bravissimo a farlo, perché lo so fare. So fare tutto quello che voglio se mi ci metto d'impegno, ma preferisco essere me. Ho incontrato un sacco di attori e non sanno più chi siano, perché interpretano sempre delle parti. Ecco la cosa di me di cui vado fiero: so esattamente chi sono, sai cosa intendo?

Ho visto il tuo concerto a Brooklyn e hai cantato una manciata di canzoni degli Oasis. Suonavano grandiose. È una bella sensazione cantarle di nuovo?

È una bella sensazione. Ne abbiamo suonate alcune anche con i Beady Eye. Voglio dire: ascolta, amico. Sono un Oasis in tutto e per tutto. Eseguire quelle canzoni è come guidare una bicicletta, cazzo. È facile, amico. Ma se la gente viene ai nostri concerti, non ho la testa a tal punto infilata nel culo da pensare che siano venuti semplicemente per sentire un sacco di canzoni nuove, capisci? Lavorano duramente ogni giorno della settimana e spendono soldi. Se vogliono sentire Wonderwall e Rock 'n' Roll Star io le farò. L'ultima cosa che voglio è che la gente ai miei concerti si gratti la cazzo di testa, che stia al cellulare, che dica: "Aspetto che esca l'album, non mi convince questa, questa non suona male". Voglio che la gente saltelli su e giù e che vada fuori di melone, cazzo. Molta gente fa: "Oh, bene, non le hai scritte tu!". Non me ne fotte un cazzo di chi le abbia scritte. Le ho cantate io, le ho create io! Molta gente insiste con la storia: "Oh, be', le canzoni le ha scritte Noel". Sì, io ho prestato loro la mia cazzo di voce incredibile. Se si fosse trattato solo delle canzoni e non della mia voce, come mai lui non fa il tutto esaurito allo Stadio di Wembley e a Knebworth? Quindi le canterò quando cazzo voglio e quando non vorrò cantarle non le canterò. Vedi tutti questi piccoli fanboy che fanno: "Oh, be', non le ha scritte lui, cazzo". E a chi cazzo importa? Le ho cantate io, cazzo, stronzetto.

Ti dà fastidio che anche Noel abbia eseguito ed esegua le canzoni degli Oasis in tour?

No, non mi infastidisce per niente perché le ha scritte lui, sai cosa intendo? Può farne ciò che vuole.

Cosa pensi della sua versione di Wonderwall?

È come Ryan Adams, no? Non mi fa impazzire. Mi piace mantenerla nel modo in cui è fatta sul disco. Non ne vedo il senso. Quando ho sentito le versioni che Noel fa delle canzoni degli Oasis, lui le annulla e le fa un po' acustiche e proprio noiose. Quindi poi quando fa le sue nuove canzoni le nuove canzoni decollano. Quando le canzoni degli Oasis le faccio io, le faccio esattamente come erano, cazzo! Chi cazzo vuole sentire Supersonic acustica? Dovresti vergognarti, cazzo, capisci?

Ti manca esibirti con Noel?

Macché, no. È cambiato. È una persona diversa da quella che sono io. Ma non mi manca nessuno. Sono dove dovrei essere. Non mi manca Gem. Non mi manca Andy. Ho un gruppo di nuovi tizi che fanno parte della band e ce la stiamo spassando. 

Ho visto i tuoi commenti sulla sua performance al concerto benefico di Manchester (Manchester Arena, 9 settembre, ndr). Pensi che stesse fingendo quella reazione emotiva?

Oh, non sono stato io a scriverli. Qualcuno ha hackerato il mio profilo Twitter.

Qualcuno ha hackerato il tuo profilo Twitter?

Sì, io non lo farei. Non direi roba così. Mi credi?

Aspetta. Quei tweet sono stati scritti da qualcun altro?

Qualcuno mi ha hackerato il profilo e li ha scritti fingendosi me. Io quella roba non la farei. La polizia sta indagando mentre noi siamo qui a parlare. 

Hai uno dei migliori account Twitter del mondo della musica. Sei proprio onesto lì.

Ascolta, amico. Non mi avrai con i filtri. Non userò dei filtri. Non voglio proprio fare tanto male. Se ho turbato delle persone, sono sicuro che lo supereranno, cazzo. Dico solo un sacco di cagate. A volte quando dici un sacco di cagate lì ci trovi delle vere perle. Mi piace twittare. È un bel modo di tenersi in contatto con i fan, far sapere loro che non sono sparito dalla faccia della terra come vorrebbero certe persone. 

Quando eri a New York hai scritto su Twitter che quando sei andato a comprare le sigarette ti hanno chiesto i documenti. Cos'è successo?

Sì. Non fumo tanto. Mi sono sicuramente dato una calmata. Mi stavo godendo la giornata e ho pensato: "Sai che c'è? Ho bisogno di una cazzo di sigaretta. Quindi sono andato dal tabaccaio e il tizio mi fa: "Hai un documento di identità?". Ho detto: "Mi stai prendendo in giro?". E lui: "BE', funziona così". Ho risposto: "Ho 44 anni, amico. Guarda in che cazzo di stato sono, amico. Dai, amico". Mi ha detto: "No, devi andare a prendere i tuoi documenti di identità". Ho fatto: "Ne volevo solo una. Devo rifarmi tutta la cazzo di strada fino all'hotel e rifarla tutta per tornare qui". 

Parliamo del titolo dell'album, As You Were. È un riferimento alla firma che metti alla fine di ogni tuo post su Twitter?

