mercoledì 26 novembre 2014

Liam Gallagher non presenzia all'udienza sulla paternità della figlia segreta e va al pub

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L'ex frontman degli Oasis Liam Gallagher non ha risposto ad una convocazione del tribunale di New York, dove doveva deporre nella causa per il riconoscimento e il mantenimento della figlia Gemma di un anno, avuta dalla giornalista statunitense Liza Ghorbani. Lo scandalo era scoppiato nel luglio 2013 e aveva portato al divorzio (ora in fase di definizione) tra Liam e la seconda moglie Nicole Appleton, la cantante, ex All Saints.

Venerdì 21 novembre Liam avrebbe dovuto rispondere a delle domande sul suo stato finanziario rivolte dall'avvocato della Ghorbani Ira Garr, ma non si è recato nella Grande Mela, ufficialmente per motivi di salute. L'indomani, però, il 42enne è stato avvistato e fotografato mentre in compagnia di amici guardava una partita di calcio in un pub di Londra (foto qui a lato) e il 23 novembre è stato immortalato a spasso per Londra con un vistoso cappello dopo aver fatto compere.

Ora Gallagher dovrà recarsi a New York lunedì 1° dicembre. "L'avvocato di Gallagher, Raoul Felder, ha compilato un modulo di emergenza e ha comunicato che il suo assistito non si sarebbe presentato all'udienza", ha spiegato l'avvocato della Ghorbani. "A quanto pare non aveva una grande voglia di deporre. Ha fatto sapere che dopo lo scioglimento degli Oasis i suoi guadagni sono in picchiata e per questo si scrive che stia vendendo le sue abitazioni di Londra e di Central Park South a Manhattan".

Dal canto suo Felder ha fatto sapere: "Saremo presenti all'udienza di lunedì 1° dicembre. Abbiamo scambiato informazioni sullo stato finanziario con i rappresentanti legali della Ghorbani. I ragionieri contabili le hanno esaminate ed è tutto perfettamente appropriato".  

Fonte: pagesix.com

martedì 25 novembre 2014

Noel Gallagher sul sedere di Kim Kardashian, Dave Grohl e futuro e svela: "Il terzo album è in lavorazione"

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Noel Gallagher ha parlato ai microfoni di Jim Gellatly su Xfm Scotland e di Xfm Radio e di altre radio in questi giorni. Ecco i principali argomenti toccati.

Su com'è il nuovo album
"Ci sono cose che non assoceresti a me e altre che assoceresti a me, ma è dannatamente incredibile. C'è un assolo di sassofono? Sì, e uno di clarinetto basso".
 
"Quanto ai nuovi pezzi, sapete già che c'è un pezzo - Lock All The Doors - che scrissi ancor prima che gli Oasis ottenessero un contratto discografico. Era piuttosto bello, ma fu escluso sia da Definitely Maybe che da Morning Glory (credo a vantaggio di Champagne Supernova). Poi i Chemical Brothers mi chiesero di scrivere una canzone con loro. Io mandai loro questa base e successe che il verso di questa base calzò a pennello per quella che sarebbe diventata Setting Sun. Quindi diedi loro la parte di quel verso, ma il ritornello di Lock All The Doors era così bello che non gettai mai via la canzone. Per vent'anni questo pezzo mi ha illuso, poi una domenica, dopo la partita, tornavo a casa dai magazzini Tesco e nei pressi della bancarella degli stivali mi è scoccata una scintilla e l'ho completata. La cosa grandiosa della composizione delle canzoni è questa: magari sei giorni su sette te ne stai seduto lì con la chitarra e non ti viene niente, poi vai da Tesco e ti viene. A casa mia ho la stanza della musica. C'è un divano e una chitarra. Se invento qualcosa e poi l'indomani mi sveglio e me la ricordo allora so che è bella e ci lavoro su".

"Un altro pezzo, The Ballad Of The Mighty I, vede la collaborazione di Johnny Marr. Doveva suonare AKA ... What A Life! per il mio primo disco, ma non ha potuto farlo perché doveva fare un po' di cose. Per quel brano volevo fargli fare quella parte dell'assolo che poi ho fatto io, dove c'è quella chitarra stile funky dove io ho suonato cercando di suonare come lui".

