sabato 27 agosto 2016

Liam Gallagher, accordo firmato con Warner Music: "Il suo nuovo album è intenso e culturalmente rilevante"

Liam, la compagna Debbie e un dirigente di WMG
Ora è ufficiale: Liam Gallagher ha firmato per Warner Bros. Records UK, parte di Warner Music Group, etichetta che pubblicherà nel 2017 il suo primo album da solista.
La casa discografica, guidata da Phil Christie, esprime soddisfazione per il raggiungimento dell'accordo con l'ex Oasis.

Gallagher ha commentato: "Sono molto entusiasta di aver firmato con la grande Warner Brothers. Non vedo l'ora di creare alcuni suoni superdolci. Mantenete la fede!"

Phil Christie, presidente di Warner Bros. Records UK, ha aggiunto: "Liam è uno dei più grandi di tutti i tempi: eccezionale, distintivo, controverso e affascinante".

"L'album che sta registrando attualmente è grande, intenso e sentito. È importante e culturalmente rilevante. È fantastico lavorare con Liam, Debbie e UROK per un ritorno così forte di uno degli artisti più amati del Regno Unito".

Liam e la compagna Debbie posano con i dirigenti di WMG
Max Lousada, presidente del consiglio di amministrazione di Warner Music UK, ha dichiarato: "Sono orgoglioso di dare il benvenuto a Lia Gallagher nella famiglia di WMG e felice che abbia scelto di fare di Warner Bros. Records la sua nuova casa. È un'etichetta rappresentativa per artisti rappresentativi e, sotto la guida di Phil, ha tutta l'energia, l'impulso e l'ambizione per portare Liam nel prossimo capitolo della sua notevole carriera".

Sam Eldridge, di UROK Management, ha detto: "Liam è uno dei più grandi cantanti, frontmen e artisti di tutti i tempi. Nessuno combina passione, rischio e genuina connessione emotiva con il pubblico come fa lui. Non c'è davvero alcun artista con cui potremmo essere più fieri di lavorare, insieme a Debbie Gwyther, e nessuna sede migliore per lanciare il prossimo capitolo della sua carriera di quella dei nostri amici di WB guidati da Phil e Max". 

E dopo la firma del contratto lo stesso Liam ha scritto (foto qui sotto) su Twitter: "È ufficiale: sono uno stronzo", riferendosi scherzosamente al suo tweet di febbraio, quando scrisse: "Disco solista? Ma, cazzo, siete in trip? Teste di cazzo, io non sono uno stronzo. LG X".

LEGGI QUI IN ITALIANO L'INTERVISTA ESCLUSIVA A LIAM GALLAGHER PUBBLICATA SU Q MAGAZINE DEL 23 AGOSTO 2016



mercoledì 24 agosto 2016

Liam Gallagher è pronto a firmare per Warner Music Group

Sono state diffuse ieri le dichiarazioni sul suo ritorno nel mondo della musica. E oggi è tempo dei primi dettagli ufficiosi sul suo disco, fatti trapelare dal tabloid Daily Mirror. Liam Gallagher è pronto a tornare in studio per registrare "10, 11 brani che ho scritto", come ha detto alla rivista Q (leggi qui l'intervista a Liam tradottain italiano).


Secondo quanto riporta il giornale britannico il disco del minore dei fratelli Gallagher, che vedrà la luce nel 2017, sarà edito da Warner Music Group, casa discografica per cui Liam sarebbe in procinto di firmare. L'ex Oasis si sarebbe affidato al manager Sam Eldridge, in partnership con Fear PR. Eldridge fa già da manager ad artisti come Jess Glynne e Plan B, che sono sotto contratto con la Atlantic Records, divisione di Warner Music Group. 

Fonte: Daily Mirror

martedì 23 agosto 2016

Torna Liam Gallagher: "Noel, riuniamo gli Oasis per i fan! Nel 2017 pubblicherò nuovo materiale"

In un'intervista a tutto campo che traduciamo integralmente di seguito, la prima concessa dopo tre anni (potete leggerla anche in lingua originale qui), Liam Gallagher si confessa al nuovo numero della rivista britannica Q in edicola oggi. Conferma di avere dei demo già pronti e rivela che pubblicherà nuove canzoni l'anno prossimo, ma non accetta la definizione "carriera da solista". Parla a lungo del nuovo film degli Oasis, Supersonic, stronca il look dei Coldplay, spiega i suoi tweet più controversi, com'è cambiata la sua vita negli ultimi anni, parla dello scioglimento dei Beady Eye e degli Oasis e del rapporto con il fratello Noel, cui riserva parole di odio e amore. Con Noel si dice pronto a tornare per "un tour di un anno con gli Oasis" e invita il fratello a ricongiungersi con lui "perché lo vogliono i fan". Una band per cui dice di aver dato la vita e che si dice sicuro "tornerà a navigare gloriosamente", dato che "Noel annaspa e il suo ego ha bisogno di essere gonfiato, quindi rimetterà la band in piedi". Read the interview in English on Q magazine HERE

Traduzione di oasisnotizie

Incontriamo il Dio del Rock caduto sulla Terra, Liam Gallagher, dalle parti della Highgate Underground Station, ad Haringey, North London. È seduto oltre le porte a vento di un bar. È un pomeriggio umido e afoso di metà settimana in una delle strade principali più eleganti di North London. Nel rilassante e spazioso bar un cameriere serve il pranzo ad una famiglia seduta ad un tavolo e delle pinte ad un signore distinto alle prese con un cruciverba. In sottofondo dei classici soft-rock sollecitano gli avventori e la barista non è per nulla sovraccarica di lavoro, tanto che è felice di portare i drink al tuo tavolo. 

Liam è arrivato con due dei suoi migliori amici. In realtà sono i due soli amici veri che ha, come dice. La sua rete di supporto, il servizio di emergenza che bloccò la sua caduta quando precipitò "fuori dalla bolla" dopo aver sciolto i Beady Eye due anni fa e, per la prima volta da quando gli Oasis firmarono per la Creation Records quasi 25 anni fa, si trovò senza un programma reggimentale quotidiano da seguire. Sono la sua fidanzata e manager Debbie Gwyther, conosciuta quando lei lavorava per il management dei Beady Eye, e la sua gemella omozigote Katie. 

Le Gwyther sono due forze della natura insopprimibili dagli occhi ammiccanti e sono proprio le persone che desidereresti ti prendessero sotto la propria ala qualora stessi attraversando le conseguenze di un divorzio professionale e letterale. "L'incontro con Debbie e Katie è stato mandato dal cielo", dice Liam. "Debbie mi ha salvato. Non è una stronzata". 

Katie si scusa per essersi presentata qui con suo figlio di tre anni e il secondo figlio appena nato. Era arrivata la sua addetta alle pulizie e, imbarazzata per il casino che avevano creato, Katie era fuggita nell'appartamento di Debbie e Liam. Liam solidarizza: "Quando l'addetta alle pulizie viene a casa mia trovo sempre difficilissimo guardarla negli occhi, per come è ridotto il posto. Poi fa una doppia passata e dice (adotta un non meglio specificato accento dell'Europa dell'est, ndr): 'Ti conosco? Sei famoso?'. 'Sì, mi chiamo Noel Gallagher' ...".