Stavo per chiamarlo Bold, ma penso che As You Were sia molto meglio, per un qualche motivo. Semplicemente mi piace. As You Were, significa "guarda, siamo da quattro anni fuori dal gioco. Abbiamo un buon album, abbiamo un sacco di buone canzoni, mi sento bene, ovviamente sono sfinito, cazzo, perché ho fatto molto tour e ho cantato molto, ma prima di tutta quella roba mi sento come rigenerato spiritualmente. Quindi As You Were significa "recuperiamo tutto il tempo trascorso a cazzeggiare nel pub e con gli avvocati". As You Were significa "torniamo alla nostra faccenda, cazzo". 

Ti penti di qualcosa che hai fatto in quel periodo? La canzone For What It's Worth sembra una canzone con cui chiedi scusa.

Sì, è una riflessione del tipo "Mi scuso con le persone che ho turbato negli anni". Durante la vita in generale. Molte persone sono pigre e fanno: "Oh, deve essere una canzone su Noel". Non ho nulla di cui scusarmi con Noel. E stato lui a sciogliere la band. Se c'è qualcuno che dovrebbe scusarsi, quello dovrebbe essere lui, cazzo.

Quando la gente sente il termine "disco da solista" si aspetta qualcosa di acustico o davvero dolce. Ero proprio felice quando ho ascoltato il disco e non era affatto così. 

Contiene un po' di canzoni rock and roll. Ma c'è un paio di momenti più belli, rilassati. Voglio dire: cos'è il rock and roll? Tutti pensano che il rock and roll sia essere come gli Stooges o i Pistols o tutto quello. Per me il rock and roll sono buone canzoni, un bel cazzo di cantato che viene dal profondo dell'anima. Sai cosa intendo? 

Le cose sono molto cambiate da quando esordirono gli Oasis. La guitar music ormai alla radio non si sente più tanto. Cosa pensi della musica pop odierna?

Non so cosa sia la musica pop. Taylor Swift fa delle belle canzoni pop, sai cosa intendo? Shake It Off è una gran cazzo di canzone. Ti becchi Happy di Pharrell Williams, che è una grandiosa canzone pop. Alcune sono buone. E poi alcune sono proprio delle cazzo di stronzate senza un cazzo di senso, sai cosa intendo?

Di recente sono usciti degli articoli sul ventennale di Be Here Now, il disco degli Oasis. Ripensi a quel disco come ad un capolavoro? Cosa pensi di quel periodo?

Non so se sia stato un capolavoro. Penso sia stato un buon disco. Ci sono di sicuro alcune figate di canzoni lì. Può darsi ci sia stata una produzione esagerata e che alcune delle canzoni fossero un po' lunghe, ma penso che sia quello che accade quando non dai ascolto ad un produttore. All'epoca Noel provava a fare il produttore oltre che il compositore. Il produttore degli Oasis Owen Morris avrebbe potuto dire: "Guarda, sta diventando un po' troppo lungo, sai cosa intendo?". Ma Noel, com'è tipico di Noel, avrebbe fatto: "No, vaffanculo, facciamo un altro verso". Se c'è qualcosa che proprio non va di quell'album, penso che forse sia Noel che fa il ficcanaso, provando a farne nel contempo il produttore. Ma penso che ci siano alcune buone canzoni. In ogni caso penso che io suoni grandiosamente. Sono orgoglioso di quell'album.

Hai bei ricordi di quel periodo? Sembra che fu allora che le cose sfuggirono proprio di mano. 

Sì, ho bei ricordi di tutto. Eravamo in studio a lavorare. Era fantastico, cazzo. Può darsi che la band si sia sciolta un paio di volte. Può darsi che abbiamo assunto troppe droghe. A chi cazzo importa? Era per quello che eravamo entrati nella band. La gente ora può sedersi a tavolino e fare: Oh, prendevamo troppa cocaina". Oh, davvero, cazzo? Non ne prendevamo abbastanza! Ed era quello il nostro problema (fa una risata stridula, ndr).

Un paio d'anni fa hai scritto su Twitter che non avresti fatto un disco da solista perché non sei "uno stronzo". 

Lo so, lo so, lo so. Mentivo quando lo dicevo.

Perché i dischi da solista sono cose da stronzi?

Preferisco stare tra compagni di band, ad essere brutalmente onesti, ma al momento non c'è la band, quindi è un disco da solista. Ci sono troppi dischi solistici e non abbastanza band, per quanto mi riguarda. Almeno sto facendo un disco da solista perché devo farlo. Non ho sciolto una delle cazzo di band più grandi del cazzo di mondo perché il mio cazzo di ego aveva bisogno di qualche carezza.

Vedi dei successori degli Oasis oggi? Qualche band a quel livello?

No. Nessuna.

Nessuna nessuna?

Proprio nessuna, amico!

Voi, ragazzi, dominavate il mondo.

Penso di sì. Sì, amico, senza dubbio. Penso che avessimo delle buone personalità nella nostra band, sai cosa intendo?

Canterai Wonderwall anche tra 40 anni?

Perché no?

Se la gente vorrà ancora sentirlo, lo farai. 

Se la gente batte le mani abbastanza rumorosamente.

Traduz. italiana di oasisnotizie - Source: Newsweek 

Trapelano probabili copertina e titolo del terzo disco di Noel Gallagher. In uscita a novembre?

A quanto pare sarebbe imminente l'annuncio della data di pubblicazione del nuovo album di Noel Gallagher, che dovrebbe uscire il 24 novembre. La vendita dei biglietti per il nuovo tour dovrebbe partire il 29 novembre.

Stando a quanto scoperto da alcuni utenti (in particolare carlober) del noto forum Live4ever, che da tredici anni rappresenta un punto di riferimento importante per i fan degli Oasis, i dettagli del terzo disco da solista di Noel, o quanto meno del nuovo singolo, dovrebbero essere diffusi lunedì, quando Noel sarà ospite di Chris O'Connell nel suo breakfast show mattutino in onda su Absolute Radio (l'intervista è stata registrata il 9 settembre e la sua programmazione per lunedì è stata annunciata oggi dalla stazione radiofonica tramite il suo profilo Twitter).