"Stavolta aveva due giorni liberi dopo aver finito di produrre il suo nuovo album. È venuto a Londra, in studio, ha suonato per me senza volere che io gli mandassi nulla prima di incontrarci ed è venuta fuori una cosa incredibile".

"Johnny è davvero unico, nessuno suona la chitarra come lui e dai tempi degli Smiths ha influenzato praticamente tutti quelli della musica indie. E fa sembrare le cose facili, ma non lo sono. È stato incredibile vederlo suonare così di fronte su una canzone che prima di allora non aveva mai sentito. È tipo Benjamin Button, non mi capacito che sia diciotto mesi più grande di me, gli ho chiesto di mostrarmi il passaporto (in realtà è quattro anni più grande, ndr)".
 
Sulle differenze tra il nuovo album e il primo album solista
"In questo nuovo album ci sono molti più assoli di chitarra, nove. Nel precedente album ce n'era uno solo o due, diciamo uno. E poi ho chiesto al mio ingegnere del suono, che lavora per me da vent'anni, di inserire un assolo di sassofono alla Pink Floyd".

Su come vede i giudizi della critica "Se l'album sarà stroncato dalla critica per me sarà un fatto irrilevante, così come non significherà nulla neanche se la critica lo glorificherà, perché so quanto è bello o brutto. So che ci sono alcuni dei migliori pezzi che io abbia mai scritto e pezzi del disco che suonano bene e funzionano solo nel contesto del disco. So quali sono i suoi punti di forza e di debolezza e nessuno potrà dirmi in merito qualcosa che io non sappia già. Dalle recensioni non può venire niente di buono, perché non cambierà la mia opinione di una virgola. Se leggo le recensioni? Non è che sono un fascista su questo, non mi impongo di non leggere le recensioni. Il mio manager ogni tanto mi segnala qualche bella recensione. Con l'avvento di Internet tutti sono critici musicali".

Sulla scelta dei suoi nuovi singoli
"I singoli che avrei scelto io sarebbero stati troppo lunghi e avrebbero richiesto bruschi tagli per renderli adatti alle radio, quindi un piccolo team di miei manager si è riunito e ha deciso".

Sulle b-side
"Quanto alle b-side, non mi siedo con l'idea di scrivere b-side. Dio mio, se l'avessi fatto allora il terzo e il quarto album degli Oasis sarebbero stati migliori. Scrivo canzoni e basta. Il motivo per cui alcune canzoni finiscono per essere lati b è, nella maggior parte dei casi, che non hanno testi grandiosi o non sono canzoni grandiose o hanno qualcosa che le separa dal resto dell'album. In ogni caso mi piace avere quelle cosine che quando le fai al concerto le conosce solo una parte della gente. La gente che ti vuole più bene le conoscerà ed è una cosa che si instaura tra te e loro".

Sulla decisione di autoprodurre l'album e sulla scrittura delle canzoni
"Produrre l'album da me non è stata una scelta prestabilita o dettata dall'ambizione, ma mi è piaciuto godermi la responsabilità di sovrintendere le sessioni, anche se quella parte è stata dura. L'album era già mezzo finito quando ho deciso che l'avrei prodotto io. Se mi sono messo alla prova? Non mi piace sfidare me stesso nella vita, che si tratti di fare concerti, registrare o scrivere canzoni. Faccio semplicemente quello che mi viene naturale".

"Ho sempre delle canzoni già scritte prima ancora di entrare in studio, ho quelle 20-30 canzoni da cui scegliere. Continuo a registrarle finché non sento di avere un album. Non lavoro su dei concept grandiosi, né penso che farò un album in questo o quell'altro modo. Faccio ciò che mi viene naturale. Non direi che autoprodurre l'album è stata una sofferenza, dato che del risultato sono proprio felice. L'ultimo album era prodotto molto bene e con molta esperienza, mentre questo è molto più grezzo e più affascinante".

"La produzione di un album non mi ha mai interessato perché sono solito comporre tutto, canzoni, melodia, giro di basso. Una volta che hai fatto tutto quello, in realtà la produzione poi è una fesseria, no? Per me è praticamente irrilevante. Se una canzone suona bene quando la faccio con la chitarra acustica la tengo ed è quello che conta per me, altrimenti la cestino".