Tutto sommato Liam è in splendida forma. È proprio in salute, capelli folti, una versione 43enne ben stagionata del cantante di cui un'intera generazione (o due) si innamorarono nel 1994 mentre se ne stava con le gambe divaricate, tamburello in mano, curvo verso il microfono, con la testa inclinata e le labbra aperte appena per urlare: "Devo essere me stesso, non posso essere nessun altro", rovinando così la carriera dei frontman suoi competitor negli anni a venire. Siamo qui, verosimilmente, per parlare di quel Liam, il Liam Gallagher immortalato nel film di prossima uscita Supersonic, che si concentra sull'ascesa degli Oasis fino al momento in cui scesero dal palco di Knebworth nel 1996, al culmine di un viaggio partito da una sala prove di Manchester e proseguito sino a diventare la più grande band del mondo in soli due anni e qualcosa.

Dal 2013, però, Liam vive un'esperienza di trasformazione, l'equivalente musicale della malattia da decompressione, e ha molto da dire anche su quello. Ha da condividere riflessioni sulla vita fuori dalla corsia veloce, sull'ispirazione che deriva dai momenti difficili, sui nuovi suoni che ha in testa e che metteranno a posto i pregiudizi su di lui ... e, ovviamente, ha anche dei pensieri su Noel Gallagher che vorrebbe condividere. Dopo tutto, da tre anni non rilascia un'intervista. 

Il figlioletto di Kate torna di corsa dal bagno e balza su Liam, ansioso di vedere qualcosa che vuole che gli mostri. "City, City", urla il bimbo a Liam per catturare la sua attenzione. City? "Suo padre è un grande tifoso del Manchester United", spiega Liam. "Così mi sono assicurato che la prima parola che avrei insegnato a suo figlio fosse City. E ora mi chiama così". Liam indica poi il neonato tra le braccia di Katie: "E mi assicurerò che uno mi chiami Man (Uomo, ma anche abbreviazione di Manchester, ndr). Così ogni volta che io mi presento lì, tutto ciò che suo padre sentirà sarà 'Man' 'City' a ripetizione. Lo farà impazzire. Mi piace un sacco". 

Dall'altro lato del pub, lontano dalla famiglia che spera di destabilizzare attraverso l'abbindolamento dei figli, Liam ha scorto il bancone. "Diamoci da fare", decide, valutando il suo bicchiere di birra mezzo pieno. Chiama la barista: "Due altre di queste, per favore". Ci stiamo preparando al grande bottino. 

"La forza più grande degli Oasis era il rapporto tra me e Liam. Ma è stato anche ciò che alla fine ha sfiancato la band". (Noel Gallagher) 

A differenza della fine degli Oasis, che arrivò come un tremendo incidente a suon di chitarre in frantumi, baveri pieghettati e astiosa violenza fratricida in un camerino di Parigi nel 2009, la fine dei Beady Eye fu un petardo bagnato. Le vendite del loro secondo alum, BE, del 2013, erano state deludenti e le vendite dei biglietti dei concerti non erano state quelle che Liam si sarebbe aspettato, così l'anno successivo mise fine alla band. Nessun grande litigio, nessuna discussione animata provocata da differenze di vedute musicali.

"Dovevamo suonare al Festival di Coachella, ma l'esibizione fu cancellata perché ci avremmo rimesso ognuno dei soldi", dice Liam flemmatico. "È stato il primo disco per il quale non ho suonato in America e la cosa mi faceva infuriare, ma sembrava che a nessun altro importasse. Ero felice di pagare per tutti, fare le cose a basso costo, senza la security, salendo sul bus e via. Andy Bell parlava della possibilità di riconciliarsi con i Ride, il che è bello, ma io non sto in una band con gente che fa parte di altre 900 band. Dacci dentro, fai la tua reunion dei Ride, ci vediamo dopo. Era ora di dire basta. Non vedevo l'utilità del fare un secondo album". 

E così, per la prima volta da quando il 19enne Liam aveva assunto il ruolo di vocalist dei Rain nel 1991 e cambiò in Oasis il nome del quartetto mancuniano, si trovò senza una band. I Beady Eye erano stati più o meno una prosecuzione degli Oasis senza Noel, cambiando una grande casa discografica per un'altra (da Ignition a Quest), quindi per Liam non era cambiato sostanzialmente nulla nella routine quotidiana. Chiudere, però, quel ciclo con lo scioglimento dei Beady Eye significò che l'intricata impalcatura del management che mantiene così in alto le megastar internazionali veniva portata via con la forza anche da lui. Dall'altra parte del telefono non c'era nessuno ad organizzare le sue giornate, nessuna rete di supporto della casa discografica. C'era solo Liam Gallagher, per conto suo, per la prima volta nella sua vita di adulto.

Come se non bastasse, era anche alle prese con un divorzio (i dettagli del quale non sono affare di nessuno, a parte i diretti interessati). Si trovò all'improvviso completamente slegato. La bolla era scoppiata.

"Nessuno capirà mai cosa si prova a lasciare la bolla a meno che non ci si è stati, nella bolla", spiega Liam. "Quando our kid (Noel, ndr) cadrà fuori dalla bolla, cadrà male. Tutta quella grande macchina attorno a lui, l'itinerario. La vita di Noel Gallagher è tutta programmata dal momento in cui si sveglia. Non avere nessuna struttura già programmata per te è una cosa che ti ammazza quando tutto ciò che conosci è quel modello. Ora amo questa situazione, ma all'inizio ... Dio mio. Avevo paura di perdere l'itinerario. Quando fai parte di una band sai esattamente cosa devi fare tutto il giorno, tutta la notte, sempre. È scritto su un libro. Stavo impazzendo. Cioè non impazzendo impazzendo. Sono sempre pazzo io. Ma pazzo come ... chi cazzo sono io? Volevo fuggire da me stesso, ma me stesso era tutto ciò che avevo". 

Per un po' Liam si è gingillato con l'idea di trasferirsi a Maiorca e vivere lo stile di vita di "bestia sessuale" come un pensionato delle Baleari. Poteva fregargli di rimettere insieme un'altra band? A suo dire aveva già fatto parte della più grande rock band britannica e qualsiasi altra band sarebbe stata un passo indietro. Ogni volta, però, che a suo fratello Noel fanno una domanda su una possibile reunion degli Oasis, lui è irremovibile nel rispondere che non avverrà. E una reunion degli Oasis può accadere con chiunque altro, finché ci sono entrambi i Gallagher. Ma se Liam non fosse in una band, chi sarebbe? Forse un tizio che suda al sole su un lettino vicino una piscina di Deià. Questa suonava bene.

"Debbie è piombata su di me mentre precipitavo", dice Liam con aria sognante. "Mi ha detto semplicemente: 'Smettila di fare la testa di cazzo'. Mi ha fatto uscire di casa, mi ha fatto conoscere tutti i tipi di persone lontane dal mio mondo, mi ha fatto fare cose nuove. Vivo a Londra da tanto tempo, ma in realtà conoscevo solo Hampstead. Mi ha portato in posti nuovi. Sono stato a Dalston, amico". Si ferma, forse per trovare un esempio ancor più eloquente di quanto sia uscito fuori dalla sua comfort zone. Invece dice semplicemente: "Questi ultimi anni sono stati emozionanti. Illuminanti. Allucinanti. Ma emozionanti".