Il singolo di lancio del disco dovrebbe intitolarsi It's a Beautiful World, come trapelato nelle scorse settimane. Al disco dovrebbero collaborare Paul Weller e Johnny Marr. Si parla anche di "pop psichedelico francese". 

L'amico Luigi segnala (avendolo visto anch'egli su Live4ever) che su amazon.co.uk è comparso un LP intitolato Who Built The Moon?, che sarebbe il titolo del nuovo album. La presunta copertina è qui sotto (grazie a Giovanni).

Ricordiamo che si tratta per ora di indiscrezioni trapelate sul forum Live4ever.

Who Built The Moon? (LP) [VINYL] 
Noel Gallagher's High Flying Birds (Artist)  
Format: Vinyl 
This title will be released on November 24, 2017. 
Pre-order now. Track Listings 
Disc: 1 
1. Fort Knox
2. Holy Mountain
3. Keep On Reaching
4. It's A Beautiful World
5. She Taught Me How To Fly 
Disc: 2 
1. Be Careful What You Wish For
2. Black & White Sunshine
3. Interlude (Wednesday Part 1)
4. If Love Is The Law
5. The Man Who Built The Moon
6. End Credits (Wednesday Part 2)
Nel pomeriggio di oggi è stato anche approntata una nuova versione del sito, ancora in fase di test, tanto che è stata rimossa (ma prontamente fotografata da alcuni fan). Eccola qui:





Liam Gallagher: "I miei tweet contro Noel alla Manchester Arena? È stato un hacker, la polizia sta indagando"

Liam Gallagher ha negato che siano opera sua i tweet comparsi sul suo profilo qualche giorno fa in cui si accusava Noel Gallagher di aver finto di commuoversi durante il concerto di riapertura della Manchester Arena, il 9 settembre. 

I post, che però sono ancora online, sarebbero opera di un un hacker e la polizia starebbe indagando.

"Oh, non ero io", ha detto Liam in un'intervista a Newsweek. "Qualcuno ha hackerato il mio account di Twitter. Non lo farei. Non direi quella roba lì. Non mi credi? Qualcuno ha hackerato il mio account e ha pubblicato quei tweet fingendosi me. Non farei quella roba. La polizia sta indagando mentre noi siamo qui a parlare".

Source: Newsweek


giovedì 21 settembre 2017

I figli dei fratelli Gallagher litigano su Twitter. "Sembri Noel con la parrucca bionda". E lei lo blocca

Ancora liti in casa Gallagher, ma stavolta litigano i figli.

Le liti tra Liam e Noel Gallagher hanno sempre fatto storia, ma ora le scaramucce tra i fratelli degli Oasis si sono trasferite anche ai loro figli, come per eredità familiare. 

A dare il via alle ostilità è stato Gene Gallagher, il figlio minore di Liam, che ha twittato un messaggio velenoso nei confronti della cuginetta Anais, figlia di Noel. La ragazza è apparsa alla sfilata londinese di Tommy Hilfiger e Gene ha immediatamente commentato: "Prima di tutto sembri tuo padre con una parrucca bionda", rincarando poi la dose con "e poi fai la modella perché sembri tuo padre, non perché tu sei qualcuno, e a nessuno importa nulla di te", prima di aggiungere: "chi sceglie di far da modella per Tommy Hilfiger è un'idiota e ha bisogno di occhiali da vista". 

Gene ha poi cancellato i tweet, non prima di specificare: "Non mi vedrete mai in un evento di ragazzini snob e ficcanaso incentrata sulle celebrità".

Gene ha infine pubblicato una foto del fratello Lennon, modello, con la didascalia: "Se questo tizio non è in passerella allora sapete che sarà una merda" e ha pubblicato uno screenshot per dimostrare che sua cugina lo aveva bloccato su Twitter.

Sources: Metro and Radio Montecarlo

Liam Gallagher, video per il compleanno: "La vita comincia a 45 anni". Gli auguri di Skepta

"La vita comincia a 45 anni. Come eravate. LFOTTUTOG". È uno dei post con cui Liam Gallagher ha celebrato i suoi 45 anni, compiuti oggi. 

Liam, che in un altro post su Twitter annuncia una "festicciola a Parigi stasera, non vedo l'ora" e che a maggio (vedi foto qui sotto) aveva accusato "Noel il patatone" di non aver invitato "nessuno della sua famiglia al suo 50esimo", ha avuto poi uno scambio di battute con il rapper Skepta, di cui è amico e fan e che a maggio aveva elogiato per essere uno "con i piedi per terra". 

"La vita comincia a 45 anni", scrive Liam. "Cazzo", risponde Skepta, "Il tuo compleanno cade due giorni dopo il mio. Sì, ha senso questo. Buon anno, fratello, come eri". E Liam: "Sì, segno della vergine, amico. Quando vieni dalle mie parti ho un regalo di compleanno per te. Rimani in contatto. C'è che di mistico naturale che soffia nell'aria, come eri. Farò quella mia canzone mistica naturale nel mio tour. Pronto a tirarti su e ad abbatterti se ti trovi in giro?". 

Il cantante ha pubblicato su Instagram anche due minivideo in cui dice "45, staying alive" e poi, allegro e con il bicchiere in mano, canta: "Non mi importa che ora sia, perché non sto andando a casa e mi sto divertendo un mondo". VEDI VIDEO QUI SOTTO.

Source: NME

 



Anche Liam Gallagher nel nuovo documentario su George Michael

Si intitola George Michael: Freedom la cronistoria della vita della popstar George Michael che andrà in onda in autunno su Showtime, narrata e girata dal cantante. Nel film numerosi ospiti, da Stevie Wonder a Elton John fino a Liam Gallagher e Mary J. Blige.