"La differenza principale tra quando ti fai produrre un album e quanto lo produci da te è questa: se hai il produttore arrivi ad un certo punto in cui hai messo dentro voce, chitarra e tutto. A quel punto ti siedi con il produttore che ti rileva alti, bassi, frequenze, cigolii ... mentre quando ci sono solo io penso semplicemente: 'Sono un fottuto genio!'. Poi mi giro e gli dico: 'Non cambio niente. Maniaco del cazzo, ma di che stai parlando?' ...".

Su com'è fare un album a Londra
"Se ho imparato una cosa è che non farò un altro disco a Londra. Ci sono troppe tentazioni. La scorsa volta l'album lo feci a Los Angeles. Sono stato lì quattro mesi. Avevo adottato lo stile di vita di Los Angeles, salutare e pulito, e mi sentivo forte, mentre questo nuovo disco l'ho fatto uscendo tre volte alla settimana, bimbi, vacaze scolastiche e cose così ... non mi ci sono messo con continuità. E alla fine ero piuttosto esausto, pensavo mi venisse un colpo al cuore, mi stavano cadendo i denti ... La prossima volta mi prenderò tre o quattro mesi e ci lavorerò ogni giorno, e non farò il disco inframmezzandolo al mio stile di vita edonistico".

Sugli High Flying Birds e i progetti futuri
"Il progetto High Flying Birds un progetto temporaneo? No, l'ho visto dall'inizio come una cosa a lungo termine. In verità non credo che questo album riuscirà a replicare il successo del primo, quello è stato solo un momento magico. Tutti i singoli erano fantastici, quindi non penso di competere con il successo dell'ultimo album, ma non penso ad altro se non a godermi immensamente questa fase creativa in cui mi trovo ora e a farla durare il più possibile. Infatti sono già a metà del lavoro per il prossimo album".

Sulla noiosa attesa per l'uscita del nuovo album
"L'album l'ho terminato il 14 luglio, il giorno dopo la finale dei Mondiali. Il 15 luglio sono tornato a casa da New York dopo aver finito il mastering e tutto, con l'album in tasca. Mi sono stupito di averlo finito così presto. È ridicolo e frustrante pensare che quando uscirà, a marzo 2015, saranno passati nove mesi. È una cosa che non mi piace, ma io possiedo la mia casa discografica, che condivide gli uffici con la Big Brother Recordings, che si occupa delle faccende degli Oasis. E queste due ristampe degli Oasis erano in corso nello stesso momento, così mi sono dovuto prendere una pausa per aspettare che queste ristampe facessero il loro corso, per poi dedicarmi alle mie cose l'anno prossimo. Con le etichette discografiche indie è così: la cosa degli Oasis veniva prima e così è stato. Inoltre sono un artista indipendente e ci vuole tempo per girare per il mondo per stipulare i contratti discografici con i vari paesi. Comunque non so perché l'album uscirà prima di marzo. Non chiedetelo a me, non mi occupo del lato business".

Sulla Scozia e sulla scelta della moglie
"Ricordo con particolare piacere l'esibizione degli Oasis ad Irvine Beach". Fu il concerto che fece iniziare alla grande la follia per noi, fu allora che smettemmo di suonare nei teatri e nei club e iniziammo a suonare nelle arene e nei tendoni. C'era una grande lineup quel giorno, con noi, gli Ocean Colour Scene, i Cast, un'altra band di nome Smaller che non fece strada, i Verve ... Ho un grande amore per la Scozia e gli scozzesi. Ho scelto mia moglie perché è scozzese", ha rivelato Noel. "Non che ci fosse un Wife X Factor delle mie aspiranti mogli quando l'ho incontrata, ma il fatto che fosse scozzese è stato d'aiuto". 

Sulla confusione che i giornalisti fanno tra Liam e Noel
"Nel 2012, Jim, mi intervistasti e mi scambiasti per Liam chiedendomi se era stato bello suonare a Heaton Park con gli Stone Roses. Be', due delle canzoni che hanno suonato i Beady Eye le ho scritte io, quindi capisco da dove derivi la confusione".