Pian piano si è decompresso. Ha superato il divorzio e ha iniziato a scoprire una nuova routine. È la routine di un uomo che vive in un appartamento in affitto all'ultimo piano ad Highgate e ha un'incredibile quantità di tempo libero, insieme ad un'opprimente sensazione di avere delle faccende non sbrigate. 

Si alza alle 5 e fa una vasta gamma di di esercizi per riscaldarsi. Una volta che i suoi muscoli sono rilassati, Liam si dirige ad Hampstead Heath per una corsetta di un'ora. Al pomeriggio, ulteriormente ristorato, dimostrerà il suo stile di corridore: somiglia molto al Liam che con passo pesante scendeva rapidamente giù dal palco anchilosato e con i piedi di papera, nel 1997.

"Corro per circa sette miglia al giorno, partendo alle 5 del mattino. Se non sono stato fuori ad ubriacarmi, torno a casa alle 5 del mattino. Di norma, però, faccio 5 miglia. Faccio anche la strana arrampicata sull'albero di turno. L'altro giorno mi sono arrampicato su un albero. Ero lì a Heath che correvo e mi sono detto: 'Sembra un bell'albero quello, mi arrampico su quel cazzo di albero'. Mi ci sono arrampicato e me ne sono stato lì con su il cappuccio per circa 10 minuti".

Sulla strada verso casa può darsi che si fermi a chiacchierare con il lattaio se lo incontra. "Lui è fottutamente eccezionale", dice Liam. "Mi ha dato una pinta di latte senza lattosio gratis l'altro giorno". Quando torna a casa accende il fornetto e "bevo 900 caffè prima delle 8 di sera, così sono completamente iperattivo. Poi infastidisco Debbie finché non si alza".

Una volta che Debbie si alza e ha iniziato la sua giornata di lavoro, Liam rimane con i suoi dispositivi. Prova a evitare la TV di giorno, se ci riesce. "Ho un debole per le Domande al Primo Ministro, però. Non mi interesso di politica, Theresa May e quell'altro stronzo possono anche andare avanti, ma mi piace quel tizio il Presidente della Camera dei Comuni (John Bercow, ndr). Date un'occhiata a questa roba".

Tira fuori il suo cellulare. "L'ho colto sul fatto mentre dava a qualcuno dello stronzo (fa sentire un audio di Liam che imita John Bercow, ndr). 'Sir Edward Leeeeeeeeeigh!'. L'ho mandato a mio figlio. Chi parla così?! Uno spasso, cazzo".

Il resto della giornata Liam lo trascorre nella zona. Può darsi che si rechi dal fioraio per una chiacchierata, o dal fruttivendolo o, preferibilmente, dal macellaio. "Sono andato dal macellaio per prendere un paio di costolette d'agnello e il tizio lì dentro mi fa: 'Bene Liam, abbiamo dello champagne in ghiaccio nel giardino, vuoi un bicchiere?'. E ci ritroviamo nel retro della macelleria a ubriacarci del suo champagne. Proprio bizarro".

Qualche volta può capitare che Liam vada a prendersi una pinta al pomeriggio e dietro l'angolo c'è sempre un viso amico se ha voglia di una chiacchierata. "È come Stella Street qui: Jamie Oliver (cuoco e conduttore televisivo britannico, ndr) vive più avanti lungo questa strada. Sono stato rimproverato per aver lanciato pietre alla sua finestra quando ero ubriaco e gli chiedevo di buttare giù dei rotoli di pancetta. Con Ray Davies mi faccio la chiacchieratina furtiva. Mi ha detto di fare la pace con mio fratello. Gli ho detto: 'Lo farò se lo farai tu'. George Michael è fantastico. L'altro giorno mi ha mandato dei fiori. Perché? Perché sono figo, amico".

Dopo un po' di tempo vivere fuori dalla bolla è iniziato a sembrare più comodo che vivere nella bolla. "Stando in una band per vent'anni, non ho mai avuto sei mesi liberi. Il pensiero mi incuteva timore. E sì, a volte è stata una situazione instabile, ma mi ha fatto bene. Faccio parte della comunità. Ora, se tornassi in tour, potrebbe davvero esserci una vita che mi perderei. Prendere il mio latte senza lattosio, ubriacarmi dal macellaio, parlare del prezzo dell'uva. Semplicemente condurre una vita normale ... be', normale quanto puoi quando sei una fottuta leggenda". 

Nel retro della sua mente, però, quel pensiero è divenuto sempre più insistente. È questo: lui è Liam Gallagher e nessun altro lo è. Nessuno vuole che Liam Gallagher, il più grande frontman della sua generazione, si ritiri prematuramente. E Liam stesso lo vuole meno di tutti.

"No, è fottuta merda", dice. "Senza di me è noioso, no? Quando sono della partita, io asfalto tutti. Tutti. Che si tratti di interviste, servizi fotografici, che sia su disco o su quel cazzo di palco. Ed è pieno di persone della mia generazione che da quel palco vanno via impuniti dopo un omicidio". 
Sul tema Liam si accalda. "Là fuori ci sono un sacco di cantanti a cui manca un solo passo per diventare dei preti. E sono pochissimi quelli che ti guardano negli occhi. Hanno tutti qualcosa da nascondere. Sanno di aver fatto le cose in modo sbagliato. Chris Martin ti guarda mai negli occhi? Sono sicuro che Chris Martin, per tutti i soldi con cui viene pagato, mette su un buon concerto. Sembra uscito dai Tweenies, però (cartone animato, ndr). Tutta la band (i Coldplay, ndr) ha un look che va oltre la merda. Non hanno visto delle foto dei Rolling Stones? Probabilmente no". 

Così Liam ha iniziato a scrivere canzoni con la sua chitarra. La sua mente era finalmente chiara e il suo cuore pieno di melodia. All'improvviso, forse per la prima volta, ha davvero sentito le canzoni gonfiarglisi dentro. E, anche se il suo modo di suonare è ancora stravagante ("faccio schifo con la chitarra"), sta migliorando sempre più nell'esprimersi armoniosamente.

"Sono entrato in contatto con due tizi che conosco", svela. "Uno è un polistrumentista" - Liam pronuncia quella come se fosse una minaccia o un'offesa criminale - "e sa suonare di tutto. Non che ci sia molto da suonare in queste canzoni. Una chitarra, acustica. Una chitarra, elettrica. Batteria, tastiera grande così (indica 30 centimetri tra una mano e l'altra, ndr). È questa la tua roba. Proprio scarna, davvero 'sparata'. Come dovrebbe essere. Abbiamo fatto i demo di alcune canzoni e suonano ...". 

Si mette a tacere, consapevole che qualche mese fa, quest'anno, aveva twittato che non avrebbe mai intrapreso la carriera solistica, forse una frecciata al fratello.

"Non intraprenderò la carriera da solista. Tutti dovrebbero saperlo. Ci sono semplicemente 10, 11 canzoni che ho scritto e che sono adatte ad essere registrate. Hanno stile, carattere, le melodie sono fiche e i testi sono fottutamente spassosi. Le registreremo quest'anno e le pubblicheremo l'anno prossimo. Sconvolgerà a gente. È un disco scritto da me, che ha tutti gli ingredienti giusti e suona proprio gustoso. Non sono i Pink Floyd e non sono i Radiohead. È musica orgogliosa ("col mento in fuori", ndr)". 