George Michael: Freedom sarà incentrato sul periodo di formazione di una delle più fortunate popstar degli anni Ottanta, che di lì a poco, abbandonati gli Wham!, avrebbe inciso il suo album più iconico e amato dalla critica, Listen Without Prejudice Vol. 1

La musica non sarà, però, l'unica protagonista: nel doc si affronterà anche la famigerata (e perduta) battaglia legale che portò George Michael e l'etichetta discografica Sony in tribunale e momenti personali nella sua vita - come la tragica morte del partner Anselmo Feleppa, ucciso dall'aids.

Il doc, filmato prima della morte di George Michael, avvenuta il giorno di Natale del 2016, avrà la voce del cantante che ha scelto - coinvolto in modo massiccio nel progetto - di narrare la sua stessa storia. Tra i volti che hanno accettato di partecipare al film tutte le supermodelle del video di Freedom! '90, Naomi Campbell, Christy Turlington, Cindy Crawford, Tatjana Patitz e Linda Evangelista, che spiegano l'esperienza sul set. E poi gli amici e colleghi Stevie Wonder, Elton John, Ricky Gervais, Nile Rodgers, Mark Ronson, Tracey Emin, Liam Gallagher, Mary J. Blige, Jean Paul Gaultier, James Corden e Tony Bennett, che hanno rilasciato delle interviste.

Prodotto da Sony Music Entertainment UK, George Michael: Freedom è stato diretto da Michael con David Austin e prodotto da Lisa Johnson insieme a David Austin, quest'ultimo anche nei panni di produttore esecutivo. La premiere del doc è fissata per sabato 21 ottobre, alle ore 21, su Showtime, il canale parte del network televisivo di proprietà della CBS.

Source: La Repubblica


mercoledì 20 settembre 2017

Liam Gallagher: "Ecco i miei voti ai miei tagli di capelli migliori e peggiori"

"Vi racconto alcune cazzo di figate assolute "

 

Wembley Stadium, 2000

Wembley Stadium, 2000

"Lo amo. Un po' alla Ian Brown. Sì, amico, dovevo fare un concerto dopo aver divorziato (da Patsy Kensit, ndr). Non importa, anche se tu lavorassi da Pret a Manger ci daresti sempre dentro, no? Faresti così: 'Ecco la sua insalata di pollo, coglione!' ..."

The F Word, 2007

The F Word, 2011

"Il barbiere questo l'ha sbagliato. Doveva essere una cosa alla Ramones, ma è uscito troppo alla Dougal di The Magic Roundabout".

NME Awards, 2001

NME Awards, 2001

"Sì, questo è il picco. 10 su 10. Sono figo con questo taglio, amico. Mi piace molto. Fu quando Peter Kay sparlò della mia giacca. Fece: 'Cazzo, si è messo la giacca della mamma'. Almeno io nella giacca di mia madre ci entro, cicciomerda".

Per strada, 1997

In the street, 1997

"Senza dubbio 10 su 10, amico. Quella è roba come si deve, amico. Ero all'apice in quel periodo. L'avevo anche regalato ad un cazzo di fotografo che era lì".

Maine Road, 1996

Maine Road, 1996


"Magico. Andai dietro le quinte, c'era solo un po' di roba calcistica firmata Umbro poggiata lì sulla sedia e pensai: 'Cazzo, prendo un po' di questa roba'. La provai. Cazzo, era in omaggio, no? Così la fregai, cazzo, e la indossai, cazzo. Il nostro ragazzo (Noel, ndr) avrebbe dovuto vestirsi da arbitro, no? E tutti avremmo potuto cantare: 'Chi è quel bastardo vestito di nero?' ".

Q Awards, 2000

Q Awards, 2000

"Mi piace tutta la vita, è 10 su 10, il top. Mi ero tinto le punte, perché era solito farlo Keith Richards anni fa quando era sballato e pensai: 'Fanculo, mi darà un punto a favore' ".

Con i giornalisti, 1996
Talking to journalists, 1996

"Questo mi piace".

Liam, penso che la foto risalga a quando dicesti ai giornalisti che non saresti potuto andare in tour dato che tu e Patsy Kensit avevate dimenticato di comprare una casa.

"Sì. Perché no, amico? Viene prima la famiglia". 

Apertura della mostra d'arte di John Squire, 2007

John Squire art exhibition opening, 2007 

"Questo non mi piace. Non è buffo. Dovevo entrare nella mia fase George Harrison, ma non l'ho fatto bene. Sembro il mio cazzo di cugino Sharron lì. Bene, Shazza. Li avrei dovuti tagliare un altro po', ma non fa niente".

Finsbury Park, 2002
Finsbury Park, 2002


"Mi piace anche questo. Concerto mostruoso, quello. Pericoloso. La prima fila era proprio marcia, cazzo".

Glastonbury Festival, 1994 

Glastonbury Festival, 1994
"Grandioso. È quello! È quello che piace a mio figlio Gene. Mi fa: 'Era qui che avevi il look migliore, amico'. Impagabile".