Su Glastonbury 2015
"Se me lo chiedessero ci parteciperei. In quel finesettimana sono disponibile, ma vi parteciperei di venerdì o sabato, non di domenica. La domenica non fa per me, è una merda di domenica".

Intanto i fratelli Gallagher incassano la stima di Dave Grohl dei Foo Fighters. "Gli Oasis li adoro, ho suonato con loro e mi mancano. Li ho sempre considerati la più grande rock band che abbia mai visto nella mia vita", ha spiegato il 45enne."Sono lì fuori da qualche parte e non vogliono riunirsi e tornare a fare quel che tutti apprezzerebbero molto. Fatelo, cazzo! Sono divertenti, vivono di questa pazza reputazione, ma poi li incontri al bar e sono ragazzi normalissimi, che ti mostrano con orgoglio le foto dei figli". 

Chissà che Dave e Noel non si ritrovino insieme sul palco del festival. "Potremmo suonare insieme, Noel Gallagher & The Foo Fighters. Io canto e Dave suona la batteria. Comunque Dave è un grande, è uno degli uomini del rock più simpatici che ci siano", ha detto Noel. "Ho bellissimi ricordi delle uscite con lui e con Taylor Hawkins, quando ancora era folle e non beveva sempre acqua come adesso. Sono ragazzi straordinari".

Noel, dove hai dato il primo bacio?
"A Errwood Road Park a Burnage, un luogo significativo per la mia infanzia. Ci giocavo a calcio, là prendevo i funghetti magici, baciavo ragazze con i baffi, che tra l'altro è l'argomento della canzone AKA ... What A Life!". 

La prima zuffa? 
"Sarà stato a scuola. Ero sfacciato e di sicuro le ho buscate. Liam? Era uno che causava problemi, non ricordo di averlo visto sferrare pugni per primo". 

Se potessi scegliere una sola canzone da far sentire a tutti prima che finisse il mondo quale sarebbe?
"The End dei Doors, la versione lunga da 11 minuti e mezzo".

Su Kim Kardashian e la sua copertina con il sedere in vista per la rivista Paper, Noel ha detto: "Pare che sia un sedere vero, ma non dicevano che si era fatta un impianto di protesi nel culo? Me l'aveva detto mia moglie, che pensava fosse andata così. Ma quale folle si guarda allo specchio e fa: 'Sai che ti dico, amico? Ascolta, aggiungi un altro po' di roba qua!' ... A parte Kanye West, che è matto".

Quanto agli anniversari e al gran parlare che si fa circa il ventennale di Morning Glory con l'inevitabile discorso sulla reunion degli Oasis, Noel la butta sul ridere: "Potrei appendere un calendario al muro e, bendato, scegliere un giorno. Stai certo che ci sarà un anniversario ... 28 febbraio ... anniversario del primo arresto di Liam", ha scherzato.

Poi Noel ha confermato che oltre a Donovan, 7 anni, anche Sonny, 4 anni, il suo figlio minore, è preso dagli U2. "Ve lo giuro, era seduto al tavolo e scarabocchiava qualcosa mentre canticchiava Sunday, Bloody Sunday". Text by oasisnotizie

lunedì 24 novembre 2014

Noel Gallagher spiega: "Ecco perché la musica è nel periodo peggiore di sempre. E odio Ballando con le stelle"

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L'avvento di Internet, si sa, ha completamente rivoluzionato il mondo della musica, demolendo di fatto quanto era in piedi sino alla metà degli anni Novanta. La tecnologizzazione diffusa non è, però, che la punta dell'iceberg di un cambiamento più profondo, in cui sono coinvolte le scelte radiofoniche e la progressiva tendenza a non guardare più alle chart come "campo di battaglia" per proporre la propria musica. 

L'ex Oasis Noel Gallagher ne ha parlato con Jim Gellatly su Xfm  Radio Scotland (AUDIO ALLA FINE DEL POST). Abbiamo estrapolato da questa chiacchierata alcune dichiarazioni interessanti del musicista.

All'inizio Noel si è soffermato sullo stato attuale della musica. "Se chiedi a mia figlia di 14 anni per lei questo è il periodo migliore di sempre", ha esordito. "Se lo chiedi a me, 47enne padre di tre figli, è odioso. Non solo perché la musica che piace a me nella radio è relegata ai margini, ma anche perché nei festival la guitar music è confinata nei palchi secondari e nei tendoni". 