L'altra cosa in cui Liam è divenuto sorprendentemente bravo dalla fine degli Oasis è Twitter. "La cosa migliore che ci sia, no?", concorda. È troppo ghiotta l'opportunità di discutere con lui dei suoi tweet migliori e dei più misteriosi. L'opportunità di rivelare le allettanti storie dietro le quinte. A lui dispiace? "Fallo pure, amico", mi incoraggia. "Non ha senso fare un'intervista se non si può chiedere ciò che si vuole, no?". Se solo fosse così con tutti! "Be', il mio motto è questo: se non puoi parlare con te stesso, con chi puoi parlare?". 

"Amo lo stillismo" (Liam Gallagher, 31 marzo 2009)

"Dunque, lo stillismo (da "still", fermo, immobile, ndr) è una cosa che dissi una volta che ero strafatto. 'Non voglio essere Mick Jagger o James Brown, semplicemente ... stillismo'. È sostanzialmente una forma di meditazione. Lo faccio sul palco quando i ragazzi stanno perdendo la bussola, la merda sta colpendo i fan e non c'è niente di meglio che rimanere semplicemente ... immobili. Tutti stanno dando di matto. Tu sei lì, totalmente immobile. Era come se stessi controllando la follia stando totalmente fermo. Sembra una cosa da teste di cazzo, giusto? La bellezza di quel gesto era semplicemente guardarli e io conoscevo i nomi di tutti quelli del pubblico. Conoscevo i loro codici postali, il loro numero di scarpe. Li ho esaminati come Terminator". 

"Voi gruppo di fottuti scimmioni con i capelli corti non avete una possibilità con le suore" (Liam Gallagher, 16 agosto 2009) 

"Non lo so. Sai di cosa si tratta? Droghe fottutamente buone. Lavate da tequila veramente buono". 

"Ieri sera mi sono imbattuto nel più grande coglione alla festa di George Michael. 'Fai il bravo', era Ourkid ha ha LG x" (Liam Gallagher, 13 agosto 2012) 

"Oh, sì, quello era Noel. Sì, siamo andati a casa di George Michael dopo le Olimpiadi. C'era lui, può darsi che fosse lì con uno dei Take That. Era al bar alla fine del giardino. Voglio dire: George Michael era alle Olimpiadi, noi (i Beady Eye, ndr) eravamo alle Olimpiadi e dov'era Noel? A guardarle alla televisione, poi lì a bere un cocktail nel giardino di George Michael. Questo è lo stesso tizio che stroncò George per Shoot The Dog. Ha una bella faccia tosta. Ho detto: 'Tutto bene, l'hai vista (l'esibizione dei Beady Eye alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, ndr)?'. 'Sì, è andata bene'. 'Sei strano, stronzo' ...". 

Noel ha detto che lo scioglimento dei Beady Eye l'ha lasciato deluso.

"Lo era? Sono certo che lo era. A me ha deluso di più la separazione degli Oasis. Mi chiedo se abbia deluso anche lui. Non l'ho mai sentito dire di essere deluso per la separazione degli Oasis. No, ha ottenuto ciò che voleva". 

Cosa? Essere il frontman? 

"Senza dubbio, senza dubbio. Invidioso. A ogni cazzo di soundcheck andava lì al centro e cantava. Il tizio ha la sindrome del piccoletto. All'epoca non aveva mai il coraggio, così si è unito alla mia band e lentamente ha strisciato sino al fronte del palco, si è fatto crescere le palle. Come Johnny Marr. Tornatene dall'altro lato, suona le tue chitarre, suonale con i denti, perché per te quaggiù non c'è posto. Sai quando our kid (Noel, ndr) si trucca e prova a sembrare un adulto tanto per ridere? È così. Giocano a fare i frontman. Tornatene laggiù. Sembrano degli stupidi".

"È un grande chitarrista our kid. Sembra Steve Jones quando è lassù su quel lato. Sii felice laggiù. Ma sul fronte del palco sembra Don McLean. Se pensa di essere Lee Mavers deve dare un'altra occhiata a se stesso, perché Lee Mavers è oscuro e misterioso e con Lee Mavers non sai mai cosa succederà. Con Noel sai esattamente cosa succederà. Le sue fottute maniche tirate su. Sembra Dermot O'Leary con la chitarra. Fanculo. Deve tornarsene a fanculo verso il suo lato del palco e mettersi in posa". 

Molti dei tuoi tweet sono su Noel.

"Oh, lo so. Lo so. Molta gente dice che devo calmarmi riguardo a Noel. Nah, nah, non finché non fermeranno Twitter. Quello stronzo se le sentirà sempre da me. Mi stroncava quando eravamo nella stessa band! Lui faceva la sua intervista, arrivavo io a fare la mia e mi facevano: 'A lui non piaci, no?'. Io raccontavo quanto era fantastico. Ha ancora degli scoppi. Deve sapere che io non me ne andrò".

Ora probabilmente lo sa. 

"Be', sì. Ho sentito che gli danno proprio fastidio. Qualcuno l'altra settimana mi ha detto che l'unica cosa che lo fanno ammattire sono i miei tweet. Bene. Proseguiranno e diventeranno più famosi e migliori". 

"Reunion degli Oasis? Neanche se da questa cosa dipendessero tutti i bambini che muoiono di fame nel mondo" (Noel Gallagher, 11 settembre 2012)

"Molta della roba che dice lui non viene contestata, perché lui è il tesoro dei media e la fonte di sostentamento per molta gente. Se l'avessi detto io? Mi avrebbero impiccato". 

Ti ferisce quando dice quella cosa sugli Oasis? 

"Non ferisce me, amico. Non ferisce me. Se il tizio non mi vuole di nuovo nella nostra band, allora non lo voglio neanch'io. Non voglio stare in una band con uno che non mi vuole". 


La maggior parte delle persone che sono fan di uno di voi due vorrebbero vedervi di nuovo insieme in una band. 

"Lo sento dire. Pensi che io voglia stare in una band con quello stronzo? Dice: 'Liam deve cambiare'. Vattene a fanculo. È lui che deve cambiare, è un piccolo Hitler. Così twitto quando fa un errore lui, perché non gli consentirò di farla franca". 

"E quello cos'era, Noel?" (Liam Gallagher, 18 marzo 2016). (Un video mostra Noel che dice: "I Gorillaz? Roba terribile, è musica per dodicenni" e poi Noel che canta DARE con i Gorillaz). 

"Lui è incappato in questa cosa, no? Voglio dire: io ci scherzo su. Proseguirò per sempre. Anche se torneremo insieme io continuerò con questa cosa. Ha molto talento ed è uno stronzo spassoso. Ma prende per il culo la gente e non riesce a gestire la situazione quando le rispediscono al mittente. E io gliele rispedirò sempre". 

"Patata" (Liam Gallagher accompagna con questa parola la pubblicazione di due foto di Noel, 24 maggio 2016)

"Quelle sono le migliori. Non faccio foto dove lui non sembri una patata. Il giorno in cui lui sembrerà una zucchina, si prenderà anche della zucchina. Spasso innocuo". 