A cena fuori, 2009
Going out for dinner, 2009

"Questo è il mio cazzo di taglio da ultrà italiano alla 'chi vuole fare a botte?'. Non ne vado matto, ma sì, quelle basette sono da ragazzaccio. La psoriasi mi devastava in quel periodo. Sulla testa avevo tutte queste scagliette bianche. Dopo il nostro primo concerto a Glastonbury un tizio venne da me, io mi ero grattato i cazzo di capelli per tutta la giornata e lui fece: 'Porca troia, amico, non ci credo. Amico, è proprio lui, cazzo, è Liam Gallagher'. Avevo appena fatto il concerto, quindi sudavo e lui mi fece: 'Sì, sì, sì'. Nessuno mi chiese l'autografo o altro e lui fece: 'Steve, Steve, vieni qui, guarda, cazzo. Ha perfino cocaina sui cazzo di capelli, amico'. E prendeva queste merdine dai miei capelli e le metteva sulla sua gomma da masticare e i due erano lì in piedi a infilarsela nel naso. E io facevo: 'È la psoriasi, cazzo'. Ce ne sono di stramboni in giro".

traduz. oasisnotizie
Source: NME

domenica 17 settembre 2017

Liam Gallagher a Rock & Folk: "Disco onesto, io nato per il palco. Non sono come Bono, sono maniaco di Lennon e troppo buono per fare il dittatore"

Liam Gallagher: "Disco onesto, io nato per il palco. Non sono come Bono, sono maniaco di Lennon e troppo buono per fare il dittatore" - Leggi qui, nella nostra traduzione italiana, l'intervista rilasciata in Francia a Rock & Folk per il numero di ottobre. 

Read in French here

Dal nuovo disco al posto che Liam Gallagher ha nel mondo, dal terrorismo che tiene in scacco il mondo, dalla sua visione della musica, dalle differenze tra i giorni con gli Oasis e la nuova avventura a cosa farà se il disco non sfonda, dalla noia che lo attanagliava a casa all'ipotesi reunion con Noel. Un'intervista completa.

Il cantante degli Oasis torna in pista dopo lo scioglimento dei Beady Eye. Tre anni di riflessione, qualche insulto al fratello e il mancuniano è di nuovo sulla scena, come solista. Si racconta a Rock &Folk, non senza un certo spasso. 

Reincontrare Liam Gallagher. Nel 2017, perché ci parli del suo primo album da solista, As You Were. Evidentemente. Ci sono degli appuntamenti che non si rifiutano. Il disco sarà disponibile da ottobre. Il 6. 

Nell’attesa ci è concesso di ascoltare cinque canzoni: For What It's Worth, Wall Of Glass, Bold, All I Need And More e Paper Crown. Del rock 'n' roll malinconico, delle ballate unificanti, piuttosto spoglie, con quella voce che fa tutta la differenza. Può esserci anche un lato più grezzo, praticamente punk, quando le chitarre mordono più che accarezzare. 

Liam fa il Liam, senza gli Oasis, ma con ancora la stessa arroganza salutare, la stessa fede incrollabile. Non lontano dalla stazione ferroviaria Est lo aspetto nel bar di un hotel, quando la canicola divora l’asfalto parigino. Liam ha caldo, ma conserva il proprio parka.
  
“Preferisco sudare, ma rimanere bellissimo”, precisa. Ovviamente. 

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di Jerome Reijasse - traduz. italiana di oasisnotizie
Source: Rock & Folk (France)

Buongiorno Liam. Ho qualcosa da regalarti.

Cosa? Un occhio nero? (ride, ndr).

No, no, è un regalo. Forse te lo regalerò alla fine di questa intervista.

Farò di tutto per meritarlo allora! Cazzo, che caldo! Che cazzo di caldo boia! Ci conosciamo, no? Non abbiamo già parlato?

Un bel po’ di tempo fa. Eravamo giovani e voi allora dominavate il mondo.


Sono tornato. Liam è tornato!

Foto da Rock & Folk, ottobre 2017
Che ci puoi dire del disco da solista? Abbiamo avuto poche informazioni fino ad ora.

Anche io. Non ho avuto alcuna informazione (ride, ndr). Il titolo dell’album è As You Were. Avevo la traduzione in francese, ma l’ho dimenticata. Penso che si potrebbe tradurre con qualcosa come “ritorno in pista” o “ricominciamo da capo”, oppure “la vita continua” … È una frase che si usa molto in Inghilterra. In realtà la usano in pochi nel mondo, ma io la uso sempre. È un buon titolo.

Quante canzoni ci sono su questo album?

Dodici. E ne sono veramente rapito, suona veramente bene. Volevo proprio che le canzoni non perdessero la propria intensità, il proprio lato grezzo, non volevo mixarle troppo. Dipendesse solo da me, non farei proprio il mix. Le lascerei come sono, come suonano quando escono dalla console. I mixaggi di grande portata non fanno per me, quello soffoca tutto. Lascia queste cazzo di canzoni come sono! C’è bisogno che io sia molto attento … ho scritto delle canzoni con Greg Kurstin, un tizio di Los Angeles che suona in un gruppo con Beck e che ha lavorato con Paul McCartney. Ho collaborato anche con Dan Grech, cugino di Nigel Godrich. Abbiamo scritto e registrato le prime tre canzoni in tre giorni in California. Sono rientrato in Inghilterra e ho scritto le altre. Quella prima sessione a Los Angeles mi aveva proprio entusiasmato!

Un po’ di tempo fa avevi pronunciato questa frase formidabile a proposito di un eventuale album come solista: “Un disco solista? Minchia, testa di cazzo, ma ti droghi? Non sono mica uno stronzo”.

Allora devo essere uno stronzo! (ride, ndr). No, ma all’epoca non volevo davvero fare un disco da solista. Per me al mondo ci sono troppi artisti che farebbero meglio a suonare in gruppi. Ci sono troppe grandi band che sono sparite perché una testa di cazzo ha voluto assolutamente tentare la propria fortuna come solista, voleva onorare il proprio ego e nient’altro! Questo genere di atteggiamento ogni volta fa soffrire tutti gli altri membri del gruppo. Onestamente preferirei essere negli Oasis, essere qui per parlarti degli Oasis. I Beady Eye li ho adorati, erano fantastici, davvero. Ma non erano più gli Oasis, eh? Bisogna ammettere le cose. Ciononostante ne andavo molto fiero. E quindi questo disco da solista per me è un po’ come l’ultimo lancio di dadi…

L’ultimo lancio di dadi? Per cosa? Morirai o chiuderai con la musica se questo disco non sfonda?