"Tutti i grandi festival sono orientati verso il pop", ha proseguito Noel, "quindi per me adesso la musica è nel periodo peggiore di sempre, ma chi sono io per giudicare? Nei miei giorni migliori, quando ero trai 20 e i 30 anni, era fantastico e tendi a rievocare quei tempi. Dipende, però, da chi è la persona a cui chiedi. Non  è giusto chiederlo a persone della mia età, bisogna chiederlo ad un 16enne. Di sicuro la musica che piace a me non è più la più prevalente nelle chart, com'era prima, e questa è la cosa che mi secca più di ogni altra".

"Il mio vecchio campo di battaglia erano le chart", ha continuato. "Ogni settimana, quando eravamo nella top 10 con noi c'erano Manic Street Preachers, Pulp, Verve, Blur, Elastica, Ocean Colour Scene e per me era meglio, capisci? E ora nella top 10 ogni settimana trovi featuring qualcun altro featuring qualcun altro con la canzone prodotta da qualcun altro che suona come le altre nove della top 10. Quindi non fa per me, ma mia figlia ama questo".

Come ascolta la musica oggi Noel Gallagher? "Ascolto roba grandiosa su iTunes, il più grande negozio di dischi del mondo. Non leggo la stampa musicale tanto quanto ero solito fare, quindi non sono al corrente ... Gente che conosco e che fa parte di band parla e parla, ma è facile poi andare a verificare su iTunes. Compro, però, molta nuova musica, sì".

Poi Noel ha lanciato strali anche al mondo della televisione, criticando programmi come Ballando con le stelle e Bake Off - Dolci in forno.
 
"Odio Strictly Come Dancing (in Italia noto come Ballando con le stelle, ndr)", ha detto l'ex Oasis. "Credo che sia una macchia per la società britannica. Se dipendesse da me, ne sospenderei le trasmissioni stasera. È un'insulsaggine. Sai cos'è che odio più di ogni altra cosa senza neanche mai averlo visto? The Great British Bake Off (la versione italiana si chiama Bake Off Italia - Dolci in forno, ndr)". A questo proposito Noel ha raccontato un aneddoto curioso.

"Io e mia moglie, Sara da Edimburgo, siamo tornati a casa un giovedì mattina dopo essere stati fuori tutta la notte. Abbiamo cercato di tornare a casa prima che i bambini andassero a scuola. Eravamo in un minitaxi, erano le 6 meno 10 e c'era il giornale radio. Fa: 'Vi diamo una notizia sensazionale'. E dicevano che il conduttore aveva gettato il soufflé di un concorrente nella pattumiera. E io guardavo Sara e facevo: 'Ecco di cosa il giornale radio delle 9 non parlava negli anni '80. Qeusta roba è notizia nazionale, cazzo?' ...".

"Poi l'indomani ci alziamo e scopriamo che in prima pagina sui giornali c'era la notizia di un tizio che lanciava un cazzo di impasto di qualcun altro nella pattumiera. In che paese viviamo? È incredibile. Sai quando vai a prendere i figli a scuola e vedi tutte le madri snob che si domandano l'un l'altra: 'Hai visto Bake Off?'. Fanculo ...  ma seriamente ... il Grande Fanculo Britannico, di quello avreste bisogno!".

Noel ha detto la sua anche sul Band Aid 30, supergruppo messo in piedi per raccogliere fondi contro l'ebola 30 anni dopo il Band Aid, la superband creata per scopi benefici nel 1984 da Bob Geldof e Midge Ure per finanziare la lotta contro la fame in Etiopia. "Io proporrei a questi artisti che si sono riuniti di fare una nuova canzone", ha commentato Gallagher. "Lì ci sono Chris Martin, Bono, Rita Ora, tutta gente fantastica. C'è abbastanza talento perché lo facciano. Di sicuro Do They Know It's Christmas? è stata cantata e ricantata fino alla morte. Credo che la gente rispetterebbe di più l'iniziativa se fosse una nuova canzone, ma stanno provando a salvare la vita alle persone, quindi che cosa si può dire? Non si può discutere su questo". oasisnotizie 