"Ascoltate, non ci sarà nessuna reunion degli Oasis. Rkid non è preso dalla cosa. Io sì, lui è troppo occupato ad essere noioso ("beige", ndr). Nuovi suoni all'orizzonte. Rimani figo e soprattutto rilevante. LG x" (Liam Gallagher, 1° luglio 2016)

"La gente mi fa sempre domande sulla reunion degli Oasis. Ho letto che Noel dice: 'È lui che dà ai ragazzi false speranze'. Essendo io uno che non fa un'intervista da quattro anni, è straordinario come riesca a farlo.

Noterai che ogni volta che ha pubblicato un disco o ha dei concerti in programma iniziano a circolare tutte quelle voci su una reunion degli Oasis. Il suo disco esce e tutto torna calmo. Sono loro a mettere in circolo le stronzate. Insisteva molto su quanto fosse occupato e su come non gliene importasse di qualcosa successa 20 anni fa. L'idea del tuo fottuto management di fare il film (Supersonic, in uscita ad ottobre, ndr). Mi hanno telefonato. Ho detto: 'Era ora, cazzo'. Ma non andare sulla stampa a dire: 'Sono troppo occupato per questa merda. Ho un concerto al Kendal Calling a suonare di fronte a tante persone vestite come la pancetta con le uova'. È la Ignition che ha messo in scena questo film e, bene, io sono a bordo. Ma non far credere che sei troppo impegnato per pensare agli Oasis, perché sono loro a pubblicare di nuovo gli album (le ristampe, ndr) e a fare questo film". 

"Io quella band la prendevo sul serio. Ho dato la mia vita per quella band. Sì, sono stato in piedi sino a tardi un po' di notti e ho dovuto cancellare un po' di concerti perché la mia voce non era adeguata. Ma se la mia voce si divertiva, io il concerto lo finivo. La mia idea di paradiso era stare sul palco a cantare le canzoni di our kid con i miei migliori amici. L'idea di starmene seduto dietro le quinte a ciucciare un ciondolo portafoto ... fanculo, amico!". 

La barista arriva e con aria solare ci chiede se vogliamo altri drink. È stato un pomeriggio pieno pieno, ma Liam dice che si sta divertendo, quindi sì. Prendiamoci due altre pinte. "Ci dobbiamo fare anche un paio di shottini? Non preoccuparti, è Tequila Patrón. Roba buona, amico. Lo sentirai appena, domani ...".

Mercoledì 3 agosto 2016.

Ha ragione. Il mattino seguente lo sentiamo appena. Siamo ancora ebbri? Forse.

Camminando per Warren Street a Central London, verso gli uffici della Entertainment One Films, un fischio forte riecheggia attraverso la strada. Lì, dalla parte opposta della strada, sulla soglia di un caffè, c'è Liam Gallagher, con la mantella fino al mento, che alza la mano. "Caffè!", grida agitando la mano. "Flat white (cappuccino con il latte molto denso, ndr)?".

Il giorno due prevede un appuntamento al cinema alle 10 del mattino con Liam Gallagher per guardare un film tutto su Liam Gallagher in un auditorium con solo Liam Gallagher. Passiamo attraverso lo specchio ed entriamo in una nuova inquietante dimensione. Avremo sicuramente bisogno di due flat whites. Due cucchiai di zucchero, per favore.

Ad un certo punto della nostra "intervista" da sette pinte e quattro shottini di ieri Debbie Gwyther ha aperto il suo laptop e ha chiesto se qualcuno avesse delle cuffie. Forse è stato un pizzicotto, ma è sembrato un gesto genuinamente impulsivo quello di farmi ascoltare due demo delle nuove canzoni di Liam. I drink erano stati presi, l'atmosfera era gagliarda e il cantante delle canzoni ballava nel pub mimando i suoi testi mentre io li ascoltavo con le cuffie. Le sensazioni erano dunque intensificate. Ma, in quanto critico musicale professionista con esperienza di ascolto di musica in situazioni con grande pressione mentre si è completamente stravolti, posso dire che entrambe le canzoni erano assolutamente eccezionali e per niente simili a quelle dei Beady Eye o degli Oasis.

Greedy Soul (anima ingorda, ndr) era piuttosto scandalosamente bella. Un pezzo minimalista, beat-soul che suona come Marc Bolan che canta Street Fighting Man. Nella voce di Liam c'è un'urgenza e una chiarezza che non era evidente da tanto, tanto tempo. Sfrontata era, nel contempo, una più maestosa canzone alla Plastic Ono Band, ma le note sul mio telefono non sono chiare ("lay it in me, you didn't do what I was told" MEGARITORNELLO). E Greedy Soul l'ho ascoltata due volte da entrambi i lati, quindi chissà.


Mentre aspettiamo i nostri caffè discutiamo su quale musica abbia influenzato queste due canzoni. Nulla, spunta fuori questo. Liam non ascolta proprio musica. "Non si tratta di ascoltare e riascoltare più volte dischi. I grandi dischi li ho sentiti tutti. Conosco i Love e Arthur Lee come le mie tasche. Non ho bisogno di ascoltare una band del Nicaragua per aumentare la mia cosa, anche se sono sicuro che in Nicaragua ci siano ottime band, ma qui ho tutti gli strumenti che mi servono".  Per Liam sono state le circostanze in cui si trova, mutate di recente, a rivitalizzare il suo modo di comporre le canzoni e di cantarle. "La musica non è influenzata dalla musica, non penso. È influenzata dalla vita. Per fare musica buona devi condurre una vita varia ed interessante. La musica di merda viene da vite noiose. La ragione per cui molta musica è noiosa - non importa quante campane, fischietti e luci stroboscobiche ci mettano dentro - è perché la gente conduce vite noiose. La mia vita instabile negli ultimi anni produrrà musica migliore".

Ci facciamo strada verso la sala proiezioni, ci sediamo ad un posto di distanza l'uno dall'altro, forse sperando che Noel occupi il posto in mezzo. Liam mette su il piede sul sedile davanti a sé, grida all'addetto alla proiezione di far partire le cose e ci siamo ...

Supersonic è un capolavoro di documentario rock. Fascicolato con filmati fatti in casa registrati da amici, familiari ed impiegati della band, come Tim Abbot della Creation Records, che era nella cabina di pilotaggio nella maggior parte dei grandi eventi, traccia la storia degli Oasis in dettaglio, dalla casaccia dei Gallagher a Burnage al momento in cui entrano nella nobiltà di Knebworth, raccogliendo giganteschi palloni da calcio e calciandoli verso la folla di 125.000 fan.


Narrata da due lunghe e inedite interviste separate con Noel e Liam, comprende anche commenti della madre Peggy, del chitarrista e membro fondatore Bonehead, di Mark Coyle, a lungo ingegnere del suono, e molti dei più stretti collaboratori della band. L'attenzione al dettaglio e il materiale tirato fuori sono incredibili. Come hanno ottenuto tutta quella roba? Anche Liam ne è sconcertato.

Ci sono filmati di Noel che chiama a casa dal luogo in cui lavora come roadie per gli Inspiral Carpets, quando scopre, incredulo, da Peggy che Liam fa le prove con una band. Ci sono le primissime registrazioni fatte nella sala prove, inclusa una versione pre-Creation di All Around The World. Ci sono filmati del concerto di Glasgow dopo il quale Alan McGee scritturò la band e anche audio di Noel e Liam nel furgone diretti a casa che parlano con aria sbalordita del fato. Ci sono molti filmati eccezionali sulla registrazione dei primi due album, ci sono zuffe, ricchi tour bus e scenette di cabaret in camerino e una sezione successiva e struggente in cui si parla dei trattamenti che i ragazzi subivano dal loro estraneo padre. Nessun altro documentario rock mette lo spettatore così vicino ad un gruppo che si leva in volo da gente senza speranza a superstelle, da una gang di giovincelli incasinati a ruote dentate di una macchina ben oliata, mentre aggiunge nel contempo tonnellate di contesto illuminante e fresche rivelazioni. È proprio bello.