No, non morirò. Può darsi che magari io viva per sempre … La musica è una parte della mia vita. Non mi sveglio al mattino urlando: “Musica, musica, musica!”. Amo la musica, ma non è un’ossessione. Amo un sacco di altre cose della vita. Se la gente non comprerà il mio disco non mi farò scoppiare il cervello. Farò semplicemente qualcos’altro, lontano dalla musica … Incrocio le dita perché funzioni, ma in caso contrario …

In caso contrario smetterai? È piuttosto definitivo, no?

Penso che dovrei smettere, amico. Questo disco è il migliore che potessi fare. Non scriverò mai un disco reggae o dance, questo è il disco che so fare. Non costringerò la gente ad amarmi se a loro non va, non sono stupido, anche se a volte può darsi che l’abbia pensato (sorride malizioso, ndr). In tutta franchezza se non succede niente con questo disco in fondo non mi farà del male. Allora avrò bisogno di un passo indietro per leccarmi le ferite. E vedremo cosa succederà dopo … Negli ultimi vent’anni mi domandavo incessantemente: “Cosa c’è dopo? Cosa c’è dopo?”. Non riuscivo mai ad apprezzare il presente per il suo giusto valore, dovevo sempre guardare avanti. Sono cambiato. Vedrò come andrà con questo disco e trarrò delle conclusioni.

Su questo disco troviamo musicisti passati per Babyshambles, Kasabian, Beady Eye. Lavorare finalmente con Liam Gallagher non fa loro paura?

Certo che no! Io sono superfigo! Non so perché la gente mi veda come un tizio insopportabile. Sono un tipo simpatico da avere intorno, amico! Lavorare con me è proprio tranquillo, non ci sono problemi! Sono molto meno rompiscatole di molti artisti. Non sono un dittatore, non ordino ai musicisti di fare questo o quello. E poi sono veramente troppo bello per essere un dittatore. Guarda Trump, Hitler, Stalin, che cazzo di stronzi orribili (ride, ndr …).

E allora come descriveresti questo disco?

È un album proprio vero, non solo come raccolta di canzoni. È il più onesto che abbia fatto finora! Mi sono proprio spremuto la testa per le parole e le melodie, è il disco più personale che abbia registrato. Senza un cazzo di dubbio! È un disco con uno spirito vero, un disco sensibile, con vere chitarre, del fottuto rock 'n' roll se hai voglia di chiamarlo così … Non è un disco che si mette in posa, è un disco diretto, viscerale, come i cazzo di Sex Pistols. È veramente bello essere tornati. Non ne potevo più di girarmi i pollici a casa. La noia può uccidere un uomo. E dopo lo scioglimento dei Beady Eye mi annoiavo da morire! Quattro anni a casa a non fare niente, a bere troppo, a parlare troppo nel vuoto. Sì, è sempre meglio che scavare buche tutto il giorno per pagarti l’affitto, ma io ho bisogno di cantare rock 'n' roll, sono arrivato su questo pianeta per questo, ero fatto per quello. Devo essere sulla scena, devo essere per strada. Non sono fatto per restare sul divano.

Le canzoni ricordano a volte delle ballate …

Sono state scritte tutte con la chitarra acustica. L’acustica e la mia voce, ha sempre funzionato. Se avessi usato un trucco da rock da stadio sarei stato fottuto, amico. Amo la chitarra acustica, è come una percussione che serve alla mia voce. E poi, com’è evidente, sono un vero maniaco di John Lennon. Non posso farne a meno. Ma soprattutto non volevo ricordare i vecchi Guns N' Roses.

Milano, 14 settembre. Liam alla Vogue Fashion's Night Out
Quando parli di questo disco si ha l’impressione che tu abbia bisogno anche di ritrovare un certo stato d’animo, qualcosa che potrebbe essere più “fai da te”, più punk …

Sì, amico! Con gli Oasis avevo 25 amplificatori, 400 chitarre, 500 tastiere, c’era una sproporzione. Lì ci sono tre chitarre, due amplificatori, una batteria, ce ne sarebbero potute essere di più, ma non era quello il punto. Bisognava tornare all’essenza delle cose, essere più istintivi ….

Di cosa parlano le nuove canzoni?

Di pace, d’amore, di rabbia, di odio, di invidia, di ammirazione, di tutte le emozioni umane in realtà. Io voglio bene a tutti. Sono un uomo di pace. Sicuramente qui e là prendo delle strade tortuose e le mie le ho comprese, ma nessuno è perfetto e lo accetto. Non sono un poliziotto, un giudice o un dio. È un disco d’amore, ma non solo. Amore, odio e spirito, amico.

Ne hai scritta una su tuo fratello?

In realtà no, ma se porgi bene l’orecchio si sente Noel comparire qui e là … È mio fratello. È così. Almeno quando dobbiamo dirci qualcosa non prendiamo le pinzette, ma andiamo frontalmente. Oggi non si può più dire nulla. Bisogna stare attenti alla minima parola pronunciata, è estenuante. Con Noel abbiamo sempre preferito la franchezza, che fosse nell’intimità o davanti ai microfono, a chi cazzo fregava?

(foto da vogue.it)
Parliamo d'altro: hai visto la guardia repubblicana interpretare Don’t Look Back In Anger prima dell’incontro amichevole Francia-Inghilterra allo Stade de France?