ASCOLTA QUI L'INTERVISTA COMPLETA DI JIM GELLATLY A NOEL GALLAGHER



domenica 23 novembre 2014

Video sottotitolato: Noel Gallagher da Jonathan Ross su reunion degli Oasis e droghe

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Come anticipato, ieri sera ITV ha mandato in onda la puntata del Jonathan Ross Show con Noel Gallagher, registrata qualche giorno fa. L'ex Oasis, affiancato sul divano da Jack Whitehall - comico, attore e presentatore televisivo - è tornato nel salotto di Ross dopo tre anni (in QUESTO VIDEO la precedente apparizione) e ha parlato di Oasis, di come ha smesso con le droghe, dell'educazione dei figli, del titolo del suo album (che ribadisce di odiare) e della metropolitana di Londra. Non sono mancati i momenti divertenti. Ecco l'intervista che abbiamo sottotitolato in italiano. 


venerdì 21 novembre 2014

Noel Gallagher: "Non vedo il fascino di una reunion degli Oasis, ma mai dire mai"

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Questa settimana Noel Gallagher è ospite del Jonathan Ross Show. La puntata andrà in onda domani sabato 22 novembre, ma trapelano già alcune dichiarazioni del cantante, che ha registrato l'episodio.

L'ultima volta che l'ex Oasis era stato ospite dello show (il 22 ottobre 2011 - video qui in basso) Ross chiese a Noel se gli Oasis sarebbero tornati insieme. Il chitarrista rispose che sarebbe tornato negli Oasis il giorno in cui Ross sarebbe tornato a lavorare per la BBC. "Tre mesi fa sono tornato a fare un po' di lavori per BBC Radio 2. Mi hanno chiesto di farne degli altri, quindi ... sei un uomo di parola?", ha incalzato Ross.

"Significa che devo riformare una band?", ha risposto Noel. "Non vedo quale sia il fascino di riformare gli Oasis. Non lo vedo. Se chiudo gli occhi non la vedo come una cosa che accadrà. Non che voglia dire che non succederà mai, ma ho molte cose in corso al momento".

Ai microfoni di Xfm stamane Noel è tornato a parlare della discesa in politica del conduttore Russel Brand, da lui già stroncata in questo video. "È un caro amico e gli voglio bene come ad un fidanzato. Le sue idee rivoluzionarie forse avranno vita più breve della sua carriera da attore. La passione c'è, ma esita un po', sai ... È facile a parole, ma quando devi affidarti ad altre persone per realizzare tutta quella roba è un altro paio di maniche".


giovedì 20 novembre 2014

Andy Bell: "Liam Gallagher ha sciolto i Beady Eye perché non ci metteva più il cuore"

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Fresco di annuncio ufficiale della reunion dei Ride, la band pioniera dello shoegaze ricostituitasi ufficialmente dopo 18 anni (tranne una breve parentesi nel 2001, quando si riformò per un documentario), Andy Bell ha spiegato al numero del 22 novembre della rivista NME i motivi dello scioglimento dei Beady Eye, la band nata dopo lo scioglimento degli Oasis nel 2009.

Il 24 ottobre Liam Gallagher aveva annunciato su Twitter la fine della storia del gruppo sorto dopo l'abbandono di Noel Gallagher. Oggi Andy spiega quella decisione: "Liam non si faceva sentire da un po', poi ci ha fatto sapere che il suo cuore non era più nei Beady Eye. Ci siamo lasciati bene e siamo ancora tutti amici. Ci siamo augurati le migliori fortune e va tutto bene. Se è stata una sospresa? Sì e no. La cosa si era affievolita da un po', in realtà. Aveva fatto il suo corso. Non so quali progetti abbia in mente Liam per il futuro".

"Non so se lo scioglimento dei Beady Eye apra la strada alla reunion degli Oasis", ha aggiunto Andy, "ma se accadesse sarebbe fantastico, sia che io ne sia coinvolto sia che non lo sia".