Alla nostra proiezione mi è concesso anche un commento bonus speciale e irripetibile di Liam. Mentre l'elicottero si libra in volo su Knebworth all'inizio e la videocamera inquadra il volto di Noel, Liam urla: "Si sta cacando addosso!". La videocamera inquadra poi Liam che ha lo sguardo rivolto verso il basso. "Se la sta spassando", dice, mentre scuote il polso. Poi segue un disastroso concerto al Whisky a Go Go di Los Angeles, dopo una sbronza a base di metanfetamine, con la band filmata mentre ognuno esegue sul palco una canzone diversa nello stesso tempo. Poi un furioso Noel scappa a San Francisco e sparisce per un po' di giorni. Durante Supersonic prova a spiegare cosa successe ed è disturbato per tutta la durata della nostra visione da Liam. "Sì, raccontala bene la storia, ragazzo! Non sai mai chi stia ascoltando! Non riesci a ricordare il suo nome?! Oh sì, oh sì, molto comodo, amico!".
Quando, alla fine di Knebworth, Liam è inquadrato brevemente mentre si fa una canna, si gira e fa: "Nei primi tempi ero solito fumare sempre cannabis, ma quando diventammo famosi smisi di farlo prima dei concerti o durante. Quello fu un raro momento in cui mi feci uno spinello sul palco. Può darsi fossero le ultime note del concerto".

Dopo ce ne stiamo distesi e confusi sul pavimento, al sole. Liam ha un paio d'ore prima di andare via per un appuntamento e di fronte a noi ha appena aperto la The Smugglers Tavern. Le stelle si allineano all'improvviso. "Vuoi una pinta, forse vuoi pranzare?", chiede.
Ordiniamo due pinte di birra e una scodellina di patatine. "Assicurati di scrivere che l'indomani eravamo tutti e due a posto", dice Liam, mentre dà dei colpetti con il dito alle patatine. "E torniamo a prendere delle rinfrescanti pinte per pranzo. Dobbiamo far sapere alla gente che stiamo ancora rockeggiando. Ci deve essere una leggenda su cui la gente può ancora contare".

Discutiamo se vedere Supersonic gli faccia venire malinconia. "Triste? Sì, senza dubbio. Triste, da Dio e orgoglioso. Abbiamo fatto cose strabilianti, no? Eravamo una band grandiosa".
Il documentario gli fa ricordare anche il Noel Gallagher che a Liam manca. Incredibilmente non ha visto né parlato con Noel da quando, un paio d'anni fa, si imbatté in lui ad una partita del Manchester City.
"Mi manca il Noel che è nel film, è quello il Noel che conosco. E lo amo. Non è che mi sieda a casa piangendo di fronte ad una sua foto, però, e sono sicuro che neanche lui lo faccia con me. Ma io sono un'energia e scommetto che a lui quell'energia manchi. Dipende se sei preso dallo svegliarti e dall'entrare in un'auto al mattino o dall'essere 'inquadrato' e noioso ("beige", ndr) tutto il giorno. Forse a lui quello piace. Non fa per me".

Ci sono molti momenti di pura genialità comica tra i fratelli nel film, in particolare dopo un braccio di ferro nel camerino di Top of the Pops prima di Some Might Say. Di sicuro a Liam manca quell'interazione con suo fratello.

"È fottutamente spassoso", concorda Liam, "ma questo non ha nulla a che vedere con lui. È per via di mia madre. È lei la tizia spassosa. E mia nonna. Lui non si siederebbe a tavola con noi perché verrebbe distrutto. Ti verrebbe voglia di sentire la nostra mamma".

Che ne pensa mamma Peggy di questa fase di stallo?

"Lei è dalla mia parte", dice Liam con un sorrisetto. "Nah, pensa che siamo entrambi degli stupidi. So nel profondo del cuore che la band la rimetterà in piedi. Perché sta annaspando e l'ego ha bisogno di essere gonfiato. Non sto parlando male di lui ed è un grande compositore, ma quel tizio ha quella formula da 20 anni, da quando ha scritto Definitely Maybe. Ora la formula è la stessa, anche se molti album dopo. Venderà sempre più o meno un milione di album per conto suo, è questo il limite. Non è Damon Albarn. Ora siamo in una fase di stallo. Ma di sicuro sta suonando ad alcuni festival strambi. Conosco il suo ego. Il suo programma è dire in futuro: 'Liam è al verde e ho dovuto mettere in pausa la mia carriera solistica perché our kid era con le pezze al culo'. Ma ... scommetto che si sta cacando tanto addosso riguardo al mio ritorno musicale".

Come dicono entrambi i fratelli in Supersonic, credono nel fato. Liam crede che il fato li farà tornare insieme.

"Credo che gli Oasis navigheranno di nuovo e sarà glorioso".

Nel film Noel dice che in realtà a Knebworth non si trattava degli Oasis, ma dei fan, perché puoi anche prenotare il più grande posto per concerti, ma se non fosse venuto nessuno?

"E se davvero si tratta dei fan, Noel, facciamolo (il ricongiungimento, ndr), perché lo vogliono loro", dice ora Liam. "Un tour. Un tour di un anno. Spaccheremmo. Ho ancora le valigie fatte dal mio ultimo tour, quindi sono pronto. In realtà sono impacchettato dal 1999 e quella roba potrei indossarla. Non mi disfaccio mai. Semplicemente non so in quale casa abbia lasciato le mie valigie e quanto velocemente possa andare a prenderle".

Liam dice che non importa quanto Supersonic faccia anelare ai fan una reunion degli Oasis: la reunion è un po' lontanuccia.

"Guarda, scommetto che i suo album uscirà una settimana dopo il film. Sono molto calcolatori, quelli di quel gruppo. Vedi, dimenticano che io so come lavorano, perché io con la Ignition sono stato per 20 anni. Ma loro non sanno come lavoro io".
Beve un sorso.
"Perché non lo so io come lavoro".
Si scola il bicchiere.
"Perché io non lavoro. Qual è il numero magico?".
Tre?
"E ne abbiamo avute solo due. Prendiamoci un'altra pinta".

Fuori è seduto un tassista e aggiorna la sua home di Instagram. Il suo prossimo viaggio, da un dentista ad High Barnet, è già in ritardo di mezzora. Guarda il nome sulla sua lista, esce dal taxi ed entra nel pub. Sta cercando un Liam Gallagher, ma di sicuro non può essere lo stesso ...

Nel pub Liam Gallagher sta rimuginando sul fatto che Noel Gallagher è ora ottimo amico di Damon Albarn. Liam lo trova strano.

"Cosa vedremo ancora?", si chiede. "Robbie Williams che collabora al suo prossimo disco? Dovrò mandare la polizia. Mettila così. Noel vive in una casa da 17 milioni di sterline. Questo ti cambia, penso. Hai mobilio appropriato, cucine appropriate, vino rosso appropriato consigliato da Bono. E Damon Albarn diventa tuo amico. Bene, ma non per me".