È stato terribile, amico, veramente terribile … Mi dispiace essere sincero, ma non è affatto buono. Aveva le migliori intenzioni, è stato un gesto davvero adorabile, ma il risultato … Non fa per me, amico, no … Ma ne vado ancora fiero quando le canzoni degli Oasis sono riprese per questo genere di celebrazioni. E poi nell’epoca attuale, in cui tutto è fuori controllo, è meglio aggrapparsi ad una canzone che a un discorso politico. Mi sono sentito comunque onorato … Non vorrai mica che ti parli di quello che ha fatto mio fratello, eh? Quel grande imbecille non si è degnato di presentarsi al concerti in onore delle vittime di Manchester … Che vuoi che ti dica? Non doveva che prendere un aereo, quel coglione … Io non ci sono andato per farmi della pubblicità, per mostrami insieme ai Coldplay. Io dovevo esserci, punto. E ne andavo fiero, era la mia cazzo di città, la mia cazzo di gente! Se non mi avessero voluto ci sarei andato lo stesso. Appartengo a quella categoria che pensa che la musica possa veramente cambiare il mondo. Se una canzone può cambiare la vita della gente allora può influenzare il mondo. È dimostrato! I politici non ascoltano musica, o della techno merdosa o dell’heavy metal. Nessuno di loro sembra sensibile alla melodia. Se Kim Jong-un dichiarasse di amare gli Oasis mi dispiacerebbe tantissimo …

Questi attentati, questa crisi totale che attraversa il mondo come influenza il tuo modo di comporre?

Ascolta, quegli stronzi non riusciranno mai a sottomettermi. Potranno anche moltiplicare le schifezze, ma io mi sveglierò al mattino per fare la mia cosa. Magari farò ancora di più. Credo di essere tornato al momento giusto. Non vengo per salvare le persone, ma per gettare un sasso nello stagno. Quando fuori c’è la merda non vorrai mica che Liam Gallagher resti lì a girarsi i pollici. Vuoi che si metta in prima linea! Bataclan, Manchester, è la stessa cosa! Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, amico! Quando è successo ero devastato e molto arrabbiato! Stronzi di merda! Hanno ucciso dei ragazzi, questi stronzi! Che tu sia dell’Isis o di non mi importa quale gruppo terroristico, sei solo uno stronzo e ti senti come una merda. Non ci sono parole per descrivere questo orrore. E non dimentico che tutta questa merda viene anche dai nostri politici. Senza la loro avidità, il loro cinismo non moriremmo per le nostre strade. Ma per rispondere alla tua domanda, non sono Bono. Non aspetto il minimo attacco per gettarmi sulla chitarra e scrivere una canzone universale, no …

Veniamo a qualcosa di meno atroce. Hai rischiato di morire a causa di una M&M blu, è vero?

È vero, sì. Immagina la scena: ero in una stanza d’albergo, mangio questa caramella sul divano e mi viene un’allergia che quasi mi ammazza (ride, ndr). Alla Elvis! Patetico. Ci sarebbe stato un bell’epitaffio del cazzo: “Qui giace Liam Gallagher, soffocato da una M&M blu. La vergogna”.

Prima del tuo disco da solista abbiamo potuto vedere Supersonic, il documentario sugli Oasis. Straordinario.

Grazie, ma io quel documentario non l’avrei fatto finire lì. Avrei raccontato tutto, proprio tutto. Anche le cose più oscure, le meno confessabili. Bisognava raccontare tutta la storia, approfittandone per chiudere il cerchio. Ma è un buon documentario. Mia madre lì è proprio fantastica. Lei è migliore di me (ride, ndr). La amo.

Quando si guarda Supersonic non si può fare a meno di vedere te e Noel come degli stronzi fighi.


Lo accetto! Mi piace un sacco! Sono un bastardo figo. È esattamente così!

Questo disco da solista è per te anche un modo di dimostrare ai tizi degli Oasis che ci sai ancora fare?


No, non ho bisogno di scrivere delle canzoni per dimostrare che ci so ancora fare. Ci so fare, cazzo, quando voglio, dove voglio. Con chi voglio. Ma non mi considero uno dei più grandi cantautori della terra. Mi vedo più come un cantante rock 'n' roll. Non mi ha mai dato fastidio cantare le canzoni di altri. Nella veste di autore sono piuttosto limitato. Anche se quando scrivo lo trovo figo. Ma Elvis non aveva bisogno di scrivere tonnellate di canzoni per essere adorato. E quello che andava bene a Elvis a me va benissimo (ride, ndr). Sono semplicemente rapito dall’idea di essere tornato. Di essere là, a Parigi, a parlare con te della mia musica. Gli Oasis? Staremo a vedere. Chi può saperlo? Io respiro ancora, Noel respira ancora. Non si sa mai …
Milano, 14 settembre. @milemirko | Instagram

L’intervista è terminata.


Non hai un regalo per me?

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Liam è impaziente. Gli porgo una vecchia fascia del PSG da collezione, una sciarpa risalente all’epoca precedente all’avvento dei qatarioti. Sembra colpito, lui che è tifoso del Man City.

“Oh, amico, davvero è per me? Me la regali? Ti prometto una cosa: se mi esibisco a Marsiglia mi presento sul palco con …”.

Liam Gallagher non ha davvero paura di nulla. E probabilmente è anche per questo che non si può fare a meno di amarlo dopo tanti anni.

di Jerome Reijasse - traduz. italiana di oasisnotizie
Source: Rock &Folk (France)

Liam Gallagher: "Rimpianti? Musicali nessuno. I dischi di Noel? Per sentirli serve troppo caffè"

La vera linguaccia del rock è la sua. Liam Gallagher ha presentato ieri a Milano il suo album As You Were, primo come solista dopo Oasis e Beady Eye. «Non cambia nulla. Ho ancora una band e faccio lo stesso tipo di musica di prima». La voglia di band non è però voglia di Oasis, l’icona del britpop messa in piedi col fratello Noel. «Non ci servono soldi. E non ho rimpianti musicali. Al limite ne ho qualcuno per la troppa cocaina e il troppo bere... È stato Noel a rompere il gruppo per il suo ego smisurato e ora vuole incolpare me. Anche mamma ha smesso di provare a rimetterci assieme. È una tosta. Ha 73 anni come Keith Richards che in confronto è una signorina. Lui non ha mai lavorato; lei da sola ci ha tirati su in tre». L’album del fratello? «Ci vogliono troppi caffè. Non ascoltatelo mentre guidate». 