I Ride di Andy Bell hanno già annunciato un tour mondiale, con date a Glasgow (22 maggio), Manchester (23), Londra (24), Amsterdam (26), Parigi (27), Barcellona (29), Toronto (2 giugno) e New York (4). Chiusura di nuovo a Londra, al Field Day, il 7 giugno 2015.


martedì 18 novembre 2014

Se gli Oasis ti segnano la vita - di Davide Piermattei

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Riceviamo e pubblichiamo

Io ero un neonato quando, nel 1992, nelle strade di Manchester si aggiravano 5 tipi con un'idea in testa. Ma andiamo avanti di 7 anni, in una normalissima Fiat Uno Bianca con un mangianastri (era full optional!). Mio padre scende dalla macchina per andare a fare delle compere e rimango da solo con la musica. È incredibile come delle melodie ti segnano la vita, io quel momento me lo ricordo ancora: ero dietro in macchina e c'era una cassetta degli Oasis (che in seguito scoprii essere l'album Be Here Now). 

Non so se sia stato quell'episodio o il fatto di aver promesso a me stesso che avrei ascoltato tutto tranne Laura Pausini, Gigi D'Alessio o Eros Ramazzotti (visto che in casa mia non si sentiva altro) che mi spinse ad interessarmi agli Oasis. Sia chiaro, a 7 anni non potevo certo capire bene chi erano, come suonavano o altri particolari, fatto sta che in un modo o nell'altro hanno accompagnato la mia vita, come una colonna sonora di un film di cui io sono il protagonista (a volte). 

Gli anni passano e inizio a comprarmi tutti i loro CD, imparare a memoria tutti i testi, ascoltare le canzoni inedite e all'età di 18 anni, un po' troppo tardi, inizio a suonare la chitarra. Iniziai subito con Songbird, per poi passare a Live Forever, Don't Look Back in Anger, Supersonic ... beh tutte! Non facevo altro che sponsorizzarli a destra e a manca perché diciamocelo: in Italia meriterebbero molta più attenzione! Allora i miei amici iniziavano ad ascoltarli e soprattutto uno di loro divenne un appassionato: io gli ho fatto conoscere gli Oasis e lui gli Arctic Monkeys, uno scambio equo, no?

Non voglio fare un articolo sdolcinato o altro ma questo aneddoto è divertente: nei primi anni delle superiori scrissi sul retro di una sedia “Oasis” con lo sbianchino (ok ok, non si fa) e dopo anni vado in un aula a fare un esame di abilitazione e pensate, tra migliaia di sedie trovo davanti a me quella scritta, “Oasis”. Non credo nel destino, affatto, era solo per dire che è stato grandioso!

A volte penso che sarebbe stato bello nascere un po' prima, magari riuscire ad andare ad un loro live nel Regno Unito, chissà, però poi rifletto sul fatto che questo periodo è ancora più straordinario: ho assistito allo scioglimento della band, è vero, ma assisterò anche alla reunion, questo è CERTO!

Davide Piermattei


Segnali dalla Spagna: Andy Bell potrebbe riformare i Ride

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I Beady Eye non esistono più e così Andy Bell potrebbe riformare i Ride. È quanto sembra suggerire la comparsa per le strade di Barcellona di misteriosi cartelloni che ritraggono il nome della band di Oxford, visibili in questi giorni nella città catalana, dove si prepara l'edizione 2015 del festival musicale Primavera Sound, in programma dal 28 al 30 maggio e per cui sono già schedulati gli Strokes. E potrebbero essere proprio le giornate del festival lo scenario ideale per ripresentarsi al pubblico. 

Altro elemento che sembra accreditare questa ipotesi è il fatto che l'anno scorso in occasione del festival spagnolo si sono riuniti gli Slowdive, altra band della scena shoegaze, come i Ride. Tra l'altro la reunion degli Slowdive è stata salutata con entusiasmo: la band ha fatto soldout al Royale di Boston e si è esibita in tutto il mondo.

I Ride, costituitisi nel 1988, si sciolsero nel 1996 dopo aver pubblicato quattro album. Dopo lo scioglimento Bell diede vita nel 1996 agli Hurricane Number 1, che cessarono le proprie attività tre anni dopo (da poco si sono riformati, ma senza Bell). Alla fine del 1999 Bell entrò negli Oasis, in cui militò fino al 2009, quando Noel Gallagher lasciò la band sancendone la fine. Poi l'avventura con i Beady Eye.

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