Sembra un po' duro questo. Liam ha vissuto in alcune case adorabili.

"La casa più costosa che ho avuto è costata 3 milioni di sterline. Un bel salto arrivare a 17 milioni. Io posso vivere ovunque. Posso portarla ovunque. Ho una tenda indiana ("wigwam", ndr) in cui possono dormire 12 persone, con dentro un caminetto. L'ho comprata per i miei figli. Ora è in magazzino ma potrei tirarla fuori e montarla a Heath se dovessi, nessun problema".

Il tassista si avvicina al tavolo. "Ehm, Liam, quanto pensi di trattenerti ancora?". "Ci stiamo solo prendendo un'altra pinta, amico", dice Liam. "Ne vuoi una? No? È questo il problema di questo paese, non ci sono abbastanza guidatori alcolizzati".

Il tassista se la fa addosso per le risate e il pub, che ha sudato le sette camicie per assecondare le richieste di Liam durante questa bevuta, dice basta. "So di essere spassoso", continua Liam. "Hai un cruciverba?". "Va bene", dice il guidatore, tirandosi un po' indietro.

"Cerca questo su Google, allora. Ragazze sexy. Ti rivitalizzerà, amico. Uscirò tra poco".

Il guidatore è sulla soglia e dichiara il proprio amore per tutti gli album di Liam. Anche lui piace a Liam. "Potrei contare i miei amici sulle dita di ... nessuna mano. Non ne ho, a parte Debbie. Faccio la cosa mia. Sono un lupo solitario. Il mondo è il mio amico. Non ho bisogno di nessuno che mi infastidisca chiedendomi di vedersi per un'insalata o raggiungerlo in un posto, quando posso io togliermi di torno tizi eccezionali come quello. Sarà mio amico per tutta la strada sino al dentista".

Un minuto dopo Liam esce per andare a prendere il fratello maggiore Paul, che si sta sottoponendo a chirurgia dentale. "Sta cadendo a pezzi", dice Liam.

Qualche tempo fa Paul Gallagher è caduto dalle scale a casa sua dopo una serata di baldoria con Liam "e si è rotto la caviglia in 900 pezzi. Era tutta la sera che parlava delle sue scarpe da ginnastica New Balance (nuovo equilibro, ndr). Più che altro Nessun Equilibrio".

Ancora più dolorosa è stata la sua presenza quando Liam è stato convocato in tribunale per perfezionare il divorzio. "Il nostro Paul chiama gli avvocati amanti dell'orrido, così è venuto con me per assicurarsi che non mi gettassero fumo negli occhi. Mentre entriamo in tribunale lui è dietro di me e sento questo grido. Mi giro e lo vedo sul pianerottolo con la gamba dietro la schiena. 'Che cazzo è successo?'. 'Sono scivolato su qualcosa', dice lui, gridando per il dolore. Guardo giù e c'era una perfetta buccia di melone sul pavimento. Lui fa: 'L'hanno messa lì gli amanti dell'orrido! È tutto buio!' ... ". Mi guardo in giro per vedere se ci sono giornalisti, perché lì sono ovunque, lo metto in un taxi, lo mando in ospedale e corro dentro. Dovevo farlo. Si è rotto la gamba davvero seriamente, ora ha le lastre di metallo e tutto il resto, ma nessuno sapeva dove fosse, perché nella caduta il telefono gli era scivolato fuori. È fuori dai giochi da tre mesi. E ora lo stanno operando ai denti. Sta cadendo a pezzi, amico".

Il telefono di Liam squilla. È Debbie. Come mai non è nel taxi? È ora di andare.

Prima di andare via si prende il tempo per una breve fumata. Mentre dà una boccata dice che il filmato in cui si vede il geniale se non caotico Owen Morris che produce i loro primi due album gli ha fatto ricordare l'ultima volta in cui prese i funghetti magici. Fu con Morris ai Rockfield Studios, in Galles, 20 anni fa.

Mentre albeggiava Liam decise di scavalcare la staccionata che affacciava sull'altro campo, malgrado Morris lo esortasse caldamente a tornare indietro. "Riuscivo a vedere solo questa linea bianca a grande distanza, rotolava verso di noi come una foschia bellissima. Pensavo: 'Sì, facciamoci una camminata nella linea bianca'. Lui mi faceva: 'Assolutamente no, cazzo, amico!'. Mi incammino verso di lei, la linea bianca, la linea bianca ... all'improvviso la linea bianca viene verso di noi molto più velocemente e forma una V. Ci sono fottute centinaia di pecore e corrono tutte verso di noi! Ci stanno caricando! Torniamo indietro verso la staccionata e in cucina. Noel è in piedi, sta mangiando i suoi cereali. 'Dove siete stati, ragazzi?'. 'Inseguiti da un sacco di pecore, amico' ...".  

Tira fuori la sua sigaretta. Gli piacerebbe sballarsi ancora, dice, libero e sereno com'era da bambino con i suoi amici a Lyme Park, a Stockport, ma la sua mente è già abbastanza ampia. Non potrebbe allargarsi più di così. È uno sport per giovani.

"A volte", dice, "penso di essere ancora sballato da quei giorni e che mi sveglierò e tutti gli Oasis, tutto questo, era solo parte di quello sballo. Mi sveglierò e tornerò a trapanare Market Street con gli altri lavoratori, con Wrote For Luck alla radio. Facevo davvero parte degli Oasis? Immagina di essere Macca (Paul McCartney, ndr). Lui queste cose le penserà sempre: 'Davvero ho scritto Yesterday?!'. Forse è per quello che lui rimane nella bolla. Io sono fuori dalla bolla, ma sono troppo bravo per starmene seduto sul divano a casa a chiedermi se tutto quello sia davvero successo. Per la gente significo troppo perché tutto sia soltanto un sogno".

E con questo, una stretta di mano, un pugno sulla spalla e un colpo con i polsi sparisce nel suo taxi per High Barnet. Mentre la macchina corre via il colore del pub si asciuga. È vero. Non ti manca l'acqua finché il pozzo non si asciuga. traduzione di frjdoasis - oasisnotizie - fonte: Q magazine





lunedì 15 agosto 2016

Noel Gallagher: "Oasis reunion senza di me? Sarebbe interessante e comico. Li avrei autorizzati ad usare il nome Oasis"


Noel in Costa Azzurra con Bono e Sacha B. Cohen 7/8/2016
Ecco la trascrizione della quinta e ultima parte dell'intervista rilasciata da Noel Gallagher a Rolling Stone USA (audio alla fine del post). In questa parte Noel parla anche dell'ipotesi reunion degli Oasis senza di lui.

Ho sentito che i fratelli Ray e Dave Davies stanno lavorando insieme ad alcune canzoni. I Kinks si stanno riformando?

Sarebbe bellissimo andare a vederli suonare dal vivo. Sarebbe incredibile se succedesse. Sarebbe strabiliante tenere di nuovo tra le mani un nuovo disco dei Kinks. Mi piacerebbe molto andare a vederli. Ray Davies è uno dei miei eroi musicali. Lo amo.

Penso che uno dei problemi sia che Dave odia Mick Avory, mentre Ray lo ama. E dovrebbe suonare lui la batteria ...