Andrea Laffranchi
Corriere della Sera, 15 settembre 2017

(qui accanto l'estratto dall'edizione cartacea)




venerdì 15 settembre 2017

Il ritorno di Liam Gallagher: "Sono me stesso. I dischi di Noel fanno dormire. Li sconsiglio se siete alla guida"

Eccessi, risse e tanta musica. Liam la rockstar dura e pura

L'ex Oasis debutta come solista: "I dischi di mio fratello Noel fanno dormire. La fine della band è colpa sua"


di Paolo Giordano

READ IN ENGLISH HERE

Ma che bello, esistono ancora le rockstar, quelle creature in via di estinzione che fanno spettacolo anche con le parole. Ieri sera Liam Gallagher, sapete quel tale che con gli Oasis ha cambiato la storia della musica, ha cantato quattro brani in Piazza Duomo a Milano durante la Vogue Fashion Night's Out ma prima le ha cantate a tutti.

Alla sua maniera. «Io sono ispirato dai Beatles e dai Rolling Stones, non farei mai un disco alla Duran Duran», dice per precisare subito i confini della propria musica tanto più che il 6 ottobre esce il suo primo disco da solista, niente Oasis e niente Beady Eye che è stata la band con la quale ha elaborato il «lutto» della separazione dal fratello Noel. «Sulla copertina c'è solo il mio volto, si intitola As You Were, mi ha ispirato il brano You Are Here dal disco Mind Games di John Lennon, ed è come dire di essere rimasti fedeli a se stessi». Quando parla, Liam Gallagher ha il profilo duro del lavoratore di Manchester, dove è nato 45 anni fa. Nessuna concessione a gestualità hollywoodiane né a sorrisi da selfie seriali.

«Sto bene, non sono un alieno e a gennaio o febbraio inizierò un altro tour», spiega avvolto nell'immancabile parka. «Rimpianti? Musicali no senz'altro, ma in passato ho esagerato troppo con l'alcol e la cocaina», dice senza cambiare neppur espressione. Nel 2010 il magazine Q l'ha eletto miglior frontman di tutti i tempi non solo perché canta a mani unite dietro la schiena e ha una voce che rappresenta lo spirito rock meglio di tantissimi altri. Ma perché, proprio come è accaduto a tutte le vere rockstar del passato, lui è quello che vedi. Ruvido. Persino spinoso. «Inizio a comporre alle 5 del mattino, mi metto lì con la chitarra, rimugino, rifletto. Poi magari alle 5 e 10 mi alzo e me ne vado tanto c'è sempre tempo di finirla perché una canzone scade soltanto quando muori». Da quasi un quarto di secolo con suo fratello Noel è protagonista di un siparietto continuo a base di insulti, liti, risse, sberleffi che ormai sono da antologia. E anche stavolta non le manda a dire: «Noel ha spaccato gli Oasis perché non gliene fregava più nulla e voleva fare la sua dannata carriera solista mentre io li amavo ancora». Molti lo ricorderanno: ennesimo litigio sul palco (stavolta a Parigi) e addio definitivo. Almeno per un po'. Ognuno per la propria strada, salvo incrociarsi a suon di insulti. «Tra noi certo che c'è ancora competizione. La sua musica? Mi fa dormire, la sconsiglio a chi sta guidando perché rischia di addormentarsi».

Nell'epoca del politically correct a tutti i costi, nessuno ha più il coraggio di dire in pubblico ciò che in realtà pensa in privato. Liam Gallagher invece sì. «Mia mamma ha provato per un po' a ricomporre i nostri litigi poi si è stancata e si è messa a bere whisky», dice senza far capire se è l'ennesima battuta oppure una sconsolante realtà. A proposito, come sta sua madre? «Bene, è stata una mamma molto rigorosa che mi mandava anche a messa durante i miei anni scolastici. E io, nel privato della nostra casa, ero in fondo un bravo ragazzo». Ora ha 73 anni, è più o meno coetanea di Keith Richards dei Rolling Stones: «Sì ma lei sta molto meglio di lui. Oltretutto lui non ha mai lavorato mentre lei aveva tre lavori sul groppone. Una bella donna, e infatti le assomiglio. Invece Noel assomiglia a nostro padre, che non poi così bello».

E non è importante quanto davvero lui creda in ciò che dice perché forse è soltanto un inevitabile siparietto. Ma, nello stagno conformista nel quale galleggiano tanti altri musicisti famosi, le sue parole sembrano persino vere. «Non cerco il successo per forza, non sono Gesù Cristo. Pubblico un disco e spero che la gente lo compri, di più cosa posso fare?».

Intanto negli ultimi venti anni i germogli degli Oasis hanno fatto fiorire un bel po' di bella musica o, perlomeno, hanno conservato la memoria di quella degli anni Sessanta e Settanta, quando chi suonava combaciava con le canzoni che suonava. Le viveva, le soffriva, talvolta ne godeva. «Se fossi nato a Milano forse non avrei fatto una band ma se l'avessi fatta, avrei probabilmente scritto canzoni allegre e spensierate come Happy di Pharrell Williams. Invece vengo da Manchester dove al limite puoi dire cazzo piove di nuovo e, oltre alla musica, ti viene spontaneo di appassionarti solo al calcio». Invece ha creato gli Oasis ed è rimasto una delle ultime rockstar che non si toglie un abito quando scende dal palco ma lo tiene ovunque. Semplicemente perché è l'unico che riesca a indossare alla perfezione.

Source: Il Giornale

L'articolo è presente anche sulla versione cartacea del Giornale di oggi.

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