Il music business è fottutamente folle. Sai, il 99% delle canzoni parlano di amore e sono scritte da persone che si odiano fottutamente. È folle.

Se c'è qualcuno nel mondo che si può rispecchiare in quella relazione tra fratelli nella musica sei tu, no?

Copenaghen 11/8/2016
Certo. Certo, come ho detto sarebbe bellissimo andare a vederli, ma non consiglio loro di riunirsi come se fosse una cosa fantastica da fare solo per far piacere a me. Fanculo 'sta roba! Capisci? Ogni giorno la gente mi chiede ... C'è gente che mi guarda e mi dice: 'Vi riunirete. Sicuramente vi riunirete'. E io: 'Perché ne se così sicuro?'. 'Perché lo farete e basta'. E io: 'Ma che cazzo dici? Non esserne così fottutamente maleducato'. Capisci? 'Vi riunirete di sicuro' ... Stai provando a usare i trucchetti psicologici su di me?

Sulla stampa ho letto che potrebbero farlo senza di te.

Sai che ti dico? Cazzo, pagherei per vederlo.

Perché?

Penso che sarebbe fottutamente interessante. Potremmo mettere in giro un'altra voce: io lo farei senza Liam e userei un ologramma come Tupac al Coachella.

Se lo facessero senza di te li fermeresti?

No, seriamente adesso ... non li fermerei affatto. Neanche minimamente.

Copenaghen 11/8/2016
Ti darebbe fastidio se ci fosse un concerto degli Oasis senza di te?

No, no. Sarebbe fottutamente comico. Mi sta bene. Ascolta, il giorno in cui sono andato via avrebbero potuto proseguire con quel nome se mi avessero chiamato in massa per chiedermelo. Li avrei autorizzati ad usare il nome Oasis, ma non l'hanno fatto.

E te la cavi abbastanza bene da solo nelle arene, quindi perché avresti dovuto avere a che fare con altri grattacapi?

Certo. Sai, se sei sposato da vent'anni e il matrimonio si rompe e te ne vai e vai a cercare qualcun altro, perché dovresti tornare? Perché? Onestamente se lo fai lo fai per soldi e a me i soldi piacciono. E lo farei per soldi se avessi bisogno di soldi, ma non ho bisogno di soldi. Quindi fine.

Ma se tra dieci anni venissero da te e ti offrissero 50 milioni di dollari?

Oh, ci sto. Oh, sì, cazzo! Non preoccuparti.

oasisnotizie

FINE PARTE 5 (ULTIMA PARTE)
Segui i precedenti post per leggere le altre parti dell'intervista di Rolling Stone a Noel.  

PARTE 1 QUI - PARTE 2 QUI - PARTE 3 QUI - PARTE 4 QUI 



martedì 9 agosto 2016

Noel Gallagher racconta: "La mia Jaguar, il consiglio più bello e cosa faccio per rilassarmi"

Ecco la trascrizione della quarta parte dell'intervista rilasciata da Noel Gallagher a Rolling Stone USA (audio alla fine del post). In questa parte Noel parla del suo acquisto più ameno, del miglior consiglio ricevuto nella vita e di cosa fa per rilassarsi. 


Parlami del tuo acquisto più ameno. 

Noel Gallagher al Grimaldi Forum l'8 agosto 2016
Una volta mi sono fatto costruire un'automobile. Mi costò 110.000 sterline, quasi 220.000 dollari. Un'auto anni '60, come se fosse stata costruita l'anno che sono nato io, nel 1967. Mi sono fatto costruire questa macchina secondo le mie specifiche.
All'epoca non sapevo guidare, ma pensavo: 'Quando avranno ultimato questa cazzo di macchina avrò facilmente imparato a guidare! Non sarà un problema, ci vorranno solo due anni'.
Due anni dopo che l'avevo pagata, questa macchina si presenta all'uscio di casa mia. Delle lezioni di guida mi ero completamente dimenticato. E ancora oggi non so guidare. La macchina è lì in garage. È costruita su misura per un inglese, irlandese e mancuniano. Non la può usare nessun altro, è costruita secondo le mie specifiche. Il fottuto sedile del guidatore si adatta solo a me. Mi è costata quasi un quarto di milioni di dollari, è una macchina bellissima. È stata una cosa scema che ho fatto. 

Che modello è?

È una Jaguar Mark II Convertible del 1967, mai più costruita. L'ho convertita io, è fottutamente incredibile ed è bellissima. È nera con luci rosse di serie. Se qualcuno volesse comprarla, per favore manda in onda questo: la venderei molto volentieri. 

La guidi ogni tanto?

No. Non so guidare. Non so guidare.

Noel e Paul Weller nel 2013
Dimmi qual è il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto.

Il miglior consiglio me lo diede Paul Weller, che nella sua carriera ha vissuto alti e bassi. Mi aveva colpito il ... non direi blocco dello scrittore, ma per un breve periodo alla fine degli anni '90 o a metà degli anni '90 mi ero disamorato dallo scrivere canzoni.

Lui mi disse semplicemente: 'Non inseguire le canzoni. Lascia che siano le canzoni a venire da te. E se non vengono da te allora significa che non devono venire'. E pensai che fosse un consiglio ottimo. E l'ho seguito. Ogni volta che il fatto di non essere in grado di scrivere molto mi frustra, metto giù la chitarra e vado a fare qualcos'altro.

Dimmi quali sono i consigli che daresti a te stesso nel 1995 con la saggezza che hai acquisito oggi. 

Non lo so, cazzo! Direi semplicemente: 'Goditela di più', anche se me la sono goduta molto, come puoi ben immaginare. Direi a me stesso: 'Penjso che te la saresti potuta godere un pochino di più'. Penso che ci sia un po' di più da guadagnare da quella cosa. Direi a me stesso quella frase di quella canzone di Bobby McFerrin: 'Don't worry, be happy'. Te la fischietto ...

Lo sai che non suona quella canzone da 25 anni e che la odia?

Bene. Anch'io.

Cosa fai nella vita per rilassarti?

Noel e Sara al Grimaldi Forum l'8 agosto 2016
Onestamente la mia vita è avvolta nella formula: andare in tour, registrare, scrivere, guardare partite di calcio - o di soccer, come dite voi - e stare con la mia famiglia. E per rilassarmi mi siedo a suonare la chitarra. Se riesco a sedermi a suonare la chitarra ... se riesco a combinare tutte queste cose nello stesso tempo è incredibile.

Più invecchio e più penso a due cose ... ad andare in vacanza con mia moglie e i miei bambini in un posto remoto del mondo. È una cosa incredibile distendersi semplicemente su una spiaggia, senza portare la chitarra, e ascoltare solo le onde che si infrangono. È una cosa fantastica. E un'altra cosa fantastica è andare via anche solo per un finesettimana con mia moglie, solo io e lei. Potremmo fingere di non avere figli e fare tutte le cose che ci piace fare senza i nostri figli. Tra le due cose che mi piacciono di più ora c'è uscire con mia moglie.


trad. di oasisnotizie - segue nei prossimi giorni

FINE PARTE 4
Segui i prossimi post per leggere le altre parti dell'intervista di Rolling Stone a Noel.  

PARTE 1 QUI - PARTE 2 QUI - PARTE 3 QUI 



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